Calcionews24
·9 Maret 2026
Fiorentina sotto accusa dopo lo 0-0 con il Parma: due big bocciati pesantemente. 50 milioni, e poi? La dura critica!

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Che alla sfortunata Fiorentina dell’edizione 2025/26 manchi la leggerezza non è certo una novità. La classifica pesa come un macigno, il clima sugli spalti è ancora più teso e la paura di fare brutte figure blocca le gambe. In questo contesto, anche i giocatori più dotati tecnicamente finiscono per nascondersi.
Il caso più emblematico è quello di Albert Gudmundsson. Contro il Parma, l’islandese era partito con la giusta audacia (due tunnel nei primi quindici minuti), salvo poi eclissarsi completamente dopo un sanguinoso pallone perso in fase di prima impostazione. Se in altre occasioni il pubblico fiorentino gli aveva concesso il beneficio dell’errore in virtù della sua fantasia e del peso della maglia numero dieci, stavolta la clemenza è venuta meno. I primi fischi lo hanno colpito quasi subito, trasformando la sua gara in un’insormontabile salita psicologica. I voti sui quotidiani sportivi oscillano tra il 5 e il 4,5 affibbiatogli da La Gazzetta dello Sport con la seguente motivazione: «Non è ancora al top e si vede. Scende tanto ma gli mancano spunto e lucidità. E perde palla spesso»
Una sorte identica è toccata a Roberto Piccoli, sommerso dalla disapprovazione dei ventimila presenti al Franchi dopo una banale sponda sbagliata nella ripresa. L’ex attaccante del Cagliari ha lottato aspramente con Troilo e compagni, ma non è mai riuscito a divincolarsi dalla perfetta morsa tattica predisposta dal tecnico avversario Cuesta. Anche per lui i voti sono pessimi, anzi, sono pure peggiori: 4,5 dal Corriere dello Sport e da Tuttosport, 4 da Gazzetta che lo stronca così: «Di testa per due volte non inquadra la porta, a inizio ripresa perde l’attimo davanti a Corvi e si fa fermare da Delprato»
Il malumore della piazza non nasce da un atteggiamento indolente dei giocatori – l’impegno di entrambi è stato totale – ma assume i contorni di una vera e propria bocciatura tecnica. Parliamo di due asset costati quasi 50 milioni di euro complessivi (20 per Gudmundsson, 25 più bonus per Piccoli): investimenti onerosi che, finora, hanno prodotto pochissimo e che ieri non hanno creato nemmeno l’illusione di una palla-gol.
Oggi, complici i problemi fisici dei loro alter-ego Solomon e Kean, i due restano indispensabili. Eppure, la loro prestazione incolore apre una riflessione più profonda: se una squadra si ritrova quartultima dopo ventotto giornate – senza l’alibi di particolari infortuni (Kean a parte) o sfortune arbitrali – forse è il valore assoluto dell’intero gruppo a dover essere realisticamente ridimensionato.
Langsung









































