Juventusnews24
·11 Februari 2026
De Winter: «Quando sono arrivato alla Juve mi sono sentito spaesato. Ho imparato da Bonucci e Chiellini. Ma la mia carriera è svoltata quando…»

In partnership with
Yahoo sportsJuventusnews24
·11 Februari 2026

Protagonista della difesa di Massimiliano Allegri, oggi al timone del Milan, Koni De Winter ha ripercorso la sua crescita in una lunga intervista a Tuttosport. Il difensore belga, pilastro della rincorsa scudetto rossonera, ha svelato retroscena che partono dall’infanzia fino ai giorni alla Juventus.
De Winter ha confessato un legame antico con il club di via Aldo Rossi: «Da piccolo seguivo in tv le partite in Champions del Milan e usavo la squadra rossonera alla play-station. Mio papà le guardava già prima che nascessi, gli piaceva Seedorf e avrebbe voluto chiamarmi come lui, Clarence».
Nonostante il cambio di maglia, il rapporto con il tecnico livornese resta solido: «Bello, con il mister ho un ottimo rapporto. Con noi è simpatico come lo vedete all’esterno, ma soprattutto è una persona molto equilibrata. Ha chiaro in testa qual è l’obiettivo da raggiungere, sa cosa vuole e va dritto per ottenerlo. La fiducia nel calcio fa la differenza e sentirla a parole dal tuo allenatore, e poi viverla nei fatti, aiuta tanto». Ricordando i primi passi a Torino, aggiunge: «Quando arrivai a 16 anni dal Belgio era spaesato. Se capitava di allenarmi con lui, aveva sempre tante attenzioni. Poi quando mi ha visto più maturo, mi ha aggregato alla prima squadra e mi ha fatto esordire. Mi trovo meglio sul lato destro o da centrale. Da terzino nella linea a quattro? Lo posso fare, ma se posso resto in mezzo (ride, ndr)».
Gli anni in bianconero sono stati un master accelerato: «Bonucci e Chiellini? Bastava guardarli per imparare qualcosa, c’era anche De Ligt: è stato un periodo formativo. Mi sono sempre piaciuti Kompany e Thiago Silva». Indimenticabile l’incontro con i mostri sacri: «Allenarmi con Ronaldo e Modric? Avrò diverse cose da raccontare ai miei figli in futuro! Sono due leggende di questo sport ed è una fortuna vederli da vicino. Ronaldo non faceva mai sentire il suo status e la stessa cosa fa Luka. Dice sempre le cose giuste, scherza, ma lavora con attenzione. Ed è umile nonostante la sua carriera. Pensare che spesso in club più piccoli, giocatori che non hanno fatto nulla se la tirano…».
Infine, un’analisi sull’altalena del rendimento: «Secondo me non ho fatto così male nella prima metà di stagione. Ho sbagliato due gare, con la Lazio in Coppa Italia e col Napoli a Riad, ma capita a tutti. Ultimamente ho trovato continuità e forse da fuori sembra che stia giocando meglio. Il gol alla Roma il momento più bello? No, scelgo la firma del contratto, lì è svoltata la mia carriera».
Langsung


Langsung






































