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·5 Juni 2026
Christian Lupo, il pararigori azzurro che ha ipnotizzato la Spagna: “Notte da sogno”

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·5 Juni 2026

Christian Lupo, 17 anni compiuti il 29 maggio – regalandosi un clean sheet (Montenegro-Italia 0-3) –, mani grandi e occhi che sembrano aver già visto il calcio da dentro, da quella zona solitaria e magnetica che è la porta. A Tallinn, sotto il cielo lungo del Nord e dentro la tensione di una semifinale dell’Europeo Under 17 che pesava come un esame di maturità anticipato, il ragazzo del Lecce ha fatto qualcosa che appartiene alla memoria, non solo alla cronaca.
Tre rigori parati. Uno durante i 90 minuti, all’ala dell’Athletic Club Christian Imga al 29’. Due nella lotteria finale: il primo a Ian Mencía, centrocampista dell’Atlético Madrid, e il secondo a Ezo Alves, attaccante del Real Madrid e figlio del brasiliano Marcelo, presente in tribuna al Lilleküla Stadium. In mezzo, un’Italia, quella guidata dal tecnico Daniele Franceschini, che ha saputo resistere, soffrire, rimanere viva prima di volare: 4-2 ai tiri di rigore contro la Spagna, dopo l’1-1 dei tempi regolamentari (il classe 2010 Federico Croci su rigore per gli Azzurrini e Mikel Urrestarazu per le Furie Rosse). Finale conquistata, la quinta della storia delle Nazionali Giovanili azzurre dopo le delusioni del 2013 in Slovacchia (Italia-Russia 0-0, 4-5 dtr, 17 maggio), del 2018 in Inghilterra (Italia-Paesi Bassi 1-1, 1-4 dtr, 20 maggio) e del 2019 in Irlanda (Paesi Bassi-Italia 4-2, 19 maggio), seguite dallo storico e, finora, unico successo del 2024 a Cipro (Italia-Portogallo 3-0, 5 giugno).
E allora sì, viene naturale pensare che ci siano serate che cambiano il modo in cui un ragazzo guarda se stesso. Christian, nato a Bari nel 2009, ieri sera non ha soltanto parato dei rigori. Ha scoperto il meraviglioso peso della responsabilità. Quella sensazione che prova un portiere quando il pallone arriva dagli 11 metri e il mondo si restringe a un istante. Non esistono compagni, tattiche, movimenti. Esisti solamente tu, con il tuo coraggio e il tuo intuito.
Christian quella porta la vive da sempre. Da quando aveva quattro anni e iniziò a giocare nel Calcio Ragazzi Valenzano, società dilettantistica pugliese. Dietro quella scelta c’era una figura precisa: papà Vito. Anche lui portiere. Perché spesso l’arte del saper stare tra i pali si tramanda come certe antiche passioni, quasi fosse una tradizione di famiglia. E Christian, osservando il padre, ha imparato la liturgia del ruolo: la solitudine, il sacrificio, la necessità di convivere con l’errore e con la gloria.
Gianluigi Buffon è il suo idolo. Impossibile che non lo sia per un bambino che cresce e sogna indossando un paio di guanti da portiere. Ma nel presente, il riferimento che sente più vicino è Elia Caprile del Cagliari, che definisce “moderno, reattivo e bravissimo nell’uno contro uno”. Dentro Christian, se ci pensiamo, convivono proprio queste due anime: la monumentalità emotiva di un’icona come Buffon e la contemporaneità di Caprile.
E forse è proprio questa la fotografia più bella della sua notte estone: la capacità di stare dentro l’emozione senza esserne travolto. Perché i rigori non si parano soltanto con la tecnica. Si parano con il coraggio di aspettare quel secondo in più, con la lucidità di leggere il linguaggio del corpo dell’avversario e con la fede ostinata di chi pensa davvero di poter arrivare su quel pallone.
"Non dimenticherò mai questa serata – ammette Christian con gli occhi pieni di emozione –. Quando avrò dei figli o dei nipoti, sarà sicuramente un momento che gli racconterò”.
In queste parole c’è tutto il valore umano di quello che è successo ieri. Perché chi gioca a calcio fin da bambino immagina spesso di essere decisivo per la propria squadra, con lo stadio gremito e il caloroso rumore degli applausi, ma soprattutto sogna l’esplosione di gioia dei compagni che gli corrono incontro per abbracciarlo. E Christian, ieri sera, questo sogno l’ha realizzato.


Christian Lupo, protagonista di tre rigori parati contro la Spagna in semifinale
La sua storia recente racconta anche di un ragazzo che ha già imparato il significato della parola continuità. 31 presenze stagionali con il Lecce: 29 (2.610 minuti giocati) sotto età con l’Under 18 di Fabio Marrocco, che ha chiuso il girone eliminatorio al quindicesimo posto con 42 punti, e due presenze (180 minuti giocati) con l’Under 17 di Pietro Trinchera, settima classificata con 36 punti nel Girone C. Esperienze formative, che aggiungono strati, perché i portieri, quelli forti, crescono così: un errore alla volta, una parata alla volta.
Ma la notte di Tallinn racconta anche qualcosa di più grande di una singola impresa. Racconta il lavoro profondo e strutturato che il calcio italiano ha fatto e sta facendo, perché i risultati, oggi, parlano con una chiarezza impressionante.
L’apice di questo percorso è stato toccato due anni fa, quando la UEFA ha assegnato per la prima volta all’Italia il trofeo ‘Maurice Burlaz’, prestigioso riconoscimento destinato alla miglior federazione europea a livello giovanile. Un premio conquistato grazie agli straordinari risultati ottenuti negli ultimi anni dalle Nazionali Giovanili azzurre, iniziando dall’Europeo Under 19 vinto a Malta nel 2023 dagli Azzurrini di Alberto Bollini (Portogallo-Italia 0-1, 17 luglio) – secondo titolo continentale della storia dopo quello del 2003 (Italia-Portogallo 1-0, 26 luglio) – e proseguito con lo storico e finora unico successo dell’Under 17 di Massimiliano Favo nel 2024 a Cipro (Italia-Portogallo 3-0, 5 giugno). A certificare ulteriormente la continuità e la crescita delle Nazionali Giovanili azzurre sono arrivate anche le tre semifinali consecutive conquistate dall’Under 19 agli Europei del 2022, 2023 e 2024 – traguardo mai raggiunto prima nella storia della categoria – e le tre semifinali di fila ottenute dall’Under 17 nelle edizioni del 2024, 2025 e 2026, altro record inedito per gli Azzurrini.
Questa generazione, in Estonia, sta continuando quella strada. E Christian, soprattutto dopo ieri sera, è uno dei volti simbolo di questo cammino.
"Credo sia il momento più bello della mia vita – ammette –, non solo della mia carriera. Non so come descriverlo. Chi non vive per il calcio non può capire cosa provo”.
Una frase bellissima, perché sentita. Il calcio, a questi livelli, non è un passatempo. È una forma di identità. È ciò che scandisce le giornate, che orienta i sacrifici delle famiglie, che riempie chilometri di macchina, allenamenti sotto la pioggia e attese infinite. Accanto a Christian, oltre a papà Vito, ci sono mamma Giovanna, la sorella Dalila e il fratello Roy, ma soprattutto quel sogno che lo accompagna da sempre: “diventare professionista”.
Ma c’è qualcosa che vale persino più del professionismo, almeno per una notte. Ed è sentire di rappresentare l’Italia. “Sono orgoglioso di indossare la maglia azzurra – confessa – e di giocare per il mio Paese”.


Christian Lupo, portiere del Lecce e della Nazionale Under 17
Ecco il punto. Perché la maglia azzurra non è soltanto una divisa. È una responsabilità emotiva enorme. È sapere che stai vivendo qualcosa che milioni di ragazzi vorrebbero vivere. E quando arrivi ai rigori di una semifinale europea, quella maglia pesa il doppio.
Christian però non si è nascosto. Ha aspettato, ha letto e si è tuffato. Due volte dalla parte giusta, a cui va aggiunta quella nei 90 regolamentari. E in pochi secondi ha trasformato Tallinn in un posto che porterà dentro per tutta la vita.
Ora, anche grazie alle sue parate, la Nazionale Under 17 del tecnico Daniele Franceschini scenderà in campo, nuovamente al Lilleküla Stadium, domenica 7 giugno (ore 19) per un’inedita finale contro il Belgio. L’ultimo passo di un cammino incredibile.
"Siamo felicissimi di essere arrivati in finale – ammette –. Sia noi sia lo staff siamo pienamente consapevoli dell’importanza della partita”.
Parole da leader vero, perché i portieri destinati a diventare grandi festeggiano poco. Pensano subito alla prossima parata. Vivono nel futuro immediato.
Ma la verità è che, comunque vada, il ragazzo di Bari ha già lasciato un’impronta su questo Europeo in Estonia, perché ci sono notti che diventano identità, che fanno capire a un gruppo di poter arrivare fino in fondo e che cambiano la percezione di un giocatore.
La notte di Tallinn è stata questo per Christian Lupo. Una notte da ricordare. Una notte da portiere. Una notte azzurra.
STORIA. Christian Lupo è nato il 29 maggio 2009 a Bari da papà Vito e mamma Giovanna. Inizia a giocare a calcio all’età di quattro anni nel Calcio Ragazzi Valenzano, società dilettantistica pugliese, prima di entrare a far parte del vivaio del Lecce nel 2022. Tra i pali della porta salentina, in stagione, ha messo insieme complessivamente 31 presenze: 29 (2.610 minuti giocati) sotto età con l’Under 18 allenata da Fabio Marrocco e due presenze (180 minuti giocati) con l’Under 17 guidata da Pietro Trinchera.
L’ELENCO DEI CONVOCATI
Portieri: 1. Emanuele Giaretta (Juventus), 12. Christian Lupo (Lecce); Difensori: 2. Giampaolo Bonifazi (Roma), 3. Matteo Albini (Como), 4. Djibril Diallo (Parma), 5. Ludovico Varali (Parma), 6. Andrea Donato (Inter), 13. Lorenzo Dattilo (Roma), 14. Lorenzo Puricelli (Inter), 20. Edoardo Dario Rocca (Inter); Centrocampisti: 8. Edoardo Biondini (Empoli), 15. Gianluca Tommaso Okon-Engstler (Club Brugge)16. Francesco Ballarin (Venezia), 17. Francesco Gasparello (Atalanta); Attaccanti: 7. Jacopo Landi (Empoli), 9. Diego Perillo (Empoli), 10. Thomas Corigliano (Juventus), 11. Marcello Fugazzola (Atalanta), 19. Tommaso Casagrande (Hellas Verona), 21. Federico Croci (Fiorentina).
Staff – Tecnico: Daniele Franceschini; Capo delegazione: Filippo Corti; Vice Coordinatore delle Nazionali Giovanili: Daniele Zoratto; Assistente tecnico: Marco Scarpa; Preparatore dei portieri: Francesco Antonioli; Preparatore atletico: Roberto Ghielmetti; Match analyst: Francesco Donzella; Medici: Francesco Cuccaro e Giorgio Liberati Petrucci; Fisioterapisti: Aldo Abbadia e Saverio Didonato; Nutrizionista: Claudio Pecorella; Tutor scolastico: Fabrizio Scarpelli; Osservatore Club Italia: Claudio Gabetta; Ufficio amministrazione, finanza e controllo: Andrea Ottaviani; Ufficio Stampa: Alessandro Paoli; Segretario: Guglielmo Cammino.
UEFA European Under-17 Championship Estonia 2026 | Fase finale
Fase a gironi (dal 25 maggio al 1° giugno)
Gruppo A: Estonia, Belgio, Croazia, Spagna Gruppo B: Montenegro, Francia, ITALIA, Danimarca
Prima giornata
lunedì 25 maggio Croazia-Belgio 0-2 Estonia-Spagna 1-4
martedì 26 maggio ITALIA-Francia 1-0 Montenegro-Danimarca 1-2
Seconda giornata
giovedì 28 maggio Belgio-Spagna 0-1 Estonia-Croazia 1-3
venerdì 29 maggio Montenegro-ITALIA 0-3 Francia-Danimarca 4-0
Terza giornata
domenica 31 maggio Belgio-Estonia 1-0 Spagna-Croazia 2-3
lunedì 1° giugno Francia-Montenegro 5-0 Danimarca-ITALIA 3-3
Classifica Gruppo A: Belgio 6 (+1)*, Spagna 6 (0)*, Croazia 6 (-1), Estonia 0. Classifica Gruppo B: ITALIA 7, Francia 6, Danimarca 4, Montenegro 0.
*qualificate alle semifinali grazie alla migliore differenza reti nella classifica avulsa.
Fase a eliminazione diretta (dal 4 al 7 giugno)
Semifinali (giovedì 4 giugno)
Belgio-Francia 2-1 ITALIA-Spagna 1-1, 5-3 dtr







































