PianetaBari
·15 Februari 2026
Cosa aspettarsi da Bari-Südtirol

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I risultati del sabato, ancora una volta, offrono al Bari, quest’oggi impegnato contro il Südtirol, la possibilità di riagganciarsi al treno salvezza, anche se finora gli uomini di Moreno Longo hanno fatto poco per tenere viva quella scintilla evocata dal tecnico nella conferenza della vigilia. Certo, ci sono stati sprazzi (l’allenatore ha fatto riferimento alla gara con il Cesena, al primo tempo con il Palermo e ai buoni venti minuti della ripresa contro lo Spezia) in cui i biancorossi hanno dimostrato quantomeno di essere vivi.
Tuttavia, senza iniziare a fare punti, tutto questo resta indubbiamente vano. Proprio per questo è importante non fallire l’occasione di oggi pomeriggio, in cui il Bari ha l’ennesima chance per provare a dare una scossa alla sua classifica. Farlo, però, non sarà facile: di fronte c’è infatti una delle squadre più in forma del campionato, che Castori ha plasmato nel tempo dandole un’identità tattica chiara, forte e ben precisa.

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Il Südtirol non poteva iniziare il 2026 nel modo migliore. A partire dal nuovo anno, infatti, gli altoatesini hanno infilato un filotto di quattro vittorie e due pareggi che hanno permesso agli uomini di Castori di allontanarsi dalla zona play-out e iniziare a sognare anche qualcosa in più. È stata una svolta dovuta a tanti fattori: uno dei principali segreti, come da dogma castoriano, è la solidità della fase difensiva, con sole due reti incassate in sei uscite.
I risultati positivi hanno poi permesso di dare fiducia a una squadra che nel girone d’andata faceva spesso bene, perdeva poco ma che faticava a trovare i tre punti. Infine c’è la crescita di alcuni singoli: l’attacco, in particolar modo, sembra in un vero e proprio stato di grazia, con Merkaj e Pecorino che stanno trascinando gli altoatesini a suon di gol.

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Sotto il profilo tattico, il credo di Fabrizio Castori è inequivocabile e si traduce in un calcio che rifiuta l’estetica fine a se stessa per abbracciare un pragmatismo feroce. In fase di non possesso, la squadra si dispone generalmente con un 3-5-2 estremamente compatto, che fa della densità centrale la sua arma migliore. Non si tratta, però, di una difesa meramente passiva o di attesa: l’aggressività sui portatori di palla è costante e l’obiettivo è trasformare la partita in una battaglia di duelli individuali. I centrocampisti e gli esterni lavorano incessantemente per sporcare le linee di passaggio e chiudere gli spazi, costringendo l’avversario a forzare la giocata o a rifugiarsi in lanci lunghi che la retroguardia, forte fisicamente, assorbe con facilità.
Una volta riconquistata la sfera, la transizione è immediata e priva di fronzoli. Il Südtirol cerca ossessivamente la verticalizzazione diretta verso le punte fisiche – spesso Merkaj, Pecorino o Odogwu – chiamate a fungere da riferimento. Il piano gara è chiaro: lancio lungo, spizzata aerea o protezione della palla per favorire l’inserimento a rimorchio dei centrocampisti sulle cosiddette seconde palle. Se la giocata riesce, la squadra si distende rapidamente sfruttando la gamba degli esterni o l’inventiva del trequartista, portando in area quattro o cinque uomini nel minor tempo possibile.
Langsung









































