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·26 Juni 2026

Due Buone, Due Cattive: Japan - Sweden

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Un pareggio che vale una qualificazione per il Giappone, una beffa sportiva per la Svezia. A Dallas, la sfida decisiva del Gruppo F si chiude 1–1: Daizen Maeda sblocca al 56' con un destro chirurgico su assist di Ritsu Doan, ma Anthony Elanga risponde sei minuti dopo con un sinistro a giro dall'esterno che si infila all'angolino. Nel finale, la Svezia assedia l'area giapponese: Isak colpisce la traversa al 90+3' dopo un tocco di Suzuki, Elanga si vede negare il gol vittoria da una parata straordinaria. Il Giappone strappa il punto che cercava e prosegue la sua avventura mondiale, mentre gli scandinavi restano aggrappati agli altri risultati dopo aver perso tre difensori per infortunio nel corso della partita.

Due Buone

Suzuki, il muro dell'ultimo quarto d'ora

Junnosuke Suzuki ha tenuto in piedi il Giappone quando la partita sembrava scivolare via. Al 65' si distende sulla destra per deviare il destro a giro di Isak, poi nel recupero compie due interventi decisivi: prima respinge il diagonale di Elanga da dentro l'area, poi tocca la traversa sulla capocciata ravvicinata di Isak su calcio d'angolo. Senza le sue parate, la Svezia avrebbe probabilmente ribaltato il risultato nei minuti finali. Una prestazione da protagonista assoluto che ha blindato la qualificazione giapponese.


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Elanga, un gol da copertina

Il pareggio svedese porta la firma di Anthony Elanga, autore di una rete di rara bellezza. Ricevuta palla da Gyökeres sulla destra, l'attaccante è rientrato sul sinistro e ha lasciato partire un tiro a giro dall'esterno dell'area che si è insaccato all'angolino lontano, lasciando Suzuki immobile. Un gesto tecnico di altissimo livello che ha riaperto la partita e tenuto vive le speranze svedesi. Nel secondo tempo Elanga è stato il pericolo costante per la difesa giapponese, confermandosi l'elemento più incisivo della squadra di Potter.

Due Cattive

Svezia decimata dagli infortuni

Tre difensori usciti per problemi fisici hanno condizionato pesantemente la partita della Svezia. Isak Hien ha lasciato il campo al 37' con un apparente infortunio muscolare, incapace di appoggiare la gamba a terra e sorretto da due membri dello staff medico. Nel finale, anche Victor Lindelöf è crollato a terra all'87' per crampi, seguito un minuto dopo da Gabriel Gudmundsson. La Svezia ha chiuso la partita con una difesa completamente rimaneggiata proprio nei minuti in cui cercava disperatamente il gol vittoria, pagando un prezzo altissimo sul piano fisico.

Giappone, vantaggio dilapidato

Dopo il gol di Maeda, il Giappone ha faticato a gestire il vantaggio. Sei minuti sono bastati alla Svezia per pareggiare, e da quel momento la squadra di Moriyasu ha perso il controllo del centrocampo, subendo la pressione avversaria fino al triplice fischio. La difesa ha resistito, ma le occasioni svedesi nel finale — il tiro di Elanga, la traversa di Isak — hanno evidenziato una fragilità nel proteggere il risultato. Una gestione più solida avrebbe evitato dieci minuti di sofferenza pura.

PAUL ELLIS/AFP via Getty Images

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