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·15 Februari 2026
Il Frosinone risponde al Venezia con i suoi GIOIELLI: Kvernadze e Ghedjemis stendono uno Spezia in crisi nera! Al Picco finisce 0-2

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Giocare per raggiungere la salvezza è un po’ come essere gladiatore nell’antica Roma: si combatte in maniera feroce per sopravvivere e, alla fine dei giochi, il guerriero si trova totalmente in balia del pollice dell’Imperatore, che è padrone con un semplice gesto di determinarne il destino. Giocare perennemente sul filo del rasoio ti costringe a pescare risorse che non pensavi nemmeno di avere, ma talvolta l’enorme pressione può tradirti e farti incappare in errori banali e parecchio costosi. Lo Spezia di Roberto Donadoni ne sa qualcosa di questa sensazione, perché è praticamente da inizio campionato che disputa le proprie partite in questa condizione cronica, che proprio non ne vuol sapere di lasciare spazio alla tranquillità; il Frosinone di Massimiliano Alvini, al contrario, vola leggiadro come una libellula sulle ali dell’entusiasmo, rende sopra le aspettative e, malgrado la batosta nello scontro diretto con il Venezia, ha dimostrato di essere forte e ha risposto con una vittoria da antologia sull’Avellino. Gladiatori o libellule: chi la spunterà al Picco?
Lo Spezia di Roberto Donadoni affronta all’Alberto Picco il Frosinone di Massimiliano Alvini. Pianeta Serie B propone di seguito il resoconto del match.
La partita si dimostra frizzante e piacevole alla vista sin dai primissimi minuti: il Frosinone, con i favori del pronostico dalla sua parte, assume il comando delle operazioni e gestisce il possesso palla con i consueti e continui scambi di posizione, mentre lo Spezia fa quadrato difensivo e lavora per innescare la rapidità e la freschezza di Vlahovic e Skjellerup. Al 4′ sono i ciociari a rendersi pericolosi: Calò calcia una punizione magistrale sulla testa di Bracaglia, che schiaccia di poco a lato. Radunovic sembrava comunque in controllo della situazione. Dopo soli cinque minuti di gioco si rende necessario l’intervento del VAR per chiarire una situazione dubbia: Oyono e Vlahovic vanno a contatto all’altezza dell’angolo dell’area di rigore gialloblù e c’è un tocco di mano. Il direttore di gara Dionisi indica il dischetto, ma viene corretto subito grazie all’ausilio della tecnologia: il braccio incriminato, infatti, era quello dell’attaccante bianconero e non quello del terzino gambiano. Da questo momento in poi il match si inasprisce a livello caratteriale e di ambiente; tutto questo, ovviamente, va a scapito dello spettacolo, dato che non si registrano ulteriori sussulti degni di menzione. Questo modus operandi prosegue fino al 37′, quando il Frosinone trova il guizzo che apre le danze: Ghedjemis piazza un traversone arrotato al bacio per l’inserimento di Kvernadze, che sfrutta la spizzata involontaria di Romano e punisce Radunovic impattando da pochi passi. Lo Spezia fatica a reagire, ma ha la chance di pareggiare i conti sull’ultimo pallone del primo tempo: Romano sfiora il “gol olimpico” e scavalca Palmisani con la traiettoria velenosa del corner, ma Skjellerup non riesce a correggere in rete lisciando di testa praticamente sulla linea di porta.
La seconda frazione comincia con uno Spezia nettamente più vispo: i bianconeri mettono maggiormente alle strette gli avversari, che però hanno più spazio per ripartire con le proprie frecce esterne. Skjellerup ha una doppia occasione per incidere, ma i suoi colpi di testa sono deboli e facili da disinnescare per Palmisani; i ciociari soffrono in maniera intelligente e, quando nessuno se lo aspetta, colpiscono all’improvviso in contropiede. Al 54′ lo Spezia è riversato in avanti per una punizione a favore, il Frosinone recupera palla e Kvernadze riesce a servire Ghedjemis in campo aperto, che si invola verso la porta, brucia Romano in velocità e trafigge Radunovic in uscita. I bianconeri sono affranti dal doppio svantaggio e rischiano di sbandare pericolosamente al 59′: sugli sviluppi di un corner Radunovic compie due miracoli prima su Gelli e poi su Calò, ma non può nulla sul tap-in vincente di Raimondo. Per fortuna dei liguri, però, la rete viene annullata dal VAR per la posizione di fuorigioco del centravanti gialloblù. Dopo aver rischiato di andare sotto 0-3, lo Spezia protesta in maniera veemente per un episodio destinato a far discutere: al 65′ Oyono si addormenta in area di rigore, non si accorge dell’arrivo di Comotto da dietro e lo scalcia nel tentativo di colpire il pallone. L’arbitro Dionisi inizialmente concede il calcio di rigore, ma viene poi richiamato al monitor dal VAR e revoca il provvedimento lasciando dei serissimi dubbi a a riguardo. Questo episodio avverso toglie definitivamente le energie allo Spezia, che pare scarico e svuotato nonostante lo svantaggio e i cambi operati da Donadoni per provare a dare la scossa: il Frosinone flirta con lo 0-3 in un paio di occasioni, ma comunque conduce la vittoria in porto senza troppi patemi.
Il Frosinone risponde al Venezia e si riporta a -1 dal primo posto: la squadra di Massimiliano Alvini si libera dello Spezia con uno 0-2 praticamente senza appello. I principali artefici della vittoria sono sempre loro, i due gioielli più brillanti: Kvernadze e Ghedjemis mettono a referto un gol e un assist a testa e schiantano la formazione bianconera, apparsa confusa e svuotata di energie sia mentali che fisiche. Il Frosinone tocca quota 52 punti e si difende dall’attacco del Monza; lo Spezia perde ancora e rimane in zona retrocessione.
Langsung









































