Juventusnews24
·16 Januari 2026
Conferenza stampa Spalletti pre Cagliari Juve: «Adzic non si tocca, si può trovare un tesoro nascosto. Bremer e Yildiz a riposo? Rispondo così» – VIDEO

In partnership with
Yahoo sportsJuventusnews24
·16 Januari 2026

(inviato all’Allianz Stadium) – La Juve è tornata lì, ad affacciarsi ai vertici della classifica, forte delle due prove dominanti contro Sassuolo e Cremonese. Bianconeri ora attesi dalla insidiosa trasferta contro il Cagliari.
Nel giorno di vigilia, venerdì 16 gennaio, Luciano Spalletti è intervenuto in conferenza stampa alle 16.00 per presentare il match davanti ai media. Juventusnews24 ha seguito LIVE le sue parole.
GIOCARE OGNI 3 GIORNI – «Mettere a fuoco una cosa per volta, approfondire i temi su questa cosa senza riempire la testa. Poi si va a vedere la programmazione del futuro ma al momento c’è la partita di domani, che per noi è la partita di Champions».
BREMER E ADZIC – «Sono molto contento di come è tornato e di quello che sta migliorando di partita in partita. Quei tipi di infortuni ti lasciano perplessità e invece lui ha fatto una pulizia totale dentro la testa. Viaggia sempre un po’ con il dosatore, se quello davanti ha forza 3 lui mette 5, se ha forza 7 metti 10, se ha 9 mette 10 e lode. È stata solo una precauzione perché in questi casi è l’addizione delle partite, degli sforzi che può andare incontro a qualcosa di differente. Un po’ di ragionamenti futuri si possono fare in tutte queste partite. Se ci fosse la possibilità di gestire nelle prossime partite…Per il momento è dentro, poi si ragionerà di volta in volta perché sono le sensazioni e tutti i controlli che facciamo dal punto di vista di macchinari. C’è la possibilità di sapere quanti metri ha fatto, la partita che è stata. Come già sapete è fortissimo in tutte le espressioni. Deve migliorare quando palla sui piedi, quando decide di inserirsi ti affetta in un attimo. Adzic da un punto di vista mio è facile: ha capacità straordinarie, di quelle che hanno calciatori top e mi piacerebbe che riuscisse a prendere quelle due/tre conoscenze, che facesse ordine in ciò che deve lasciare e ciò che deve imporsi, sfruttare il più possibile. Tira delle bastonate, ha un tiro da fuori incredibile, ha un motore incredibile…Poi ogni tanto si perde perché non fa la cosa facile due volte ma vuole subito andare a trovare la cosa particolarmente sensazionale, vuole andare a trovare la giocata che non ha nessuno. Per me Adzic non si tocca, è un calciatore da cui mi aspetto grandi cose. C’è la possibilità di trovare un tesoro nascosto».
COMO MILAN – «Non l’ho solo vista, l’ho anche rivista, un paio di volte. Ci sono delle cose che si imparano vedendo altre partite. Si impara dal Como e dal Milan. Sarebbe bello ragionare e approfondire codesti temi. Giochisti o risultatisti? Perché al giochista piace divertirsi? C’è quello che ti piace di più, quello che ami fare perché ti dà soddisfazione, ma senza risultato è difficile. Il Como attraverso questo comportamento pensa ci siano più possibilità di vincere la partita. Fino a un certo punto la pensava in maniera corretta. Quando vai a giocare contro squadre che amano giocare col blocco squadra basso, diventa rischioso. Poi se hanno la potenzialità di ribaltarti il tavolino o il campo in poco tempo, è chiaro che bisogna essere bravi. Si può vincere in più modi e fa un po’ parte di questo discorso del calcio moderno. Ho la mia identità e la so cambiare, perché mi dà più possibilità di essere differente. Ma non la snaturo nel cambiare atteggiamento la mia identità, la mantengo nel tempo. Bisogna sempre avere un equilibrio difensivo e quei calciatori che ti creano prevenzione nel recupero palla. Bisogna sempre tu sia sopra il livello massimale quando giochi anche contro squadre più normali, non solo col Milan. Sanno creare condizioni difficili da recuperare a campo aperto, ma a me piacciono tutte e due. Bisogna essere aperti alle teorie, alle strategie. Quella di stare più bassi e ripartire è anche un rischio in questo calcio attuale. Decidere di andare a pressare tutte le volte, giocare a campo aperto, quando fare fuorigioco o no, diventa stimolante e anche più bello, internazionale. Quando si gioca contro squadre forti forti ce ne sono molte che ti vengono a prendere per la gola e ti starnazzano per i minuti della partita. Dentro la divisa di quello che viene preso, che deve rincorrere quella divisa o l’altra, non mi ci sento molto a mio agio. Ma c’è qualche volta da cambiare la strategia di gioco. Ci sono temi vasti da approfondire ma da tutte le parti si possono approfondire cose per non essere monotoni nelle cose. Le cose nuove non affaticano la testa e i muscoli».
LOCATELLI – «Secondo me ci sono dei dati che parlano per Locatelli. Dopo Modric è uno dei passaggi chiave più riusciti in Serie A. Le statistiche servono fino a un certo punto ma per certi versi mettono conoscenza. Da un punto di vista mio, siccome vorremo andare a proporre gioco e a me piace così venire fuori e fare risultati, si va di lì. Ci sono quelli più addetti a creare opportunità perché si va da là, e quelli più addetti a creare equilibrio. Mentre va in atto questa ricerca di sostituzione di ruoli, di ricerca di spazi, c’è chi dà equilibrio per non prendere ripartenze. Lui è perfetto, non c’è giocatore più forte nel fare questo doppio ruolo. Mi piacerebbe che conoscesse più a fondo questo ruolo, perché molto spesso sono missioni per il bene della squadra. Lo vedo in crescita continua. La palla ora la prende dal centrale e mette in condizione di giocare la punta esterna o il trequartista, il centrocampista avanzato, con un tocco solo. Per me è un buon capitano».
DAVID E OPENDA – «David è cresciuto insieme alla crescita di tutta la squadra. Openda ha caratteristiche diverse ma David in un tipo di squadra attuale si relaziona meglio, le intenzioni sono quelle di andare a gestire questa fase di possesso nella metà campo avversaria e la prima punta deve essere brava a venir lì, a darti la possibilità di darti superiorità. Lui ha questa capacità. I gol che ha fatto sono la conseguenza di questo. David ha bisogno della squadra in questo momento qui e la squadra ha bisogno di uno che abbia questo comportamento. Siamo a braccetto nella maniera più bella e totale che ci possa essere di ruoli e squadra».
SI ASPETTA QUALCOSA DAL MERCATO – «Peccato…Per quanto mi riguarda il mercato di gennaio è fatto apposta per introdurre calciatori e caratteristiche differenti che non hai nei tuoi calciatori. Sotto questo aspetto è da quando sono arrivato che noi siamo sul mercato perché io conosco cose nuove nei miei calciatori da due mesi a questa parte. Percepisco e vedo cose fatte in maniera nuova da molti calciatori. Quando si ha questa visione del calcio, andandola a mettere in pratica, se ne aprono molte di più di conoscenze e cose da andare a prendere e farti tue, consolidare. Io sono convinto che si possa crescere ancora e che la cosa più importante siano queste cose nuove che loro sono andati a farci vedere e che ce ne siano altre. Il discorso di calciatori vi ho già fatto: ci sono un paio di cose che potrebbero mancarci, la soluzione per fare da ricambio. Yildiz io lo voglio lasciare tranquillo, non lo voglio mettere in discussione da un punto di vista di ruolo. È fortissimo e farà e fa un lavoro straordinario per la squadra e per me, lo voglio tutelare. Per questi due ruoli se ne può fare anche a meno. C’è un Kostic che lo vedo motivatissimo ora, cosa che non mi sembrava all’inizio anche quando lo facevo giocare. Cabal è tornato ai suoi livelli, ha fatto vedere la sua fisicità e la sua corsa, è più attento a far vedere che è un calciatore pulito. Quando sono top a livello individuale puoi metterli da qualsiasi parte perché funzionano, viene fuori cosa vuol dire essere protagonisti dentro a un club di questo livello e una classifica di questo livello qui. Sono attenzioni ma ci pensa il direttore Ottolini che è una persona competente e seria, me lo avevano detto».
COSA HA IMPARATO DAL MILAN – «Lo imparo perché non lo devo subire, la loro qualità. Per non subirla bisogna fare attenzione, ci sono più modi per vincere la partita. Devo fare attenzione ad un modo coerente per quella che deve essere la qualità di un gioco, perché se si ha più palla si può gestire di più. Non devo guadagnare minuti di possesso ma devo scavare per fare gol. Non devo fare perimetrale. C’è un crearti un caos intelligente dal punto di vista tattico perché non riesci a trovare come agganciare l’avversario. Ma per far questo devi mantenere, imparo che diventa rischioso andare a giocare con più insistenza con uomini offensivi dentro la trequarti perché la ricomposizione diventa difficilissima».
YILDIZ – «Gestirlo? Sì, noi si andava a cercare un sostituto per questi spazi qui. Di solito un calciatore top è perchè sta dentro la squadra e le partite totalmente o perché ha la giocata del campione. Lui le ha tutte e due. In questo calcio attuale non esiste io faccio questo o quello. Spesso si parla di centrocampista box to box, ma oggi si parla di attaccante box to box e difensore box to box. Perché i difensori devono andare a segnare e gli attaccanti devono venire a recuperare palla, come fatto da Yildiz. È così, per noi è un giocatore importante, vogliamo anche tentare di tutelarlo un pochino. Ma ha fisico motore, di partite gliene vogliamo far giocare tante. Ci darà diverse soluzioni. Pensando a domani, c’è Conceicao che già deve rientrare, non ha tutta la partita, va addizionata ad altri ragionamenti che può essere gestito dopo la partita cominciata Yildiz. Può essere fatto partire, ora sento Domenichini, è lui che mi dà la possibilità di scegliere anche l’ultima notte. Si possono far giocare prima uno e poi l’altro o viceversa. Yildiz ha saltato un allenamento perché aveva un po’ di mal di gola, non perché aveva una febbre alta. Stamattina si è allenato benissimo, andava fortissimo e ha fatto cose che ci garbano parecchio».









































