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·15 Mei 2026
ESCLUSIVA PSB - Evani sulla Sampdoria: "Mi sarei aspettato un epilogo diverso. Il club merita di più. Tey? Mai visto, Mancini e Invernizzi gli interlocutori"

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·15 Mei 2026

Alberico “Chicco” Evani la storia l’ha scritta, vissuta e attraversata. Il Milan di Sacchi e Capello, così come quello di Castagner e della Serie B. La Sampdoria dell’indimenticato e indimenticabile Mantovani, che ha difeso ed elevato con Lombardo, Gullit, Mihajlovic, Mancini, Chiesa, Seedorf e tanti altri. I Mondiali del ’94, con Sacchi e il Divin Codino tra gli altri. Un raggiante e bucolico elenco di meriti, trofei, momenti da incorniciare: gli ingredienti per la presunzione ci sarebbero, eppure l’ex centrocampista non restituisce il minimo ingrossamento di ego. Sarà anche per questo – e per indiscutibili doti umane – che per la sua Sampdoria è sceso negli inferi e l’ha portata di nuovo alla luce del sole. Era la scorsa stagione, problemi e confusione albergavano comodamente tra i corridoi e le menti del club, ma la barca fu portata in salvo. Ciononostante, una stretta di mano e un arrivederci chiusero il capitolo. Un anno dopo, Attilio Lombardo – che di Evani è stato vice – ha dovuto riordinare nuovamente il tutto. Raggiunto in esclusiva dai nostri microfoni, Chicco ha aperto il cassetto del recente passato.
Il DS Mancini disse: "Ancora in B grazie e Evani e Lombardo". Un'oggettiva impresa, nella scorsa stagione, poi i saluti. Ora, un copione che si ripete. La domanda sorge spontanea: perché?
“Per quanto riguarda la scorsa stagione siamo stati chiamati come quarta guida tecnica, testimonianza di un’annata decisamente complicata. Dato il risultato raggiunto, ci saremmo aspettati qualcosa di diverso, ma la scelta spettava al club, che ha deciso di fare altre valutazioni. La situazione si è in un certo senso ripetuta, ci sono stati vari cambi di allenatore, Attilio – non appena è stato chiamato in causa – ha fatto un buon lavoro, riuscendo a centrare la salvezza. Bisogna comunque sottolineare il valore della rosa, che soprattutto nel girone di ritorno si è dimostrata di livello e, a mio avviso, con le potenzialità per poter giocare per altri obiettivi”.

Photo by Claudio Villa/Getty Images - Via OneFootball
Lei non ha solo salvato la squadra, chiaramente il fine ultimo, ma l'ha rianimata. Guardando le cose un anno dopo, è cresciuto il rammarico per non aver avuto la possibilità di continuare a incidere oppure, gestione alla mano, ha fatto sua la serenità di non poter combattere una così accentuata forma di miopia?
“Ho preso con serenità la decisione del club. Il pubblico era totalmente dalla nostra parte, avrebbero voluto che io e Attilio potessimo continuare il percorso intrapreso, ma non è andata così. Comanda la dirigenza, di conseguenza non l’ho presa male e ho accettato la cosa”.
Tey, Walker, Manfredi, Invernizzi, Fredberg, Mancini: tanti interlocutori ma - probabilmente - poca chiarezza. Che percepiva lei dall'interno? Con chi doveva interfacciarsi?
“Io sono arrivato insieme ad Andrea Mancini e a Giovanni Invernizzi, quindi mi rapportavo più che altro con loro e con il Presidente Manfredi. Tey non l’ho mai visto, Walker si vedeva ma non ho mai avuto la possibilità di parlargli, né lui mi ha mai detto qualcosa. La relazione, dunque, era principalmente tra lo staff tecnico e il duo Mancini-Invernizzi”.

Gabriele Siri / IPA Sport / IPA
Chiudiamo - per quanto sarebbe necessaria un'enciclopedia - il capitolo Samp così: cosa serve a questa società?
“Serve un po’ di chiarezza. Chi dà le direttive? Dovrebbe esserci una persona, non di più. Le scelte dovrebbero essere funzionali e, per essere più specifici, da questo finale di stagione bisognerebbe ripartire, evitando di buttare tutto all’aria. L’organico consente di costruire una base, le competenze ci sono, il pubblico è straordinario, decisamente da top di gamma in Italia. Le cose, però, vanno fatte per bene: la Sampdoria merita molto di più di quello che hanno, anzi che abbiamo, ottenuto negli ultimi anni”.
Il suo ex compagno Giovanni Stroppa ha meritatamente vinto il campionato. Il Venezia, squadra decisamente fragorosa in termini di talento, ha giocato un calcio spesso spumeggiante. Un commento.
“A inizio stagione indicai come compagini favorite Venezia e Monza, menzionando anche il Palermo come squadra che avrebbe lottato per vincere. I lagunari hanno beneficiato di un organico importante e, al contempo, di un allenatore capace ed esperto come Giovanni, che aveva già trionfato in questa categoria e che fa giocare bene le proprie squadre. Messi insieme tutti questi tasselli, il risultato non poteva che essere questo. Bisogna omaggiare anche il Frosinone, che ha raggiunto qualcosa di impensabile ai nastri di partenza: Alvini è stato molto bravo, ho visto tante volte i Ciociari, la proposta è sempre stata gradevole e divertente. Il Monza, invece, avrebbe potuto fare qualcosa di più, ma ai playoff se la giocheranno. Non sarà facile, il Palermo è una squadra di livello, così come Catanzaro e Juve Stabia, che dopo aver fatto bene nella scorsa stagione si sono ripetute: questo è un indice di progettualità”.
Cosa c'è nel futuro di Chicco Evani oppure, per meglio dire, cosa vorrebbe che ci fosse?
“Purtroppo non c’è nulla all’orizzonte. Vorrei un’opportunità per continuare a fare questo lavoro, che ho intrapreso appena ho smesso di giocare, acquisendo quindi tangibile esperienza. Ho lavorato in tutte le categorie giovanili e Nazionali under, mettendo dunque i giovani al centro, cosa che vorrei replicare nel club che, mi auguro, sposerà i miei principi di gioco e metodologici”.
Langsung


Langsung





































