Calcio e Finanza
·6 Mei 2026
Derby e Internazionali di tennis: scatta l'allarme sicurezza a Roma

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Il derby della Capitale si gioca su due fronti: quello sportivo e quello logistico. E attorno al derby Roma-Lazio, in programma (almeno nelle idee) domenica 17 maggio, cresce la tensione tra vincoli di calendario, ordine pubblico e proteste delle tifoserie. Il nodo nasce dal regolamento della Serie A: nelle ultime due giornate le partite che coinvolgono squadre in lotta per lo stesso obiettivo devono disputarsi in contemporanea.
In questo caso, Milan, Juventus, Roma e Como sono impegnate nella corsa alla Champions League, un quadro che sarà comunque più chiaro dopo il prossimo turno. Ma a complicare la situazione c’è la concomitanza con un altro grande evento: al Foro Italico, nello stesso giorno, si giocherà la finale maschile degli Internazionali d’Italia. Una sovrapposizione che – spiega l’edizione romana de La Repubblica – apre interrogativi seri sulla gestione della sicurezza.
A rendere ancora più delicata la situazione è la protesta della Curva Nord della Lazio contro il presidente Claudio Lotito: i tifosi biancocelesti hanno annunciato che diserteranno lo stadio per seguire la partita via radio, radunandosi in massa a Ponte Milvio. Una presenza stimata in circa 7mila persone, destinata a creare un secondo “derby” fuori dall’Olimpico.
Il rischio, secondo gli addetti ai lavori, è quello di dover gestire contemporaneamente i flussi di ingresso e uscita dallo stadio e la concentrazione stabile di migliaia di tifosi nelle aree limitrofe. Uno scenario inedito, che potrebbe favorire contatti tra le due tifoserie, anche perché sul fronte giallorosso non si esclude che gruppi organizzati decidano di non entrare allo stadio per presidiare zone sensibili come piazza Mancini o il lungotevere.
Dopo gli incidenti della scorsa stagione, l’Osservatorio per le manifestazioni sportive ha già stabilito che la partita si giochi di giorno. Tra le ipotesi al vaglio c’è quella di anticipare il calcio d’inizio alle 12.30, come già spiegato dal presidente di Lega Serie A Ezio Simonelli, lasciando alle 17 la finale degli Internazionali. Una soluzione che però non convince pienamente chi dovrà gestire l’ordine pubblico.
Di tutt’altro avviso anche l’allenatore della Lazio Maurizio Sarri: «Non è possibile giocare una partita a 35 gradi — ha tuonato —. Chi ha pensato una cosa del genere dovrebbe dare le dimissioni». Critico anche Angelo Binaghi, presidente della Federazione tennis: «È ora che il calcio programmi il campionato tenendo conto degli Internazionali».
Nel frattempo, questura e Digos sono al lavoro per monitorare i movimenti delle tifoserie e predisporre un piano di sicurezza adeguato a un impatto senza precedenti. La decisione finale su data e orario è attesa per martedì. Fino ad allora, Roma resta sospesa tra calcio, tennis e sicurezza.







































