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·13 Maret 2026
🇮🇹 Grifo: “Nazionale? Nessun segnale, ma bisogna crederci sempre”

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·13 Maret 2026

Vincenzo Grifo, attaccante del Friburgo, ha parlato a Sky Calcio Unplugged, raccontando il suo legame con l’Italia:
“Nazionale? No, non è ancora arrivato qualche segnale. Però io ci spero e credo sempre, perché uno ci deve credere sempre, specialmente quando uno ha voglia ed è carico. Però alla fine accetto tutto quello che dice il mister. Io darò tutto per mettermi questa maglia ancora qualche volta“.
“Atalanta-Bayern? Mi ha fatto male il cuore perché io negli spogliatoi dicevo che contro una squadra italiana non sarà tanto facile fare gol, che non sarà facile giocare contro l’Atalanta che sta bene, che è una squadra molto brava con tanti talenti e anche con giocatori con esperienza, con tanta qualità. Poi, alla fine, quando ho visto che hanno fatto 1-6 (non l’ho guardata tutta), poi il giorno dopo quando mi sono alzato ho detto ‘mamma mia, ora negli spogliatoi mi diranno sicuramente 2/3 parole…’“.
“La differenza tra il calcio italiano e quello della Bundesliga, per me è che in Italia c’è molta tattica e non fanno quei chilometri che facciamo noi. Da noi in Bundesliga un attaccante, un’ala fa 11/12 Km perché deve lavorare e c’è molta intensità. Invece in Italia non si vede perché è più tattica. Anche tecnicamente mi piace molto l’Italia perché siano giocare tutti, però la potenza e l’intensità in Germania è un po’ più alta. Per questo si è vista un po’ la differenza tra il Bayern e l’Atalanta, perché uno da fuori dice ‘l’Atalanta quest’anno fa un bel campionato, sono ancora in Champions, bravi’. Se vedi solo i giocatori dici che l’Atalanta ci sta a quel livello, però poi alla fine quell’intensità ce l’hanno i tedeschi“.
“Noi a Friburgo non abbiamo quei giocatori che sono dei fenomeni come Kane o Gnabry, come a Dortmund con Nmecha. Noi a Friburgo siamo una squadra con il senso del gruppo, abbiamo orgoglio e siamo una squadra unita. Solo così ce la possiamo fare perché noi non abbiamo quella qualità che ha il Bayern o anche il Lipsia con Diomande, quei giocatori capaci di vincere le partite da soli“.
“Giocare in Italia? Io seguo il calcio italiano quando posso. Ogni tanto non mi capita perché ho 2 bambini qua che non mi fanno guardare il calcio, e poi mia moglie è incinta e sta arrivando il terzo. Quando posso guardo il calcio italiano. Non si sa mai, l’amore per l’Italia e per le squadre italiane ce l’ho. Ora aspettiamo“.









































