Calcio e Finanza
·13 Juli 2026
I prossimi passi dei tifosi della Lazio: creare un'associazione di rappresentanza

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Gli Stati Generali della Lazialità non si sono chiusi con la giornata andata in scena al Teatro Manzoni. L’evento, che ha riunito oltre 500 persone e altre migliaia collegate in streaming, rappresenta infatti soltanto il primo passo di un percorso che proseguirà nei prossimi mesi. Come riporta Il Corriere dello Sport, l’obiettivo è trasformare la protesta del popolo biancoceleste in un progetto strutturato, capace di garantire ai tifosi una rappresentanza stabile nei rapporti con la Lazio e con le istituzioni.
Ad annunciarlo al termine dell’appuntamento è stato Franco Spicciariello: «La protesta continuerà nei prossimi mesi in più forme – come anche annunciato dal tifo organizzato – in piazza, in trasferta e sui social media. In parallelo stiamo lavorando a un modello di rappresentanza stabile dei tifosi, capace di interloquire in maniera strutturata con la società e con le istituzioni», ha spiegato.
Il progetto guarda alle esperienze dei supporter’s trust inglesi e punta alla creazione di un organismo in grado di raccogliere le diverse anime della tifoseria laziale. Una struttura distinta dai gruppi organizzati, ma chiamata a lavorare insieme a tutte le componenti del tifo all’interno di un sistema comune di rappresentanza.
L’intenzione è quella di creare un interlocutore riconoscibile e permanente, in grado di favorire un dialogo stabile con il club. Un modello già presente in diversi Paesi europei e particolarmente consolidato nel Regno Unito, dove il confronto strutturato con i tifosi ha assunto negli anni un ruolo sempre più centrale.
Il progetto è distinto da quello sull’azionariato popolare portato avanti in Parlamento dal deputato della Lega Riccardo Molinari, approvato alla Camera e attualmente fermo al Senato. In questo caso l’obiettivo non riguarda direttamente l’ingresso dei tifosi nel capitale del club, ma la costruzione di un organismo stabile di rappresentanza.
Gli Stati Generali hanno registrato anche la presenza, in qualità di tifosi, del presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e di Fabrizio Alfano, portavoce della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e fondatore del primo Lazio Club Parlamento. Una partecipazione che conferma l’attenzione della politica sulla frattura tra la società e una parte consistente della tifoseria biancoceleste.
«Era importante esserci e far vedere che le istituzioni ci sono, perché siamo in presenza di una frattura. Il calcio è un elemento di coesione sociale e non può essere a corrente alternata», ha dichiarato Rocca. Il presidente della Regione Lazio è tornato anche sul rapporto tra Claudio Lotito e i tifosi. «A Lotito ho chiesto personalmente perché non chieda scusa. Quella è la madre di tutte le domande», ha spiegato.
Rocca ha poi citato il caso del Frosinone e del presidente Maurizio Stirpe. «In questi giorni ho chiamato il presidente del Frosinone Maurizio Stirpe. Lui scrisse una lettera pubblica assumendosi le responsabilità e chiedendo scusa ai tifosi dopo l’ultima retrocessione. Mi ha detto che dopo aver riconquistato la Serie A per la terza volta non voleva più vedere il club retrocedere e così, dal momento che lui da solo non ce l’avrebbe fatta, ha chiesto aiuto e l’ha trovato in un fondo americano. Gli ho fatto i complimenti».
La mobilitazione del mondo laziale, dunque, è destinata a proseguire. Ma accanto alla protesta prende forma ora il tentativo di costruire una struttura permanente, con l’obiettivo di dare una voce unitaria e riconoscibile al popolo biancoceleste.







































