Juventusnews24
·20 Maret 2026
Conferenza stampa Spalletti pre Juve Sassuolo: «Bisogna saper scegliere. Rinnovo durante la sosta? Può essere un momento corretto. Vlahovic e Thuram vediamo domattina…»

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·20 Maret 2026

(inviato all’Allianz Stadium) – La Juve vuole chiudere prima della sosta con la terza vittoria di fila, che le permetterebbe di aggiungere un altro mattoncino nella rincorsa al quarto posto occupato dal Como.
Nel giorno di vigilia, venerdì 20 marzo, Luciano Spalletti è intervenuto in conferenza stampa alle 16.00 per presentare il match davanti ai media. Juventusnews24 ha seguito LIVE le sue parole.
QUALI DETTAGLI FARANNO LA DIFFERENZA NEL FINALE DI STAGIONE – «Quello che diventa sempre fondamentale sono le scelte che si vanno a fare. Mancano 9 partite, potremmo anche cambiare con 8500 minuti. A volte le scelte dei minuti, del momento dentro la partita siccome non potrai sempre essere al top e giocare sempre meglio degli avversari, individuare il momento fondamentale può darti l’apertura di un risultato. Per cui, scegliere, bisogna saper scegliere».
VLAHOVIC E THURAM CI SARANNO? – «Sono cose che valuteremo bene insieme, tra un po’ escono le convocazioni per cui lo saprete bene da lì. Abbiamo ancora domattina, qualche acciacchino di qualcuno, si va all’ufficialità. Abbiamo un paio di calciatori che gli son venuti fuori un paio di doloretti e si va a domani. La panchina è sempre stata di grande aiuto la nostra. Spesso abbiamo creato l’imprevisto e quella soluzione che poi ti ha dato la possibilità di trovare sbocchi differenti».
JUVE SQUADRA CHE TENTA PIU’ UNO CONTRO UNO – «Lo potremmo abbinare al fatto di come si debbono allenare i ragazzi, le cose che sono poi importanti. Se un ragazzo sa fare veramente bene una cosa gliela dobbiamo lasciar fare perché quella diventa la sua specialità. Avere specialisti che san fare l’uno contro uno e va oltre la barriera del gioco, del collettivo ti dà soluzioni subito senza stare a organizzare altro. Sono cose che abbiamo a disposizione, perché son calciatori che hanno queste buone qualità e caratteristiche. Io le ho trovate quasi tutte. L’ultimo che ci ha dato una mano è Boga, è stata brava la società a individuarlo».
DI NUOVO ATTACCO CON YILDIZ E BOGA – «Si potrà partire anche così ma non è un disegno definitivo dell’inizio. A volte si sceglie di lasciare un margine fuori per rompere la monotonia, il ritmo che ha preso la partita, l’equilibrio e la conoscenza della gara che ha fatto la squadra avversaria. Chi entra ti dà tante soluzioni nuove. Entra in un pensiero e in una tattica dell’allenatore. Non siamo 11 giocatori in campo ma 16: siccome siete bravi a far statistiche, si risolvono molte più partite nel finale di gara, non all’inizio. Lì spessissimo ci sono le 5 sostituzioni. È una cosa che può succedere di partire di nuovo con Boga davanti e Yildiz a sinistra».
DI GREGORIO E PERIN – «Ora sono nelle condizioni di essere entrambi al top. A Di Gregorio ha fatto bene questo periodo, inusuale di quello che ha passato in questi due anni. Probabilmente non c’era mai stato per diverse partite così fuori. Quindi fa dei ragionamenti e ha fatto dei ragionamenti diversi, l’ho visto determinato nella faccia e negli occhi. Per come li ho visti cambierà niente, qualsiasi cosa andrò a scegliere avrà la risposta positiva da tutti e due».
RINNOVO DURANTE LA SOSTA – «Mi sembra abbia individuato un momento corretto dove c’è meno stress. Da parte mia c’è tutta la disponibilità a sentire cosa la società vuole dirmi. Ha individuato un momento che può essere corretto».
MIRETTI – «La Nazionale è uno stimolo per tutti. Lui è un connettore di gioco, è bravo a saper stare dentro questo continuo movimento, rendendosi conto dove sono gli avversari, gli spazi, a trovarsi a suo agio in più posizioni. Secondo me ha fatto bene, quando è entrato ci ha dato una mano a sbrogliare situazioni. Per il suo impegno meritava qualcosa in più da parte mia. La squadra tante volte ha fatto bene e a volte ho la responsabilità di averlo messo tardi. È un bravissimo ragazzo e ha questa qualità fondamentale ora. Molti conoscono la longitudine, altri la latitudine, lui ha una mappatura completa del calcio. Riesce a capire dove andarsi a mettere e dare seguito a ciò che gli viene tirato addosso. È un ragazzo che ha ancora margini di crescita importanti».
QUANTI COLPI SERVIREBBERO ALLA JUVE – «Secondo lei, io mi faccio del bene o del male ad andare a parlare del prossimo anno, del mercato e dei giocatori? A parlare dei prossimi calciatori, avendo ancora da firmare il contratto…Mi sento un po’ idiota. L’altra volta ho detto c’è tutto il tempo. Poi fra di noi le partite scorrono, ci sono delle risposte, ci sono delle cose che vanno valutate. Io mi trovo benissimo con i ragazzi, loro si trovano benissimo con me. Sto bene con lo staff completo, con tutte le voci dentro che compongono la Juventus dietro le quinte. Ho stima, rispetto e lo ricevo, si va sempre un po’ più avanti nelle cose. Visto che la prossima settimana c’è più tempo probabilmente si parlerà di questa cosa qui. Ma parlare di mercato qui, chi lo farebbe? Voglio bene ai miei calciatori, se dovessi sostituire qualcuno mi dispiacerà perché hanno dato il massimo».
COME SI LAVORA SULLE SCELTE DA PRENDERE IN CAMPO – «Intanto gli si dice che i margini di miglioramento stanno anche nella vita. Se fai una scelta sbagliata ci lavori dentro ma non prenderai mai il massimo di quella cosa. L’errore tecnico fa parte del gioco. Saper scegliere bene migliora tutto, migliora il passaggio successivo, migliora l’identità di gioco della squadra. Sta nel cambiare. Più facile far loro accorgere che cambiare le scelte è una scorciatoia, far cambiare le loro abitudini. Fa parte della decisione, del mettere in condizione la squadra di far tutto meglio, dal punto di vista del collettivo. Sono convinto, scegliere è un verbo troppo importante. Per scegliere bene devi poi anche anticipare nel calcio, essere bravo e saper prevedere quello che fanno i compagni, gli avversari. È tutto dentro lo stesso motivo, prima viene la scelta del gesto tecnico perché se faccio la scelta giusta mi viene più facile anche il gesto tecnico».
CHI SONO I GIOCATORI ACCIACCATI – «Non sono giocatori acciaccati, ho sbagliato termine. Uno è a disposizione di sicuro, l’altro ha un dolorino che si porterà domattina».
QUALIFICAZIONE IN CHAMPIONS CAMBIA I PIANI – «È una roba che cambia tutta la prospettiva di un giocatore, che cambia tante cose. È bello andare a subire questa pressione qui, quella pressione lì. La pressione è un privilegio che appartiene a chi ha una storia da scrivere, altrimenti si vive nelle banalità. Poi ci sono anche dei rischi, ma è uguale. È lì la cosa che definisce una squadra, il modo in cui affronta questo rischio. Va affrontato e lo dobbiamo fare. Ci dà una soluzione, uno sbocco importante. A parte il risultato di una partita e l’obiettivo, noi come riferimento non abbiamo solo il risultato ma tutte le persone che compongono il contesto, la vicinanza, la storia di un’emozione collettiva che sono i nostri tifosi. Oltre la cosa diretta della crudezza ho vinto e ho perso, dobbiamo rendere conto che siamo disposti a tutto per un risultato della squadra e permettere ai tifosi di venire a Bodo Glimt dove abbiamo vinto una partita non scontata. Dobbiamo permetter loro di tifare e fargli vivere l’emozione di essere sugli spalti come successo con il caro prezzi di settimana scorsa a Udine. Abbiamo come riferimento la storia della Juventus, niente vale quanto l’amore dei nostri tifosi verso di noi. Questo vale più dei soldi».
L’ATTACCO E’ UN PROBLEMA O NO? – «Ci sono momenti delle partite che esigono caratteristiche ben precise. Quando una squadra ti aspetta al limite e ti concede campo, tu ugualmente devi finire nel vicolo per giocare a calcio. Lì c’è l’anticipo di un attimo, ha una valenza perché non si va a correre nelle praterie ma si sgomita. Ci vuole la scocca, non conta più il motore. Quelli sono momenti che puoi risolvere in quella maniera lì, anche come abbiamo fatto. Poi si fanno valutazioni che siamo indietro nel calcio europeo, ma non si guarda gli episodi successi dentro le partite. Ci sono state due espulsioni, non è che siamo inferiori al Gala. Giocare due tempi in inferiorità numerica come ci è successo…Non è il livello, ma la scelta dell’episodio. Ecco perché si torna a dire la scelta dei momenti, ecco che si torna a dire che ci mancano 8500 minuti. Non si può portare la partita di settimana scorsa al 95′ che ci buttano i palloni dentro. Poi ti capita l’episodio sfavorevole come a Cagliari e poi sei sempre lì. Me la conti come una partita e me la fai apparire come una statistica di tutto l’anno? È roba vuota, un modo superficiale di fare, dove non si approfondiscono temi e non si approfondisce un valore».
COSA DOVRA’ AVERE IN PIU’ LA JUVE NELLA LOTTA CHAMPIONS – «Dovrà continuare a essere squadra, preparare bene le partite nella testa, sapersi prendere dei rischi dentro le partite. Fabio Grosso è un allenatore bravo, guardo come cura le gare. Il Sassuolo è una delle migliori squadre per idea di calcio che ha. Quando riconquista palla vuole ribaltare in fretta l’azione, questo si chiama gioco diretto. Anche in costruzione dal basso ti richiama fuori per andarti dietro, dovremo essere bravi a saltargli addosso anche per costringer loro a buttare via palla. Ci sono insidie, bisogna allenarsi bene, pensare bene, avere un rapporto tra di noi di disponibilità, da chi giocherà di meno a chi giocherà di più. Tutti dovremo essere bravi del risultato del compagno e dargli i giusti meriti».
Langsung


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