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·4 April 2026
Castro: “A Bologna sto bene, ma dal mercato non si sa mai. Italiano? Ci dice le formazioni mezz’ora prima”

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·4 April 2026

Gazzetta dello Sport – L’intervista a Castro evidenzia la fame dell’attaccante del Bologna. Le sue dichiarazioni fra ambizioni e delusioni.
Nell’interista rilasciata a Gazzetta dello Sport l’attaccante del Bologna Castro si aperto a svariati temi. A partire dalla chiamata di Spalletti per la Nazionale, e dalla possibilità che quest’ultima avrebbe avuto di qualificarsi ai Mondiali qualora l’argentino avesse detto di sì. La sua risposta è stata accompagnata da un sorriso: “Non lo sapremo mai“.
Il calciatore ha poi rivelato l’importanza del lavoro comunicativo svolto su di lui da Motta e Italiano: “Mi hanno insegnato l’associazione in campo con la squadra. Prima andavo dritto in porta e finiva lì“. Poi la domanda sui tatuaggi: “Sono 23, ma in Argentina ne ho uno da fare e uno che mi piacerebbe fare“.
Alla domanda relativa all’Europa League l’attaccante rossoblu risponde di voler arrivare in finale, ma “la volontà va accompagnata al duro lavoro”. Per quanto concerne la Serie A invece il calciatore ha specificato quanto quello che è accaduto sia “una questione mentale“, pur non tralasciando però l’aspetto fisico: “Giocare il giovedì alle 21 e la domenica alle 15 alla lunga si fa sentire. Ci siamo allenati sempre ad alti livelli“.

Castro: “Lavoriamo duro per la finale di Europa League e non solo! Il sogno con l’Argentina…”; (Foto di Alessandro Sabattini/Getty Images) via OneFootball; BolognaSportNews
Castro parla poi di quanto la sconfitta in Supercoppa contro il Napoli abbia inciso particolarmente: “Hai un trofeo a un centimetro, se non lo vinci ci resti male e te lo porti dentro“. Riguardo la sfida con la Cremonese, che all’andata aveva vinto 3-1 a Bologna, l’argentino rifiuta la chiusura del cerchio, bensì spiega che è “il principio degli ultimi due mesi di stagione, i più importanti dell’anno“.
“Se la Roma ti permette di palleggiare l’Aston colpisce al cuore. Sono davvero forti e probabilmente sonoi favoriti alla vittoria finale, ma noi siamo lì. Vedremo“. Queste le parole in merito ai quarti di finale di Europa League, dove Castro avrà l’opportunità di “riscattare la traversa presa all’andata“, in una gara in cui il Bologna non fece male.

Castro: “Lavoriamo duro per la finale di Europa League e non solo! Il sogno con l’Argentina…”; (Foto di Paolo Bruno/Getty Images) via OneFootball; BolognaSportNews
La doppia sfida europea riserva anche un incontro gradito, quello col Dibu Martinez, che Castro ha conosciuto quando fu convocato dall’Argentina: “E’ una bella persona e un campione. Per mio fratello che vuole diventare portiere lui è un idolo”.
Castro non perde l’occasione per ricordare che la gara d’andata con gli inglesi si giocherà in casa, dove la squadra fa fatica: “Non ne capisco il motivo. Credo sia un fattore mentale”.
Riguardo la necessità che aiuti i calciatori a tenere in ordine la propria “vita dorata” l’attaccante rivela del suo rapporto con un amico psicologo: “E’ una bella cosa, anche noi abbiamo dubbi e necessità. Anche De Silvestri ci disse di non avere vergogna di parlare con uno psicologo. Servono anche altre componenti per durare a lungo nel calcio ad alti livelli“.
Sul Bologna: “Non voglio parlare tanto per parlare, ma qui sto benissimo e ho rinnovato da poco, anche se dal mercato non si sa mai“.

Castro: “Lavoriamo duro perla finale di Europa League e non solo! Il Sogno con l’Argentina…”; (Foto di Paolo Bruno/Getty Images) via OneFootball; BolognaSportnews
“Giovedì mi sono sposato, ho trovato la ragazza della mia vita. In Argentina faremo la cerimonia in Chiesa“. Suoi goal segnati fino ad adesso: “I migliori sono quello alla Roma in Europa League, quello di tacco a Genova e quelli a Fiorentina e Torino“. Da Zirkzee e Immobile invece dice di aver imparato a credere sempre in se stesso.
Riguardo al modo in cui Italiano svela le formazioni: “Le dice mezz’ora prima della partita e questo mi piace perché tutti si sentono importanti. Chi entra dopo può esserlo anche di più di chi inizia ed è vero“.
Castro chiude poi con la sua Argentina e il sogno Mondiale: “Ho sempre la nazionale in testa. Per questo motivo dissi di no all’Italia, ringraziando“.
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