Il Bologna vuole chiudere a testa alta: 0-1 sul campo dell’Atalanta, decima ‘bussata’ di Orsolini e decima vittoria esterna. Niente Europa ma ottavo posto vicino | OneFootball

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Zerocinquantuno

·17 Mei 2026

Il Bologna vuole chiudere a testa alta: 0-1 sul campo dell’Atalanta, decima ‘bussata’ di Orsolini e decima vittoria esterna. Niente Europa ma ottavo posto vicino

Gambar artikel:Il Bologna vuole chiudere a testa alta: 0-1 sul campo dell’Atalanta, decima ‘bussata’ di Orsolini e decima vittoria esterna. Niente Europa ma ottavo posto vicino

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L’ultima microscopica speranza europea per il Bologna passa da Bergamo. Battendo l’Atalanta con tre gol di scarto i rossoblù andrebbero in vantaggio negli scontri diretti e rimanderebbero all’ultima giornata di campionato il verdetto sulla qualificazione alla prossima Conference League. Una missione quasi impossibile che Italiano si gioca con una certezza in più, ovvero il ritorno tra i pali di Skorupski; la coppia di centrali difensivi Heggem-Helland è inedita e parla norvegese, Pobega in mediana trova la seconda maglia da titolare consecutiva e in attacco viene riproposto il terzetto titolare di Napoli composto da Bernardeschi, Castro e Rowe. A Palladino basta un punto per centrare l’obiettivo minimo stagionale, ma il tecnico orobico non si fida e non cede al turnover, affidando a De Ketelaere, Raspadori e Krstovic la responsabilità di mettere l’Europa in ghiaccio.


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La partita comincia su ritmi discreti ma per mezzora nessuna delle due squadre riesce a creare una vera e propria occasione da gol. Al 31′ Bernardeschi, uno dei più attivi, prova a mettersi in proprio e dopo essersi spostato la sfera sul sinistro scaglia un diagonale che gli esce appena largo. Subito dopo anche Rowe tenta un’iniziativa personale dal limite dell’area e a differenza del compagno centra lo specchio, ma il suo destro non crea problemi a Carnesecchi. La Dea non ci sta e ribalta il fronte, Zalewski si costruisce lo spazio per calciare ma spara alto. Finalmente la gara si è accesa, e al 39′ Rowe esalta Carnesecchi scoccando da appena dentro l’area un dardo mancino che il portiere nerazzurro è bravissimo ad allungare in calcio d’angolo. È senza dubbio la più grande occasione del primo tempo, anche contando quella che Castro si costruisce a tempo quasi scaduto: stop spalle alla porta e girata da grande attaccante a mettere nuovamente alla prova i riflessi del numero 29 orobico.

La ripresa inizia senza cambi e il primo brivido lo generano i padroni di casa, ma al contrario: al 9′ Carnesecchi tarda il disimpegno e Rowe rischia di sottrargli il pallone e subire fallo, ma l’estremo difensore è bravo a salvarsi con una scivolata disperata. Gli allenatori provano quindi a ravvivare con qualche sostituzione una gara che dopo l’ora di gioco rischia di assumere contorni estivi, e tra gli altri si ritaglia un po’ di spazio Dallinga, che a causa di una fastidiosa tendinite non scendeva in campo da fine marzo. Attorno al 30′ si rivede l’Atalanta, con Zappacosta che sgasa sulla destra e piazza in area un cross su cui il neo entrato Sulemana si avventa di testa sfiorando il palo. Il punteggio, però, lo sblocca il BFC: al 33′ Rowe si conquista una punizione sulla trequarti, ed è lui stesso a inventare un velenoso traversone che impedisce a Carnesecchi di uscire; Orsolini arriva a rimorchio, la sbatte nel sacco al volo col suo sinistro e trova contemporaneamente il gol del vantaggio e la sue decima rete in campionato. A quel punto, grazie ad una sapiente gestione dei rossoblù, il match si addormenta, ma c’è ancora tempo per un ultimo sussulto: al 49′ Skorupski mette la sua manona sulla vittoria opponendosi a Krstovic, rimediando all’unica sbavatura difensiva degli ospiti. Con la sua bellissima parata il polacco blinda i tre punti e fa scendere i titoli di coda.

Per l’Atalanta è una sconfitta che non fa male e per il Bologna è una vittoria agrodolce, perché si spengono le speranze europee ma l’ottavo posto prende sempre più forma. Autori di un’altra prestazione convincente dopo quella del Maradona, il vero e grande rammarico che possono avere i felsinei è quello di essere arrivati a due giornate dalla fine a -6 dal settimo posto: sarebbero bastati un paio di inciampi casalinghi in meno, a fronte di ben dieci successi esterni, per avere ottime chance di conquistare un posto in Conference League e disputare una competizione europea per la terza volta di fila. Il viaggio continentale degli uomini di Italiano, invece, per il momento finisce qui. La speranza, a patto che il prossimo anno si ritrovi subito quella fondamentale continuità che in questa stagione è mancata (specialmente al Dall’Ara) nonostante una rosa di buon valore, è che sia solo un arrivederci.

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