Caso arbitri, le prossime mosse: Gervasoni pronto a rispondere al pm, Rocchi verso il silenzio. Inter fuori dall’inchiesta | OneFootball

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·28 April 2026

Caso arbitri, le prossime mosse: Gervasoni pronto a rispondere al pm, Rocchi verso il silenzio. Inter fuori dall’inchiesta

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Caso arbitri, Gervasoni atteso dal pm, Rocchi dovrebbe tacere. Nessun coinvolgimento per l’Inter. Le ultimissime

C’è una data cerchiata in rosso nel calendario dell’inchiesta che sta scuotendo il mondo arbitrale: giovedì 30 aprile, quando l’ex designatore Gianluca Rocchi, attualmente autosospeso, è convocato in Procura a Milano dal pm Maurizio Ascione. L’avviso di garanzia riguarda tre capi d’imputazione, tra cui il caso Udinese‑Parma e l’accusa di aver assegnato “arbitri graditi” all’Inter in almeno due occasioni. Secondo Sportmediaset, non è ancora chiaro se Rocchi sceglierà di rispondere alle domande o se si avvarrà della facoltà di non rispondere, ma le indiscrezioni indicano la seconda ipotesi come la più probabile. A confermare la linea prudente è il suo legale, che a Pressing ha dichiarato: “Stiamo valutando che iniziative difensive intraprendere. Nella contestazione si fanno riferimento ad altre persone, ma non vengono indicate. Sarebbe un reato plurisoggettivo, devono partecipare più persone, eppure l’avviso di garanzia è solo per Rocchi. Sta subendo un’ingiustizia”.


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Diversa la posizione di Andrea Gervasoni, supervisore VAR anche lui autosospeso dopo l’invito a comparire. Come riportato da Gazzetta.it, il suo avvocato Michele Ducci ha spiegato che il suo assistito “dovrebbe rispondere” alle domande del pm nell’interrogatorio fissato anch’esso per il 30 aprile. Gervasoni è indagato per concorso in frode sportiva in relazione a Salernitana‑Modena dell’8 marzo 2025, partita in cui un rigore inizialmente assegnato agli emiliani fu poi revocato dopo l’intervento della sala VAR. L’inchiesta, ricostruisce Repubblica, nasce da un esposto dell’ex assistente Domenico Rocca, seguito da altre segnalazioni, tra cui quella dell’avvocato Michele Croce del 7 gennaio 2024. L’episodio chiave è proprio Udinese‑Parma del 1° marzo 2025: secondo la Procura, Rocchi avrebbe influenzato da Lissone la decisione del VAR Daniele Paterna, che suggerì all’arbitro Maresca una on‑field review. Da lì sono stati acquisiti audio e video della sala VAR.

Gli indagati sarebbero cinque, ma il numero potrebbe crescere: nell’avviso di garanzia si fa riferimento ad “altre persone in concorso”. Oltre a Rocchi e Gervasoni, risultano coinvolti Nasca, Di Vuolo e Paterna, quest’ultimo per presunte false informazioni fornite al pm. Le partite sotto esame sono cinque: Udinese‑Parma, Inter‑Verona, Bologna‑Inter, il derby Inter‑Milan di Coppa Italia e Salernitana‑Modena di Serie B. Tutti gli indagati sono arbitri o membri dell’area tecnica, nessun dirigente o calciatore. La Procura di Milano ha inoltre chiarito che l’Inter non è indagata: il club compare solo come possibile beneficiario di alcune designazioni, in particolare per l’esclusione di Daniele Doveri dai big match, ritenuto “sgradito” alla società. Non essendoci tesserati nerazzurri coinvolti né contestazioni formali, al momento non emergono presupposti per sanzioni sportive o penali. Eventuali sviluppi dipenderanno dagli esiti dell’indagine milanese e da un eventuale successivo intervento della giustizia sportiva.

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