Calcionews24
·11 Juni 2026
Casting ancora aperto per la panchina del Milan: nonostante l’accordo col Glasner spunta il nome di Amorim!

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Il Milan continua a lavorare alla costruzione del nuovo corso tecnico e dirigenziale dopo l’esonero di Massimiliano Allegri, ormai destinato al Napoli per raccogliere l’eredità di Antonio Conte. Il nome più caldo per la panchina rossonera resta quello di Oliver Glasner, allenatore austriaco reduce dall’esperienza al Crystal Palace e considerato oggi il principale candidato per guidare il Diavolo nella prossima stagione.
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Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, tra il Milan e Glasner sarebbe già stata raggiunta una sorta d’intesa sulla base di un contratto biennale da 3,5 milioni di euro netti a stagione, più bonus e opzione per un ulteriore anno. Una base importante, che conferma il gradimento del club per un tecnico internazionale, moderno e abituato a lavorare dentro contesti competitivi.
Il casting, però, non è ancora chiuso. Gerry Cardinale e gli uomini di RedBird stanno portando avanti da oltre due settimane una serie di colloqui e videocall per valutare ogni opzione. L’ultimo contatto avrebbe riguardato Ruben Amorim, tecnico portoghese reduce dall’esperienza negativa al Manchester United. Il suo nome resta sul tavolo, ma non sarebbe al momento in primissima fila.
Tra i profili già sondati c’è anche Mauricio Pochettino, ct argentino degli Stati Uniti, sentito due volte dalla proprietà rossonera. Anche in questo caso, però, si tratta di una candidatura da monitorare più che di una pista avanzata.

Milan, prima il direttore tecnico: Rangnick resta il nome forte – CalcioNews24.com
La linea del Milan resta chiara: prima la scelta del nuovo responsabile dell’area tecnica, poi quella dell’allenatore. In questo senso il nome più forte rimane Ralf Rangnick, attuale ct dell’Austria, da tempo nel mirino del club rossonero. Dopo l’incontro di nove giorni fa a Vienna con Cardinale, Calvelli e Ibrahimovic, però, non è ancora arrivata la fumata bianca.
Il Milan avrebbe qualche dubbio sulle tempistiche e sulla linea poco flessibile del «Professor», mentre lo stesso Rangnick teme possibili ingerenze e promesse non mantenute. Abituato a gestire l’intera area sportiva, il dirigente tedesco vorrebbe garanzie totali sul proprio raggio d’azione. Sullo sfondo resta anche l’offerta della federazione austriaca per proseguire il lavoro in nazionale. Il futuro rossonero, dunque, passa da un doppio incastro: Rangnick per la struttura, Glasner per la panchina.







































