Milannews24
·23 Juni 2026
Il nuovo organigramma Milan divide la critica: i dubbi di Orlando e Pellegatti

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Il nuovo assetto societario ufficializzato dal Milan continua a far discutere gli addetti ai lavori. Dopo la scelta di affidare la panchina a Ruben Amorim, la proprietà guidata da Gerry Cardinale ha definito i quadri dirigenziali che affiancheranno il tecnico portoghese, optando per profili lontani dai grandi nomi accostati al club nelle scorse settimane. Un cambiamento radicale che sblocca l’operatività sul mercato ma che, allo stesso tempo, lascia perplessi molti storici osservatori dell’ambiente rossonero.
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Intervenuto sulle frequenze di TMW Radio, l’ex calciatore Massimo Orlando ha espresso apertamente i propri timori per questa svolta: «Anche io avrei voluto Galliani o Rangnick. L’unica speranza è che queste persone nuove ci sorprendano. Il curriculum non ce l’hanno, di calcio ne hanno masticato veramente poco. Se fossi un tifoso del Milan non sarei felice di questa situazione, e neanche tranquillo. Ma se riportano il Milan in una situazione che gli compete, allora ci sarà da applaudirli. Non c’è tanta fiducia, ma se ci smentiscono poi saremo tutti contenti».
Sulla stessa lunghezza d’onda si è schierato anche il giornalista Carlo Pellegatti, da sempre vicinissimo alle vicende del pianeta rossonero. L’opinionista non ha nascosto il proprio malcontento per la mancata virata verso profili di maggiore esperienza calcistica, mettendo in guardia i tifosi sui rischi della nuova gestione: «Volevo Galliani, volevo Rangnick, mi piaceva anche l’ultima soluzione prospettata, invece è arrivata una rischiosissima, con personaggi che non hanno un curriculum dietro come gli altri. Gardiner è uno di scrivania ma vive sul computer. O sono i più furbi del mondo o i più incauti del mondo».







































