Canzi: «Esonero? L’allenatore è a rischio sempre. La società è con me e non ho le giocatrici contro» | OneFootball

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·29 Maret 2026

Canzi: «Esonero? L’allenatore è a rischio sempre. La società è con me e non ho le giocatrici contro»

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Max Canzi, tecnico della Juventus Women, ha parlato in conferenza dopo la semifinale di Coppa Italia contro la Fiorentina

(inviato allo Stadio Pozzo-La Marmora di Biella) – Max Canzi, tecnico della Juventus Women, ha parlato in conferenza al termine della vittoria in semifinale di Coppa Italia con la Fiorentina.

PRESTAZIONE – «C’erano state prestazioni non all’altezza, arrivavamo da tre tempi non giocati da Juve. La partita l’abbiamo preparata con grande intensità e voglia di riscatto, giocando in maniera più aggressiva. Sono state molto brave, non è un momento facile: quando i risultati faticano ad arrivare diciamo che è molto più facile disgregare che aggregare internamente ed esternamente. Siamo stati molto bravi ad aggregarci, posso solo fare i complimenti oggi».


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RISCHIO ESONERO – «L’allenatore di base è sempre a rischio, è il parafulmine. Quando decidi di fare questo mestiere sai benissimo che fa parte del gioco, quando le cose non vanno bene sei il primo a pagare. Mi è capitato in carriera, nei dilettanti e addirittura una volta prima dell’inizio del campionato e fa parte del gioco. Ho ricevuto grandi attestati di stima da parte del club, la squadra non l’ho mai percepita contro di me. Nelle calciatrici, come nei calciatori, non sempre gli obiettivi individuali collimano con quelli di squadra, per un allenatore invece è così. I giocatori vanno accompagnati, ci sono mille situazioni: giocatrici in scadenza, che hanno firmato, che hanno un progetto. Sicuramente più si sta compatti come siamo  stati ora e più è facile ottenere i risultati ma  rientra tutto in questo mestiere, non mi offendo. Quando sento dire che sono in discussione è normale».

AFFETTO DELLA GENTE – «L’ho detto alle ragazze a fine partita, il percepito esterno è figlio del nostro periodo e del nostro tempo. Chi segue la squadra sempre allo stadio sono le persone più vicine alla squadra, mi ha fatto piacere ricevere attestati di stima, chi segue la squadra sempre ha affetto che chi non ha mai visto una partita non ha. Il  calcio è fatto di partite contro avversari che hanno obiettivi. Qua non ho mai visto, in tutte le partite, una volta o mai sentito chi è venuto a vederci tifare contro o fischiare, anzi hanno sempre incitato fino alla fine e mi fa piacere. Il resto fa parte del gioco. Io quello che posso fare è dare sempre il massimo di me stesso come ho sempre fatto in carriera e come continuo a fare. Sono qui da un anno e mezzo e qualcosa credo di averlo portato a casa. Non ho mai esagerato nel gioire e allo stesso modo quando le cose vanno male cerco di essere equilibrato, ben conscio che quanto fatto e quanto possiamo fare lo possiamo fare tutti insieme: con la squadra, la società, i tifosi e voi (giornalisti ndr) se ci aiutate. Quello che scrivono fuori sui social non lo possiamo controllare».

PARTITA E LANCIO DELLA GIACCA – «Loro sono partite forte come ci aspettavamo. Abbiamo preparato una partita con una pressione non altissima come campo, attendevamo un po’, sapevamo che potevamo e dovevamo ripartire. Goal e sono contento. Il goal sbagliato da Ama avrebbe fatto finire la partita, Vangsgaard ha fatto una partita straordinaria e mi è dispiaciuto sbagliasse perchè si meritava il goal. Lotta al terzo posto? Complicata, non è facile il calendario ma non è facile per nessuno. Abbiamo a tiro tre squadre dietro e una davanti potenzialmente. Poi ci sono anche gli scontri diretti quindi insomma sappiamo essere complicato, ma questo è un campionato difficilissimo, più dell’anno scorso. Poi abbiamo perso da regolamento un appendice di campionato che avrebbe potuto cambiare l’approccio. Nel momento in cui sei lontano rischi di mollare pensando di non poter arrivare. Vero che la storia dice che la poule Scudetto non ha mai ribaltato l’esito del campionato».

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