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·26 April 2026

Caso Rocchi: Chinè ha chiesto gli atti. Si può aprire nuova inchiesta su designazioni pro Inter

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Caso Rocchi: Chinè ha chiesto gli atti. Si può aprire nuova inchiesta sulle presunte designazioni pilotate per favorire l’Inter

L’inchiesta che coinvolge il designatore Gianluca Rocchi entra in una fase cruciale. La Procura Federale, guidata da Giuseppe Chinè, ha già richiesto formalmente alla Procura di Milano gli atti dell’indagine penale. Questo passaggio è fondamentale per capire se gli elementi emersi ora differiscano da quanto la giustizia sportiva aveva già analizzato — e successivamente archiviato — circa un anno fa.


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I precedenti: la segnalazione di Domenico Rocca

L’indagine sportiva del 2025 scaturì da una lettera dell’assistente Domenico Rocca. In quel documento, Rocca sollevava dubbi su due episodi specifici:

  1. Lazio-Genoa (2024): la presunta variazione del voto dell’assistente Perrotti.
  2. Udinese-Parma: il sospetto che Rocchi avesse “bussato al vetro” della sala VAR a Lissone per segnalare un rigore.

All’epoca, la Procura FIGC svolse un lavoro capillare. Furono ascoltati tutti i protagonisti: l’osservatore Tozzi spiegò di aver cambiato il voto a Perrotti in totale autonomia, negando pressioni da parte di Rocchi. Per il caso di Lissone, gli arbitri Paterna e Sozza dichiararono di non aver sentito alcun colpo sul vetro, complici le cuffie insonorizzate. Lo stesso Rocca ammise di non poter identificare con certezza Rocchi dietro il vetro. L’archiviazione del 29 luglio 2025 fu dunque inevitabile e avvenne con il pieno avallo della Procura Generale dello Sport del CONI, che giudicò la denuncia priva di fondamento e mossa da rancori personali legati alla carriera dello stesso Rocca.

I nuovi scenari e l’interrogatorio del 30 aprile

Oggi, però, il quadro è mutato. Le nuove accuse della Procura di Milano non riguardano più influenze interne sui voti, ma presunte “designazioni pilotate” per favorire l’Inter (i casi di Colombo per Bologna-Inter e di Doveri in Coppa Italia). Lo scrive La Gazzetta dello Sport.

Questi nuovi capi d’imputazione non erano mai stati oggetto della precedente indagine. Per questo motivo, l’archiviazione “allo stato degli atti” di un anno fa non impedisce l’apertura di un nuovo fascicolo sportivo. Molto dipenderà dall’interrogatorio di Rocchi fissato per il 30 aprile: se emergeranno prove concrete di una violazione dell’Articolo 4 (lealtà e correttezza), la giustizia sportiva dovrà tracciare un nuovo percorso, indipendentemente dall’esito penale.

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