DirettaCalcioMercato
·22 Juni 2026
FIGC, oggi il voto per la presidenza: Malagò favorito su Abete

In partnership with
Yahoo sportsDirettaCalcioMercato
·22 Juni 2026

Il calcio italiano volta pagina. Oggi, 22 giugno, l’assemblea elettiva della FIGC è chiamata a scegliere il nuovo presidente della Federazione, in una sfida che vede contrapposti l’ex presidente del CONI e della Fondazione Milano Cortina, Giovanni Malagò, e l’attuale presidente della Lega Nazionale Dilettanti, Giancarlo Abete.
L’elezione arriva in un momento cruciale per il movimento calcistico nazionale, reduce dalla mancata qualificazione al Mondiale e alla ricerca di una nuova direzione dopo la riforma statutaria del 2024, che ha ridefinito i pesi elettorali delle varie componenti federali.
Saranno 273 i delegati chiamati al voto, con un sistema elettronico a scrutinio segreto e un totale di 516 voti ponderati. Per essere eletti servirà la maggioranza assoluta, ovvero il 50% più uno dei voti validi, con un massimo di tre scrutini previsti dal regolamento.
Sulla carta, il favorito è Malagò. L’ex numero uno del CONI ha infatti ottenuto il sostegno ufficiale della Lega Serie A(18%), della Lega Serie B (6%), dell’Associazione Italiana Calciatori (20%) e dell’Associazione Italiana Allenatori Calcio(10%), arrivando a una base teorica del 54% dei consensi.
Abete può invece contare soprattutto sul sostegno della Lega Nazionale Dilettanti, che rappresenta il blocco più consistente con il 34% del peso elettorale, mentre resta ancora senza una posizione ufficiale la Lega Pro, il cui 12% potrebbe risultare decisivo.
Nel documento programmatico intitolato “Uniti per il futuro del calcio italiano”, Malagò propone un calcio orientato alla modernizzazione. Tra i punti principali figurano il rafforzamento della sostenibilità economica dei club professionistici, la crescita dei ricavi commerciali e internazionali, una revisione della distribuzione dei diritti audiovisivi, maggiore autonomia gestionale per le leghe – in particolare la Serie A – e un importante piano di investimenti per stadi e infrastrutture moderne.
Abete, invece, punta sulla continuità e sulla valorizzazione del calcio di base. Nel suo programma ribadisce la centralità della Lega Nazionale Dilettanti, il sostegno alle società dilettantistiche, la riforma graduale dei campionati, investimenti negli impianti di piccole e medie dimensioni e una maggiore attenzione ai settori giovanili, alla formazione tecnica e alla rappresentanza di tutte le componenti federali.
Negli ultimi due mesi e mezzo Malagò ha costruito una larga maggioranza attraverso un intenso lavoro di confronto con le diverse componenti del calcio italiano. La sua candidatura ha preso forma dopo la crisi della Nazionale culminata con l’ennesima mancata qualificazione al Mondiale.
Il primo sostegno determinante è arrivato dalla Serie A, seguita da calciatori, allenatori e successivamente dalla Serie B. Anche alcuni comitati regionali, tra cui quello lombardo, hanno deciso di appoggiare l’ex presidente del CONI, consolidando ulteriormente la sua posizione.
Nelle ultime settimane la candidatura di Malagò è stata accompagnata dal dibattito sul cosiddetto “pantouflage”, che aveva sollevato dubbi sulla sua eleggibilità.
La questione si è definitivamente chiusa giovedì scorso, quando l’Autorità Nazionale Anticorruzione ha espresso parere favorevole, confermando che non esistono impedimenti alla sua candidatura. Un passaggio che ha eliminato il rischio di ricorsi e potrebbe aver convinto anche parte degli indecisi.
Alla vigilia del voto non sono mancate le polemiche. Il recente provvedimento del Governo che trasferisce l’1% della mutualità dei diritti televisivi dalla FIGC alla Serie A femminile ha provocato forti malumori nella Lega Pro e nella Lega Nazionale Dilettanti.
Una decisione che potrebbe influenzare gli equilibri dell’assemblea e rafforzare ulteriormente il consenso nei confronti di Malagò, già indicato come favorito dai numeri emersi nelle settimane precedenti.
L’assemblea elettiva, ospitata al Rome Cavalieri Waldorf Astoria, dovrà ora trasformare le indicazioni politiche in voti effettivi. Se i numeri della vigilia saranno confermati, Giovanni Malagò diventerà il nuovo presidente della FIGC, chiamato ad affrontare immediatamente le principali sfide del calcio italiano: il rilancio della Nazionale, la nomina del nuovo commissario tecnico, la riforma del sistema calcistico e la costruzione di un modello più sostenibile e competitivo per il futuro del movimento.







































