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·14 Maret 2026
David Juventus, SOS gol ma…Tre esempi da seguire per la rinascita: il canadese può ripercorrere le orme di questi top player

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Il primo anno in una nuova big può trasformarsi in un labirinto psicologico, e la situazione che sta vivendo Jonathan David alla Juventus non è affatto un’eccezione nella storia del calcio. L’impatto con un nuovo sistema, il peso della maglia e le aspettative (magari alimentate da promesse di gol incaute, come ricordato da Trezeguet che ha criticato il proclama sui 25 gol che il canadese ha fatto in sede di presentazione) possono togliere certezze a chiunque. Ma la storia insegna che la resurrezione, rimanendo fedeli allo stesso club, è tutt’altro che impossibile. Ecco tre esempi illustri di attaccanti passati dalle stalle alle stelle.
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È l’archetipo perfetto del riscatto in Serie A. Arrivato a Roma nell’estate 2015 con l’etichetta di top player, il bosniaco visse una prima annata disastrosa: solo 8 gol in campionato, errori clamorosi a porta vuota e l’impietoso soprannome di “Edin Cieco” affibbiatogli dalla piazza. Sembrava destinato a un addio malinconico, ma Luciano Spalletti (un nome decisamente non casuale per il destino di David) lo blindò e lo rivitalizzò. Il risultato nel secondo anno? Una macchina da guerra: 29 reti in Serie A, titolo di capocannoniere e 39 gol stagionali.
Prima di diventare il centravanti più letale del decennio, anche il polacco ha conosciuto il buio. Nel suo primo anno al Borussia Dortmund (2010-11), “Lewa” segnò appena 8 reti in Bundesliga, finendo spesso in panchina come riserva di Lucas Barrios. La stampa tedesca lo ribattezzò spietatamente Chancentod (“assassino di occasioni”) per le reti divorate. La stagione successiva ribaltò le gerarchie: 22 gol in campionato e l’inizio di una leggenda.
Per restare in casa bianconera, il caso di Gianluca Vialli è emblematico. Acquistato a peso d’oro nel 1992, le sue prime due stagioni con Trapattoni furono un calvario di infortuni, equivoci tattici e pochi gol (rispettivamente 6 e 4 in campionato), tanto da finire sul banco degli imputati. La sua clamorosa rinascita tecnica e carismatica avvenne al terzo anno con Lippi: 17 reti, scudetto da trascinatore e un’inerzia che lo portò ad alzare la Champions League.Il talento c’è, e la presenza di Spalletti in panchina è una garanzia: per Jonathan David il tempo del riscatto è a portata di mano o è ormai una storia destinata a finire?
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