Juventusnews24
·5 April 2026
Gravina, nuovo incarico per l’ex presidente della FIGC? Criscitiello non ha dubbi. Ecco quale ruolo potrebbe coprire

In partnership with
Yahoo sportsJuventusnews24
·5 April 2026

Il terremoto che sta scuotendo i piani alti del calcio italiano non accenna a placarsi, anzi, i toni si fanno via via più aspri man mano che il raggio d’azione delle polemiche si allarga oltre i confini nazionali. Al centro della tempesta resta la figura di Gabriele Gravina, il cui operato è finito sotto la lente d’ingrandimento della critica più feroce.
Nelle ultime ore, il fronte della contestazione ha deciso di alzare il tiro, colpendo non solo i vertici nostrani ma anche i sostenitori esteri. Il bersaglio grosso è diventato Aleksander Čeferin, reo di aver espresso una vicinanza giudicata inopportuna da molti addetti ai lavori. La reazione del mondo del pallone non si è fatta attendere e l’attacco si sposta sui vertici internazionali e sulla difesa d’ufficio arrivata dalla UEFA.
Un noto opinionista, visibilmente irritato dalla narrazione di stabilità che si cerca di imporre da Nyon, ha rilasciato dichiarazioni pesantissime che mettono nel mirino la gestione della Federazione e i suoi legami europei: «Ceferin difende Gravina? Čeferin si deve fare i fatti suoi. Primo perché il calcio italiano non lo conosce nemmeno. Secondo perché ha fatto fare uno spareggio mondiale su un campo di Serie C senza nemmeno la goal-line technology. E va a difendere l’amichetto Gravina a cui, vedrai, darà qualche incarico per l’Europeo del 2032. Questo è poco, ma sicuro».
Queste parole evidenziano una spaccatura profonda. Da un lato c’è il tentativo di blindare il sistema attraverso il prestigio delle istituzioni internazionali; dall’altro, una base che vede in questa protezione solo un modo per ignorare i problemi strutturali del nostro movimento. La questione legata a Gravina non riguarda più soltanto le riforme mancate o i risultati deludenti della Nazionale, ma diventa un caso politico che mette in discussione l’indipendenza e la credibilità delle cariche elettive.
La sensazione è che la partita sia tutt’altro che chiusa. Mentre i sostenitori di Gravina sottolineano l’importanza di mantenere una continuità in vista dei prossimi grandi eventi, come appunto Euro 2032, i detrattori chiedono un segnale di rottura immediato. Il sospetto che dietro i “voti di fiducia” della UEFA si nascondano scambi di favori o futuri incarichi di prestigio alimenta un clima di sfiducia che rischia di paralizzare il sistema. Il futuro di Gravina resta dunque appeso a un filo sottile, teso tra il sostegno di Nyon e la crescente insofferenza di un Paese che chiede trasparenza e risultati tangibili.
Langsung









































