De Rossi alla vigilia di Juve Genoa: «I bianconeri sono una squadra forte. Testa alta e non dobbiamo difenderci in area. Di Spalletti penso questo» | OneFootball

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·4 April 2026

De Rossi alla vigilia di Juve Genoa: «I bianconeri sono una squadra forte. Testa alta e non dobbiamo difenderci in area. Di Spalletti penso questo»

Gambar artikel:De Rossi alla vigilia di Juve Genoa: «I bianconeri sono una squadra forte. Testa alta e non dobbiamo difenderci in area. Di Spalletti penso questo»

De Rossi in conferenza stampa ha presentato la delicata trasferta del suo Genoa in casa della Juve. Le parole del tecnico del ‘Grifone’

A due giorni dalla sfida contro la Juventus, Daniele De Rossi ha parlato in conferenza stampa analizzando cosa deve fare il suo Genoa per portare a casa i tre punti. Le sue parole.

RITORNO IN CAMPO – «La delusione va smaltita. Non è la prima volta che raccogliamo meno punti di quelli che avremmo meritato. Sono cose che non si possono cambiare, va fatta un’analisi onesta e lucida della partita e non si può non essere soddisfatti della prestazione dei ragazzi. Sono fiducioso, ti fai delle domande in più, se vai sulla strada giusta o se stai toccando i tasti giusti. La cosa buone è che i ragazzi che sono rimasti si sono allenati seriamente e con intensità. Sono contento dei nazionali che sono rientrati belli svegli e ludici. Sappiamo che il nostro obiettivo è lontano e giochiamo contro una squadra molto forte».


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INFORTUNATI – «Brooke non sarà della partita. Non siamo preoccupati per un infortunio grave ma ha avuto un piccolo infortunio alla fine dell’allenamento in Nazionale. Non è una cosa grave ma è grave non averlo a disposizione. Tommaso si è allenato, l’ho visto bene. In questi allenamenti l’ho visto un po’ meno elastico e brillantemente. Poi invece si è allenato bene. Può partire dal primo minuto come iniziare dalla panchina».

SPALLETTI – «E’ un allenatore e una persona per me importante. Lo inquadro nella sfera non professionale della mia vita ma personale. E’ una persona che vedo amica, lo reputo calcisticamente fenomenale. Abbiamo giocato tanto insieme, ci siamo dati tanto insieme a vicenda. Sono successe tante cose dentro e fuori dal campo e l’ho sempre avuto sul campo. Ci siamo scornati, avvicinati siamo legati come tutti di quella Roma lì. Ci siamo fatti gli auguri di buona Pasqua, io gli ho fatto quelli per Pasquetta».

SPALLETTI E IL PARAGONE CON MAZZONE – «Se faccio gol vado sotto la curva della Juve (ride ndr). No, scherzo. Ho avuto la fortuna di esordire come raccattapalle e una persona che trascina lo stadio. E’ un onore questo paragone. Uno lo ricorda così romano ed esuberante ma chi ce l’ha avuto, uno su tutti Pirlo o Guardiola, ne parlano con grande stima e dicono sia un allenatore votato al futuro. E’ un complimento essere paragonato a Mazzone». 

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PERCORSO CON LE BIG – «Noi qui non siamo alla ricerca di sfizi ma di punti. Anche in casa mi ricordo che all’andata credo che il Genoa abbia perso 1-0 su corner. Genova è stato un campo ostico. Noi abbiamo bisogno di punti, farli allo Juventus Stadium sarebbe anche motivo di orgoglio ma noi abbiamo bisogno di punti, voglio salvare questa squadra. A me non piacciono le scalette, dobbiamo cercare di fare più punti possibili e farli ovunque. Ma in questo campionato si perdono partite che sulla carta sono scontate».

COSA NON DEVE MANCARE CONTRO LA JUVE – «Penso che si possano preparare diverse con strategie diverse ma i crismi che non devono cambiare devono essere: coraggio, sapere aggredire gli avversari quando hanno la palla e difendere la propria area gestendo il possesso palla. Penso siano le cose che cercano gli allenatori e credo che ogni partita abbia delle scorciatoie per raggiungere il risultato. Poi si può preparare una partita in una modo più verticale, con più palleggio o in modo più spregiudicato».

CORAGGIO – «Può essere tutto ma andremo a generalizzare e banalizzare il concetto se parlassimo solo di coraggio. Ogni giocatore ha il suo percorso. Abbiamo mandato a giocare Fini e Venturino ma tenuto e difeso da diverse offerte Ekhator. Alla Roma ho combattuto per tenere Pisilli e ora è in Nazionale A. Non credo si tratti solo di coraggio ma alzare un livello. Sono situazioni, modi di giocare, Lorenzo deve adattarsi a fare il quinto. Ma penso che il vero coraggio sia a giugno, si parte da 0-0 e il destino ci dirà se il coraggio ha pagato. Quando subentri devi mettere a posto tante cose, il coraggio lo dimostreremo quando andremo a ricostruire il Genoa dando dei posti importanti ai giovani».

JUVENTUS – «La Juve è una squadra di qualità come la Roma, con giocatori forti ma forse un po’ più camaleontica quando ha il pallone fra i piedi. Sicuramente ha grande palleggio e tante opzioni. Ci stiamo preparando un paio di alternative, siamo abbastanza pronti ad affrontare tutti i tipi di Juve che possiamo trovarci di fronte anche se poi non si è mai pronti ad affrontare giocatori forti come quelli della Juve. Testa alta senza difenderci in area perché è lì dove i loro giocatori tirano fuori il massimo della loro qualità».

SOSTA – «Personalmente mi piace staccare subito, a prescindere dal risultato. Non mi piace fare così tanti allenamenti quando la partita è così lontana. La sosta è stata produttiva. Abbiamo staccato e lavato via il fastidio di quella partita che avremmo meritato di vincere. Abbiamo lavorato bene, a volte il riposo e staccare anche con la testa è uno degli allenamenti migliori che si possano fare».

ELIMINAZIONE ITALIA – «Non mi aspettavo questa domanda, pensavo volessi un programma del calcio italiano. Mi ero preparato per non rispondere. Credo che si stia un po’ parlando troppo e chiunque: dall’ex giocatore ai giornalisti, al macellaio e pizzicagnolo. Mi preoccupo della salvezza del Genoa e credo che aggiungere parole su parola a tutto questo minestrone di chiacchiere non sia così importante. Rimango col dispiacere di aver visto tanti miei amici distrutti e tanti giocatori che ho allevato come compagni di squadra. Rimango co questo dispiacere e non mi metto a fare tante chiacchiere».

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