DirettaCalcioMercato
·11 Maret 2026
Il calcio non è solo rivalità ma anche rispetto: le standing ovation più iconiche degli avversari

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Nel calcio moderno, spesso dominato da rivalità accese e tensioni sugli spalti, esistono momenti in cui il tifo lascia spazio al rispetto. Episodi rari ma bellissimi da vivere e soprattutto vedere, quando uno stadio intero decide di applaudire un giocatore avversario per una prestazione straordinaria o per il valore della sua carriera.
L’ultimo esempio arriva da Bergamo: durante la sfida tra Atalanta e Bayern Monaco. I tifosi nerazzurri, infatti, hanno deciso di tributare a Michael Olise una standing ovation. Il francese si è reso protagonista di una prestazione di altissimo livello con ben due gol ed un assist. Un gesto che ha colpito per sportività e che riporta alla memoria altri momenti iconici in cui il talento ha messo d’accordo anche i tifosi rivali.
Tra le standing ovation più celebri della storia del calcio c’è quella dedicata a Ronaldo il Fenomeno nel 2003. L’attaccante brasiliano, con la maglia del Real Madrid, realizzò una straordinaria tripletta contro il Manchester United in Champions League.
Quando venne sostituito, tutto Old Trafford si alzò in piedi per applaudirlo: un riconoscimento raro da parte di uno stadio noto per la sua passione e il forte senso di appartenenza.
Un altro episodio iconico risale al 2005. Ronaldinho, con la maglia del Barcelona, dominò il Clásico al Santiago Bernabéu con una prestazione straordinaria e due gol memorabili.
Alla sua uscita dal campo, i tifosi del Real Madrid gli tributarono una standing ovation: uno dei momenti più emblematici della storia della Liga.

MADRID, SPAIN – NOVEMBER 19: Ronaldinho (R) of Barcelona shoots the ball past Roberto Carlos to score a goal during a Primera Liga match between Real Madrid and F.C. Barcelona at the Bernabeu on November 19, 2005 in Madrid, Spain. (Photo by Denis Doyle/Getty Images)
Il pubblico del Real Madrid si è spesso distinto per questo tipo di riconoscimenti. Nel 2008 fu il turno di Alessandro Del Piero, autore di una doppietta spettacolare con la Juventus in Champions League. Il Bernabéu si alzò in piedi per applaudire il capitano bianconero, entrato così nella storia del club madrileno come uno dei pochi avversari celebrati dal suo pubblico.
Cinque anni dopo, nel 2013, lo stesso trattamento fu riservato a Andrea Pirlo, maestro del centrocampo juventino, celebrato per la sua eleganza e visione di gioco.
Nel 2016, invece, fu Francesco Totti a ricevere gli applausi del Bernabéu, omaggiato non solo per la prestazione ma soprattutto per una carriera leggendaria con la AS Roma.
Anche i tifosi italiani hanno dimostrato più volte grande sportività. Oltre all’episodio di ieri, nel 2018, durante la sfida di Champions League tra Juventus e Real Madrid, Cristiano Ronaldo realizzò una rovesciata straordinaria che lasciò senza parole l’Allianz Stadium.
La reazione del pubblico bianconero fu immediata: applausi a scena aperta per un gesto tecnico destinato ad essere ricordato uno dei più celebri nella storia della Champions League.

TURIN, ITALY – APRIL 03: Cristiano Ronaldo of Real Madrid scores his sides second goal during the UEFA Champions League Quarter Final Leg One match between Juventus and Real Madrid at Allianz Stadium on April 3, 2018 in Turin, Italy. (Photo by Emilio Andreoli/Getty Images)
Nel 2019 anche Lionel Messi ricevette una standing ovation dopo una tripletta con il Barcelona contro il Real Betis, con i tifosi di Siviglia che si alzarono in piedi per applaudire uno dei gol più belli della sua carriera.
Nel 2015 il Bernabéu applaudì anche Andrés Iniesta, simbolo del Barcellona e del calcio spagnolo, riconoscendo la classe di uno dei centrocampisti più eleganti della sua generazione.
Nello stesso anno, nel calcio inglese, Steven Gerrard ricevette l’omaggio dello Stamford Bridge dopo l’ultima partita contro il Chelsea FC, prima della sua partenza per la MLS.
Un episodio più recente riguarda Franck Ribéry, applaudito dai tifosi del Milan nel 2019 durante il match contro la Fiorentina. Anche in quel caso il pubblico riconobbe la classe di un campione che aveva segnato un’epoca del calcio europeo.









































