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·17 April 2026

Giulini: «Due anni fa ero vicino a Pio Esposito. Seba è un leader. Pisacane? Dico questo»

Gambar artikel:Giulini: «Due anni fa ero vicino a Pio Esposito. Seba è un leader. Pisacane? Dico questo»

Tommaso Giulini, presidente del Cagliari, ha toccato diverse tematiche un’intervista rilasciata a “La Gazzetta dello Sport”. Le dichiarazioni

Tommaso Giulini, presidente del Cagliari, ha parlato in un’intervista a La Gazzetta dello Sport. Diverse le tematiche toccate: dai fratelli Esposito, al progetto del nuovo stadio e tanto altro. Di seguito alcuini estratti delle sue dichiarazioni:


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CHE EFFETTO FA TORNARE A SAN SIRO? – «Grande emozione. Ci sarò stato 100 volte da ragazzino. Ci andavo quando stavo nel settore giovanile del Milan, ho fatto il raccattapalle. Ma l’emozione più grande l’ho provata ad aprile scorso all’Arena Civica, a due passi da casa mia, proprio uscendo di casa e poi andando a vincere la coppa Italia Primavera contro il Milan. Una cosa speciale, per me, per i sardi».

SEBASTIANO ESPOSITO – «Pio stavo per prenderlo. È il mio rimpianto, un rammarico. Due estati fa il ds Bonato e il tecnico Nicola mi dissero: “Prima la certezza”. Era Piccoli. “Poi la scommessa”. Li volevo tutti e due ma, dopo Piccoli, Pio si era già accasato a Spezia. Seba tecnicamente è divino, sta trovando continuità nei gol. Non vale meno di Piccoli, potrebbe restare. Il modo in cui ha esultato dopo il gol alla Cremonese andando ad abbracciare l’allenatore Pisacane dimostra che è un leader».

NUOVI SOCI – «Verrà con me Edoardo Bulgheroni, famiglia di cultura sportiva che ha guidato la Varese del Basket. L’importante è andare d’accordo, avere il rispetto delle parti, rinforzare il club. Abbiamo in mano il progetto per il nuovo stadio che richiederà competenze e soldi. Loro hanno la capacità di accompagnarci in questo percorso, era importante per me avere accanto persone in gamba e con risorse economiche».

NUOVO CANTIERE STADIO – «Rispetto a come stanno le cose è realistico pensarlo. E’ un investimento privato molto significativo per un’opera pubblica in concessione che rimarrà tale, pensare di fare oggi questo tipo di investimento in un momento tanto critico fa capire quanto sia complicato e non scontato. Chi ha a cuore il futuro e lo sviluppo del territorio deve sostenere il piano. Noi ci siamo e ci aspettiamo che a giugno si vada finalmente in garacome previsto e promesso».

C’È UN PO’ DI STANCHEZZA DEL CALCIO, È ANCORA UN PIACERE? – «Sicuramente si, ciò che stiamo facendo da 3-4 anni dopo la retrocessione mi dà grande carica e voglia. Siamo ripartiti con entusiasmo, con idee, con compattezza, da Ranieri al lavoro di Nicola che è stato molto bravo arrivando dopo Ranieri. Quest’anno siamo ripartiti con un progetto basato sui giovani, ti dà grande adrenalina, non è semplice ripartire con molti ragazzi, un mister esordiente. Quando perdi molte gare ti abbatti ma poi 3 punti ti riportano in alto a livello di umore. Un presidente deve essere sempre positivo, magari rimanere rabbuiato e rimuginare in casa con i suoi affetti ma al gruppo vanno dati sempre messaggi positivi».

CAPRILE – «Vale tanto. Parliamo di un grande portiere, non è scontato che vada via, magari rimane per consacrarsi ulteriormente. Come Esposito, anche Elia farà una grande carriera».

PALESTRA – «Un motivo di grande orgoglio, quando si cresce un grande calciatore e lo si vede esplodere in Nazionale e in partite di Serie A ti rimane felicità e orgoglio per Marco, sta dimostrando di poter fare una carriera simile a Barella. Un ragazzo serio, quadrato, se continuerà a lavorare così e il fisico lo accompagnerà arriverà in alto come Nicolò. Non si tira mai indietro, lotta per la nostra maglia fino all’ultimo, questo dimostra come Marco sia un grande uomo, non è scontato quando sei in prestito secco non tirare indietro la gamba».

IL GIOVANE DI CUI VADO PIU’ ORGOGLIOSO TRA I TANTI LANCIATI E’ IDRISSI? – «Mi piace citare Riyad, sta affrontando un percorso non semplice con l’infortunio, speriamo di averlo pronto a settembre dopo il recupero. Lo conobbi la prima volta quando si ruppe l’altro crociato, so cosa ha passato, mi ricordo che bello fu quando il Modena puntò su di lui e non era banale che una squadra di Serie B ci chiedesse uno delle giovanili. Venne a tifare la Primavera all’Arena ed era l’unico del gruppo precedente, un ragazzo con attaccamento alla maglia enorme e spero che possa avere ancora più spazio in futuro».

PISACANE «I due aspetti principali sono i suoi valori umani che conosco profondamente da oltre 10 anni e poi i valori sul campo, il sacrificio, la cattiveria, l’abnegazione, le letture tattiche, doti che spero di vedere a San Siro. Una volta conquistata la salvezza, con questo progetto, sarebbe la cosa più sbagliata cambiare».

RANIERI – «Una figura che in un momento difficilissimo per il Cagliari ha accettato di venire ad allenare in Serie B, penso lo avrebbe fatto solo per il Cagliari. Per il calcio italiano rappresenta un uomo equilibrato, grande conoscitore del calcio, che ha fatto vincere l’Italia in Premier League non con una big, un grande orgoglio per gli sportivi italiani».

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