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·31 Maret 2026
I rigori condannano gli Azzurri, è la Bosnia a volare al Mondiale. Gattuso: “Così fa male, ma sono orgoglioso dei ragazzi”

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·31 Maret 2026

Stavolta se possibile fa ancora più male. Dopo Russia 2018 e Qatar 2022, la Nazionale resta fuori anche dal Mondiale americano. Non bastano il cuore e il carattere di un’Italia che, in inferiorità numerica per ottanta minuti, sfiora per due volte il colpo del ko dopo il gol del vantaggio di Kean, facendosi raggiungere a dieci minuti dal novantesimo. Non bastano le parate in serie di uno strepitoso Donnarumma, le corse a perdifiato di Barella, Tonali e di uno scatenato Palestra. Gli Azzurri possono recriminare per le occasioni mancate sull’1-0 da Esposito e Dimarco, ma anche per la mancata espulsione ai supplementari di Muharemovic, autore di un fallo analogo a quello che nel finale di primo tempo era costato il rosso a Bastoni.
“Fa male – le dichiarazioni a caldo di Gattuso – ma sono orgoglioso dei miei ragazzi, non si meritavano una batosta così per l'amore che ci hanno messo. Hanno sorpreso anche me per l’attaccamento alla maglia. È una mazzata, penso che oggi sia stato ingiusto uscire. Personalmente chiedo scusa perché non ce l'ho fatta, oggi parlare del mio futuro non è importante. Oggi era importante andare ai Mondiali, ci dispiace".
Al termine del match sono arrivate anche le parole del presidente federale Gravina: “Permettetemi di fare i complimenti ai ragazzi, che meritano grande rispetto da parte di tutti. Devo fare i complimenti a Rino Gattuso, è stato ed è un grande allenatore. Gli ho chiesto di rimanere alla guida tecnica di questi ragazzi. La parte tecnica è da salvaguardare la 100%, per la parte politica c'è la sede preposta. Ho chiesto di convocare un Consiglio federale la settimana prossima, sono valutazioni che faremo al nostro interno”.
SUBITO KEAN. Gattuso conferma l’undici sceso in campo con l’Irlanda del Nord puntando ancora sul tandem offensivo composto da Kean e Retegui. Un altro attaccante, l’eterno Edin Dzeko, è il leader di una Bosnia che schiera anche altri due volti noti del nostro campionato, i difensori di Atalanta e Sassuolo Kolasinac e Muharemovic. Parte invece dalla panchina Kerim Alajbegovic, il classe 2007 del Salisburgo decisivo con il suo ingresso in campo nella semifinale con il Galles.


Moise Kean, al quinto centro consecutivo in Nazionale, festeggiato dai compagni dopo il gol del vantaggio
Il ‘Bilino Polje’ è una bolgia, i ritmi sono subito alti. E la Bosnia non sta a guardare. La prima conclusione è dei padroni di casa, Donnarumma blocca il destro senza troppe pretese di Demirovic. L’Italia però passa al 15’: Vasilj pasticcia e rinvia addosso a Barella, che serve l’accorrente Kean. Il destro a giro di prima intenzione dell’attaccante della Fiorentina è forte e preciso, il pallone finisce la sua corsa sotto l’incrocio dei pali. E’ il tredicesimo gol in Nazionale per Moise, il sesto consecutivo. La Bosnia accusa il colpo, ma prova a reagire e Donnarumma vola per respingere la botta da fuori di Basic. Poi si ripete bloccando la girata di testa di Katic. Sul fronte opposto Retegui impegna a terra Vasilj. Non c’è un attimo per rifiatare.


L'arbitro francese Turpin sventola il cartellino rosso all'indirizzo di Bastoni
AZZURRI IN DIECI. I problemi per l’Italia arrivano dalla destra, dove Bajraktarevic è di gran lunga il più ispirato dei suoi. Al 39’ l’attaccante del PSV crossa sulla testa di Demirovic, che da buona posizione manda a lato. Due minuti dopo l’episodio che cambia la partita: Bastoni in scivolata ferma fallosamente Memic lanciato a rete, Turpin non ha dubbi ed estrae il cartellino rosso. Gattuso toglie Retegui per inserire Gatti, il 3-5-2 dell’Italia diventa di fatto un 5-3-1. All’intervallo siamo avanti di un gol, ma sotto di un uomo.
RIPRESA IN TRINCEA. La Bosnia riparte con Tahirovic e Alajbegovic, aumentando ovviamente la sua spinta offensiva. Gattuso risponde mandando in campo Palestra al posto di Politano. Come da copione i padroni di casa si riversano in avanti alla ricerca del pareggio. Demirovic non arriva sul cross di Memic, poi Donnarumma respinge la conclusione di Alajbegovic. L’Italia è in apnea, si gioca in una sola metà campo. Al quarto d’ora arriva improvviso lo strappo di Kean, che si invola verso la porta ma dopo una fuga di quaranta metri calcia alto sull’uscita di Vasilj. E’ l’ultima giocata della partita dell’attaccante della Fiorentina, che lascia il posto a Esposito.
PAREGGIA TABAKOVIC. Gattuso alza i centimetri inserendo anche Cristante per Locatelli. Donnarumma salva deviando in angolo la conclusione angolatissima di Tahirovic. Ma è l’Italia che ha una doppia occasione per chiudere il match: Esposito calcia alto sull’assist di Palestra, Dimarco invece strozza il mancino da buona posizione. E’ la sliding door della serata. Arriva così il gol del neo entrato Tabakovic, che ribatte in rete dopo la respinta di Donnarumma sul colpo di testa di Dzeko. Come nella semifinale con il Galles, la Bosnia trova il pari a dieci minuti dalla fine. Al novantesimo è ancora Donnarumma a salvare su un colpo di testa ravvicinato del solito Demirovic.
TURPIN GRAZIA MUHAREMOVIC. Dopo Frattesi, entrato allo scadere per Barella, nei supplementari è Spinazzola a prendere il posto di Dimarco. L’Italia è costretta a difendersi a ridosso dell’area sperando di avere qualche occasione in contropiede. E l’occasione arriva sul finire del primo tempo supplementare con Palestra, fermato con il fallo da Muharemovic al limite dell’area: è un intervento da rosso diretto, eppure Turpin sventola solo il giallo e non viene richiamato al VAR. Gli Azzurri protestano, ma prendono allo stesso tempo fiducia. E’ ancora un ispiratissimo Palestra a servire dal fondo Esposito, Vasilj smanaccia e devia in angolo. Nel secondo tempo supplementare ancora Pio, servito da Spinazzola, va vicino al gol, mentre nella Bosnia è Alajbegovic a calamitare ogni pallone. Tahirovic ha il match point, ma dal limite dell’area non inquadra la porta. Dopo 120 minuti di passione si va ai rigori. Sbagliano Esposito e Cristante, la Bosnia invece è infallibile. A dodici anni di distanza da Brasile 2014, Dzeko e compagni tornano al Mondiale. Per la terza volta consecutiva l’Italia è fuori. Tra le lacrime degli Azzurri e l’esplosione di felicità del popolo bosniaco.
BOSNIA ED ERZEGOVINA-ITALIA 5-2 DTR (0-1 p.t)
BOSNIA ED ERZEGOVINA (4-4-2): Vasilj; Memic (dal 25’st Burnic), Muharemovic, Katic, Kolasinac; (dal 1’st Alajbegovic); Dedic, Sunjic, (dal 1’st Tahirovic), Basic (dal 25’st Tabakovic), Bajraktarev; Demirovic (dal 10’sts Hadziahmetovic), Dzeko. A disp: Hadzikic, Zlomislic, Mujakic, Celik, Gigovic, Bazdar, Radeljic. Ct: Barbarez.
ITALIA (3-5-2): Donnarumma; Mancini, Bastoni, Calafiori; Politano (dal 1’st Palestra), Barella (dal 40’st Frattesi), Locatelli (dal 25’st Cristante), Tonali, Dimarco (dal 1’pts Spinazzola), Retegui (dal 43’pt Gatti), Kean (dal 25’st Esposito). A disp: Carnesecchi, Meret, Cambiaso, Buongiorno, Pisilli, Raspadori. Ct: Gattuso.
Arbitro: Turpin (Francia); Assistenti: Danos e Pages (Francia); Quarto ufficiale: Sanchez (Spagna); VAR: Brisard (Francia); AVAR: Delajod (Francia).
Marcatori: 15’pt Kean (I), 35’st Tabakovic (B)
Note: Espulso Bastoni (I) al 41’. Ammoniti: Tahirovic (B), Donnarumma (I), Muharemovic (B), Katic (B), Frattesi (I), Vasilj (B). Sequenza rigori: Tahirovic (B) gol, Esposito (I) alto, Tabakovic (B) gol, Tonali (I) gol, Alajbegovic (B) gol, Cristante (I) traversa, Bajraktarev (B) gol.
PERCORSO A PLAY-OFF MONDIALI
SEMIFINALI (26 MARZO)
Galles-Bosnia ed Erzegovina 3-5 Dtr
Italia-Irlanda del Nord 2-0
FINALE (31 MARZO)
Bosnia ed Erzegovina-Italia 5-2 DTR









































