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Calcionews24

·18 Juni 2026

Gravina: «Dovevo andarmene prima! Mancini mi chiese di tornare ma avevo già scelto Gattuso»

Gambar artikel:Gravina: «Dovevo andarmene prima! Mancini mi chiese di tornare ma avevo già scelto Gattuso»

Gravina spiazza tutti: «Dovevo andarmene prima! Mancini mi chiese di tornare ma avevo già scelto Gattuso». Le parole

Si sta per chiudere un’era in FIGC: il presidente dimissionario Gabriele Gravina si prepara a lasciare l’incarico in vista del voto del 22 giugno. A pochi giorni dall’assemblea elettiva, il numero uno uscente ha svelato un retroscena significativo legato alla scelta del post‑Spalletti, aggiungendo un nuovo elemento al dibattito sul futuro della panchina azzurra. Le sue parole:

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italianoPAROLE – «Mancini mi chiese di tornare e di riprendere un percorso interrotto. Ma avevo già scelto Gattuso, che per me sarebbe dovuto rimanere dopo la Bosnia. La scelta del ct spetta al mio successore. Baldini? È piaciuto molto agli italiani, ma bisogna valutare le conseguenze di certe scelte. Il suo focus è la qualificazione olimpica, dobbiamo stare attenti a non rovinare un progetto costruito con visione».


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PRESIDENZA – «La prima è aver fatto ripartire il calcio dopo il Covid. Ma non posso non citare la vittoria dell’Europeo, la costruzione della filiera giovanile, il piano industriale, il nuovo codice di giustizia, il riconoscimento del professionismo femminile e la divisione paralimpica? Poi svela: «Dovevo andarmene prima, già a giugno-luglio 2025, una volta constato che ogni tentativo di riforma si sarebbe arenato. Mi fermò l’idea di poter dialogare con le componenti. Temevo poi che mi avrebbero accusato di fuggire dall’ipotesi di non andare ai Mondiali».

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PREMIO E DECRETO CRESCITA – «Siamo ultimi in Europa per minutaggio degli Under 21. Aggiungo un dato: il Portogallo, che due anni fa abbiamo battuto 3-0 nella finale Under 17, ha prodotto 14 calciatori con 200 presenze nelle prime squadre. I nostri? Giocano in 8 e appena 83 gare. Siamo campioni del mondo nel disperdere il talento che faticosamente costruiamo. Decreto crescita? Lo abbiamo giustamente criticato perché aveva portato il numero di stranieri dal 60% al 67%, poi è stato abrogato ma il dato è cresciuto al 70%. E la qualità di chi arriva non è più sempre così eccelsa. Età campionato U19 A U20? Quella è stata la mazzata. Pensate, nelle competizioni internazionali la tendenza è abbassare l’età per sviluppare il talento».

FEDERAZIONE E MONDIALI – «Lascio una Federazione in ottima salute e con una progettualità avanzata, nonostante le tante aggressioni subite che mortificano non solo il lavoro di una governance con il 98,7% di consensi, ma anche gli 1,4 miliardi di gettito fiscale assicurati dal calcio al Paese. Qualificazioni mancate ai Mondiali? Continuiamo a pagare un conto salato, anche con la sfortuna. Ma come ha detto il presidente del Coni, Buonfiglio, un risultato sportivo non crea i presupposti per un commissariamento»

“IO, UN BERSAGLIO” – «Mi sono dimesso perché non potevo continuare questo braccio di ferro per difendere una posizione personale. Continuerò a lavorare sulle competizioni, ma anche sulla mutualità e sulla solidarietà di un sistema che rischia di scollarsi»

CAMPIONATI – «È una delle soluzioni. Connessa ai meccanismi di promozione e retrocessione. Ogni stagione 9 club passano dai dilettanti ai professionisti. Tra questi, 7 ora rischiano di non avere uno stadio. La B cambia 7 squadre ogni volta, è il 35% dell’organico. Dalla Serie A e dalla B a 18. E poi dalla creazione di una B2, cioè una zona cuscinetto del professionismo dove potrebbero convergere tutte le seconde squadre. La Lega Pro dovrebbe confluire nei dilettanti e avrei riformato anche quest’ultimo mondo. Con il diritto di veto, però, si può fare ben poco»

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