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·11 Mei 2026
🚨 CLAMOROSO: Cellino aveva ragione: fu lui la vittima nel caso crediti d'imposta per il Brescia! I dettagli

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Svolta, perlomeno giudiziaria, sul caso che vide coinvolto Massimo Cellino e i famosi crediti d'imposta acquistati per coprire gli adempimenti fiscali per il Brescia che ha poi portato alla penalizzazione e alla retrocessione in C delle Rondinelle con conseguente playout tra Salernitana e Sampdoria. La Procura di Brescia, infatti, ha accertato che i crediti d'imposta acquistati da Gianluca Alfieri, erano fittizi e che Cellino è stato vittima di un raggiro.
Di seguito la ricostruzione de Il Giornale di Brescia.
Per la procura Cellino fu sostanzialmente vittima di un raggiro che avrebbero ordito a suo danno Gianluca Alfieri, il 25enne di origini irpine con studio in via Montenapoleone a Milano che avrebbe venduto i crediti fittizi, l’intermediario bresciano Andrea Piceni, e il commercialista e consulente del Brescia Calcio, bresciano a sua volta, Marco Gamba.
"Secondo la ricostruzione della Procura di Brescia, il «gruppo Alfieri Spv», formalmente amministrato da Gianluca Alfieri, sarebbe stato in realtà creato da Porcile e Scalercio «con il preciso scopo di commercializzare crediti d’imposta inesistenti». Per gli inquirenti si trattava di una società «priva di una sede effettiva, non iscritta all’elenco delle società veicolo della Banca d’Italia e inadempiente sotto il profilo fiscale».Nonostante l’assenza di dipendenti, la società avrebbe movimentato milioni di euro, cedendo crediti fiscali utilizzati anche da Brescia e Trapani per il pagamento dei contributi previdenziali.La Procura sostiene inoltre che Alfieri, Gamba, Scalercio e Piceni, «con più atti esecutivi riconducibili a un medesimo disegno criminoso» e in concorso con Porcile e altri soggetti ancora da identificare, abbiano «indotto in errore» non soltanto il presidente del Brescia Calcio Massimo Cellino, ma anche gli amministratori di altre tre società, ottenendo così un profitto ritenuto illecito pari a 3 milioni e 900 mila euro".
Cellino, ai tempi, si professò subito vittima di un raggiro e, alla fine della storia, aveva ragione.
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