Calcionews24
·24 Mei 2026
Cuesta e Grosso, giù il sipario (e il cappello) sulle loro stagioni. Applausi per i capolavori con Parma e Sassuolo, e ora?

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Il sipario sulla Serie A 2025/2026 si chiude con un successo allo stadio Tardini firmato Pellegrino. L’1-0 tra Parma e Sassuolo – più che per la cronaca della partita – ha rappresentato la passerella d’onore perfetta per celebrare i due grandi artefici di queste splendide cavalcate: Carlos Cuesta e Fabio Grosso.
Per Carlos Cuesta, la prima stagione in assoluto da capo allenatore nel massimo campionato italiano è stata un trionfo su tutta la linea. Arrivato sulla panchina del Parma giovanissimo, l’ex vice di Mikel Arteta all’Arsenal ha dimostrato una maturità tattica e gestionale sorprendente, smentendo rapidamente ogni scetticismo. Sotto la sua guida, i ducali hanno espresso un calcio moderno, intenso e propositivo, conquistando una salvezza tranquilla e piazzandosi al 12° posto con ben 45 punti. Il tecnico spagnolo ha saputo forgiare un gruppo solido e coraggioso, consacrandosi istantaneamente come uno degli allenatori emergenti più brillanti del panorama calcistico europeo.
Se il Parma sorride, il Sassuolo può festeggiare un’annata a dir poco straordinaria. La gestione di Fabio Grosso alla guida della compagine emiliana è stata una vera e propria masterclass. Il mister ha condotto la squadra a un eccezionale 11° posto a quota 49 punti, stabilizzandosi saldamente e con grande merito nella prestigiosa parte sinistra della classifica. L’allenatore italiano ha confermato le sue enormi doti di leadership, costruendo una macchina tatticamente perfetta, capace di esaltare il talento dei singoli e di mantenere una continuità di rendimento invidiabile per tutto il campionato.
Il triplice fischio di questa trentottesima giornata unisce idealmente i due tecnici, che si congedano dal torneo con il meritato riconoscimento dei propri tifosi e degli addetti ai lavori. Entrambi hanno ampiamente vinto la loro scommessa personale e sportiva: il calcio della Serie A ha la certezza di poter contare su due condottieri destinati a palcoscenici sempre più luminosi.
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