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·26 Mei 2026

Elkann sospende la rivoluzione e chiede un compromesso: ultimatum a Comolli e Spalletti

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Elkann sospende la rivoluzione e chiede un compromesso: ultimatum a Comolli e Spalletti, ai quali si impone il compromesso

John Elkann ha deciso di non ribaltare nuovamente la Juventus. Nonostante il mancato raggiungimento della qualificazione in Champions League, la proprietà sembra intenzionata a confermare i protagonisti della scorsa stagione, ma imponendo ruoli più definiti e un chiaro avviso ai naviganti. Lo scrive La Gazzetta dello Sport.


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Il messaggio risulta netto: conta unicamente il bene della società. Se non si trova un rapido punto di equilibrio, tutti finiranno inevitabilmente sulla graticola. Non risulta un segreto alla Continassa che due personalità forti e spiccate come quelle dello stesso amministratore delegato Comolli e del tecnico Luciano Spalletti fatichino a trovare punti in comune. Da ora in avanti, però, dovranno obbligatoriamente collaborare sul piano professionale. Al dirigente Comolli viene espressamente richiesta una gestione più collegiale, che garantisca il coinvolgimento diretto dello stesso commissario tecnico nelle cruciali operazioni di calciomercato e nelle strategie quotidiane. A Spalletti, invece, viene consigliato di superare le ostiche questioni caratteriali. In cambio, gli viene garantita una centralità gestionale molto più profonda, ben oltre il semplice aspetto tattico sul campo. Sullo sfondo di questa intricata vicenda emerge poi prepotentemente la figura carismatica di Giorgio Chiellini, un profilo destinato in tempi molto brevi a diventare il nuovo uomo forte e di assoluto riferimento per il futuro del club bianconero. 

Elkann scende in campo giocando una partita decisiva che non prevede tempi supplementari: o ci si adegua o si finisce fuori. Stravolgere nuovamente tutta la governance societaria non risulta assolutamente, al momento attuale, in cima alla fitta agenda del grande presidente, perché farlo esporrebbe inutilmente tutta la società bianconera a una nuova rivoluzione radicale dal finale puramente incerto. Meglio procedere per gradi, anche perché in sette mesi di intenso lavoro Spalletti ha mostrato cose eccellenti, rigenerando curiosità attorno alla squadra. Si va avanti con una ridefinizione dei compiti che suona come un vero ultimatum: alla costruzione del bene comune deve partecipare ogni singola componente del club. Comolli vuole dimostrare che la sua scelta non risulta uno sbaglio. Spalletti intende consolidare il rapporto con Elkann attraverso i risultati. Entrambi devono accantonare le divisioni, altrimenti la rivoluzione diventerà logica conseguenza. Presto risulta previsto un vertice per ripartire subito dopo Ferragosto.

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