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·1 April 2026
😨 I voti della Gazzetta: Bastoni e Dimarco HORROR e da 4. Marea di 5, Gigio e Palestra 🔝

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·1 April 2026

La Gazzetta dello Sport ha analizzato la prestazione dell’Italia contro la Bosnia che è costata l’ennesima eliminazione al Mondiale. Di seguito i voti con Bastoni indicato come il peggiore, addirittura con un 4, a braccetto con Federico Dimarco. Il migliore in campo è stato, invece, Gigio Donnarumma che ha provato a tenere in piedi i suoi, al netto del rilancio sbagliato sul rosso a Bastoni, con diversi interventi.
Bastoni 4 – Non c’è copertura nell’attimo in cui il debole rinvio di Donnarumma trova la testa di Demirovic: Memic scappa via, l’entrata vale il rosso. Poteva frenare? Poteva farlo: sceglie male il tempo e la frittata è fatta. Fino a quando resta in partita, si attacca a Dzeko e Dzeko non dà particolari segnali di vita: rovina tutto in un attimo. Fatale.
Dimarco 4 – Fa fatica a dare sostanza alle due fasi: sulla sua fascia, andiamo in apnea ad ogni affondo. Prima del pareggio, può prendere la mira, ma fa cilecca
Cristante 4
Mancini 5 – La schiena lo tormenta, l’ambiente no: sa come proteggerci le spalle. Lotta, cade, si rialza senza soluzione di continuità: non indietreggia, ma non è un muro.
Calafiori 5 – Non regala più quella sensazione, in azzurro, di ragazzo della provvidenza: era elegante e incisivo, ora si limita a fare ciò che non procura problemi.
Politano 5 – La Nazionale balla di più sull’altro fronte, non su quello occupato dal napoletano: gli manca il guizzo, non la disciplina di cui si era raccomandato il ct
Barella 5 – Una notte da “senatore” vale un Oscar a vita. Nella modalità da applausi comincia, non finisce: quando guarda in faccia gli avversari in 10 si perde
Esposito 5 – Ormai ci ha abituato: si ritrova nel mezzo della contesa, sa farsi notare. Tira tre volte, tre volte va a sbattere sulle sagome avversarie. Poi, la nebbia dal dischetto.
Donnarumma 6.5 – Si sente e si vede: miracolo su Tahirovic, nessuna colpa quando ci cade sulla testa un pareggio contestato. Ogni volta che i bosniaci cercano la felicità, trovano un muro. Peccato il troppo nervosismo, i rinvii sballati e il niente ai rigori.
Palestra 6.5 – La leggerezza dell’età, l’energia di un giovane che vuole prendersi la scena: entra ed è come se l’urlo dello stadio non gli cadesse addosso perché sgasa. E sgasa bene.
Kean 6 – Chissà come sarebbe cambiata la sua dimensione se avesse concluso in gloria ciò che si era creato da solo: sfiora anche la rete del 2-0.
Spinazzola 6
Locatelli 5.5 – Dzeko se lo trova davanti e rimbalza all’indietro: dà il senso del duello accettato dal Loca. Se siamo in partita, c’è. Se facciamo fatica, si perde.
Tonali 5.5 – A Bergamo, il suo colpo ci aveva liberato la testa: a Zenica, non si mette nelle condizioni perché i compagni possano sentirne quella leadership annunciata.
Retegui 5.5 – Se il portiere di casa cade nella trappola è perché nella trappola ce lo spinge Mateo: scatto, panico generale e Italia avanti. In inferiorità numerica è lui il sacrificato.
Gatti 5.5 – Uno, due, tre: in quota pulisce il cuore dell’area perché sa dove cadrà il pallone. La fisicità e i centimetri sono un assist prezioso quando dobbiamo difendere.
Frattesi 5.5
Langsung









































