DirettaCalcioMercato
·19 Januari 2026
Cremonese, Nicola: “È stata la classica partita da salvezza”

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Davide Nicola ha parlato in conferenza stampa al termine del match pareggiato dalla Cremonese contro il Verona: le dichiarazioni.
Ancora un punto fondamentale in chiave salvezza per la Cremonese, che ha pareggiato contro il Verona. Al termine del match ha parlato in conferenza stampa Davide Nicola. Ecco le sue dichiarazioni riprese da Tuttomercatoweb.
Che partita è stata?
“La classica partita da salvezza fra squadre che devono fare più punti possibili. Squadre come noi, che avevano qualche problemino come lo abbiamo avuto noi stasera. Ma abbiamo saputo vestire un vestito diverso, con umiltà. Bravissimi i ragazzi, abbiamo interpretato la partita in modo completamente diverso rispetto all’andata, quando siamo andati in grossa difficoltà. Bravi anche i tifosi a darci una grandissima mano, ci servirà fino alla fine”.
La scelta di Terracciano in quel ruolo?
“Abbiamo studiato il Verona, che è una signora squadra. Terracciano ci ha permesso di costruire con ampiezza, a quattro. I ragazzi mi sono piaciuti moltissimo, guardo la capacità tattica e la fermezza nelle emozioni, perché è importante riuscire a fare punti anche quando non hai tutte le risorse a disposizione, cosa che vale anche per gli altri”.
Il fatto che il motore giri è importante, ma l’invenzione non arriva da nessuno, da Grassi a Vandeputte. E l’uomo che dava profondità non c’è.
“L’uomo che doveva dare profondità è Vardy, che ha fatto una partita straordinaria. Se ci vogliono due giocatori cosi per caratteristiche forse abbiamo solo Moumbagna. Oppure Johnsen, se viene usato come una seconda punta. Ma lui non è una seconda punta, anche se la può fare. Abbiamo poi Bonazzoli e Vazquez che cuciono meglio il gioco, in spazi complessi. Abbiamo optato per Bonazzoli, che fra i due è quello che riesce a fare di più la seconda punta. Certamente per le soluzioni che avevamo oggi era impensabile giocare con giocatori che non fossero mezzali, perché contro c’è una squadra che ti fa pagare dazio”.
Mancava qualcosa nei cambi? Moumbagna non ha convinto fino in fondo?
“Però quanti minuti ha fatto Moumbagna? Qui c’è realismo che realmente ho captato come in questo contesto. E allora non perdiamo mai la misura. Noi abbiamo 4-5 giocatori che la Serie A non sanno neanche cosa sia e si stanno costruendo il percorso. Giocare certe partite dove l’errore può pesare anche a livello psicologico facendoti tornare indietro nella crescita, non è una cosa facile. Bondo è più un centrocampista che può stare davanti alla difesa o in un centrocampo a due, ma le rotazioni nel ruolo di mezz’ala stasera ce le avevamo solamente nel ruolo di Vandeputte. Oppure si poteva mettere un giocatore come Zerbin, che abbiamo già usato in quella posizione. O ancora Johnsen. Ma quando c’è da fare la guerra in certi contesti, non può darti anche questo, altrimenti farebbe la mezz’ala da una vita per le qualità che ha. Bisogna capire sempre dove si può arrivare e quanto tempo serve per crescere definitivamente. Ci stiamo costruendo il nostro percorso adesso. Essere qui non è scontato. Fare partite del genere dimostrando un dna diverso rispetto a quello avuto fino ad ora, mi rende contento”.
Stasera la squadra ha saputo tenere il campo meglio di altre volte?
“A Torino nei primi venti minuti abbiamo giocato con un piglio, eppure ci siamo trovati sotto di due gol, vuoi per una deviazione, vuoi per altro. Questa squadra ha giocato partite molto veloci, qualitative. Dall’altra parte ci sono gare dove devi giocare in modo diverso. Stasera dovevamo dimostrare questo e questo ci servirà ancora, non è finita”.









































