Bologna Sport News
·27 Mei 2026
Il pagellone del Bologna: tra gradite sorprese e piacevoli conferme, non mancano le insufficienze

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·27 Mei 2026

Cala il sipario sulla stagione del Bologna. Il pagellone: diverse insufficienze, oltre a tante conferme e diverse sorprese
Con il rocambolesco pareggio del Dall’Ara contro l’Inter campione d’Italia nell’ultimo turno cala il sipario sulla stagione del Bologna di Vincenzo Italiano. Sebbene l’anno sia stato meno esaltante di quello passato, il bilancio resta nel complesso positivo, tenendo comunque presente che non mancano le note dolenti.
Abbiamo provato a fare chiarezza con il pagellone di fine stagione.
Società: 5+. Sul giudizio pesa come un macigno un mercato ampiamente deludente, salvato solamente dalle intuizioni Rowe e Bernardeschi. Cedere ogni anno i calciatori migliori espone inesorabilmente a dei rischi, ma stavolta i rossoblù vengono puniti dalla loro stessa strategia (abbastanza controproducente). Se si vorrà fare meglio dell’ottavo posto (secondo miglior risultato dal 2001-2002) servirà un mercato estivo d’assalto e non di rimessa.
Italiano: 7. Prendendo in prestito la celebre frase di Miguel de Cervantes in Don Chisciotte: “Cambiare il mondo non è follia, né utopia, ma giustizia”. Il mondo rossoblù a dire il vero lo ha ribaltato proprio il tecnico, e la giustizia è che questo gli venga riconosciuto. Un trofeo, due finali, un quarto di Europa League oltre al secondo miglior piazzamento degli ultimi 24 anni, i numeri non mentono, Vincenzo Italiano ha riscritto la storia sotto i Portici. Il blackout invernale gli costa mezzo punto in meno, ma fare sempre bene vedendosi smembrare ogni anno la colonna vertebrale della squadra non era una cosa scontata.
Skorupski: 6. La stagione dell’estremo difensore polacco è stata profondamente segnata dai problemi fisici. Tuttavia quando è stato chiamato in causa non ha deluso, eccezion fatta per qualche errore da matita blu, che gli vale mezzo punto in meno
Ravaglia: 5. La stagione di Ravaglia è paragonabile a una giornata a Mirabilandia. Le montagne russe è bene farle in famiglia però, non con il televisore acceso. Troppi errori macroscopici.
Pessina: 6. Poche occasioni per mettersi in mostra ma comunque positivo in tutte le uscite. Ha sicuramente bisogno di giocare di più però per capire realmente quali siano i suoi margini.
Lucumí: 7. Nettamente il migliore del reparto e più in generale tra i più convincenti della squadra. Quando è mancato si è sentita la sua mancanza, più di un condizionatore in un pomeriggio d’estate. Esempio di professionalità, leadership e carisma, il colombiano si conferma una colonna di questa squadra.

I voti a porta e difesa del Bologna: brilla Lucumí. Bologna Sport News (Foto di Emmanuele Ciancaglini/Getty Images Via OneFootball)
Heggem: 5+. Prima parte di stagione decisamente convincente, dal momento che obiettivamente sbaglia poco o nulla. Cala drasticamente nella seconda parte sbandando paurosamente. Nel complesso annata insufficiente.
Vitík: 5. Uno degli acquisti più deludenti della stagione. Dove arrivare per fare il titolare, si ritrova a inseguire e quando ha occasione per risalire la china, ci riesce parzialmente.
Casale: 5. Non ha tantissime occasioni per mettersi in mostra, quando gli viene concessa compare quasi sempre tra i peggiori in campo. La sua esperienza sotto i Portici è sicuramente sottotono.
Miranda: 6.5. Corsa, qualità ed affidabilità, Juan è un giocatore di livello internazionale. Piccolo passo indietro rispetto alla passata stagione ma resta un laterale affidabile. Freccia.
Zortea: 5. Una delle grandi delusioni dell’annata. Le premesse al suo arrivo, vista la stagione esaltante al Cagliari, erano buone. Inutile dire che non le abbia rispettate. Qualche lampo ma troppo poco per strappare la sufficienza.
João Mário: 6. Alterna prestazioni eccellenti a passaggi a vuoto preoccupanti. Nel complesso il suo apporto può considerarsi sufficiente.
Holm: 6-. Inizio debordante, poi il solito calo anche per continui problemi fisici. A gennaio approda alla Juve senza lasciare il segno.
De Silvestri: sv. Gioca effettivamente troppo poco per poter dare un giudizio. Ma il suo peso nello spogliatoio è indiscutibile
Lykogiannis: sv. Stesso discorso fatto sopra
Freuler: 6.5. Si parla sempre troppo poco di Remo, il metronomo di questa squadra, risorsa inesauribile. Il centrocampista svizzero effettua un lavoro in fase di recupero e pulizia dei palloni eccellente. E’ ancora tra i migliori del nostro campionato in quel ruolo. Sottovalutato. Meno brillante della passata stagione ma comunque in crescita.
Ferguson: 5. Dopo l’exploit agli ordini di Thiago Motta, lo scozzese si è ormai perso. Meno brillante, meno incisivo e meno presente in zona gol. Sbaglia diverse scelte, commettendo errori pesanti in momenti chiave della stagione (partita di Coppa contro la Lazio in primis).
Moro: 7. Non me ne vorranno gli amanti della letteratura se prendo in prestito il titolo dell’opera di Oscar Wilde (l’importanza di essere Ernesto) per sottolineare invece la rilevanza del croato nello scacchiere di Italiano. Tra i giocatori maggiormente crescituti in questa stagione. Da lui si dovrà ripartire.

Le pagelle del centrocampo del Bologna: delude Ferguson, Moro al top. Bologna Sport News (Foto di Giuseppe Cottini/Getty Images Via OneFootball)
Pobega: 6. Fedelissimo di Italiano da ormai diversi anni. Si fa trovare pronto quando chiamato in causa.
Fabbian: 5. Anche lui come Ferguson sembrava destinato a grandi cose dopo la stagione con Motta al timone. Le aspettative sono però state ampiamente deluse e alla Fiorentina la musica non cambia.
Sohm: 4.5. Acquisto obiettivamente incompresibile. Fatica moltissimo quando ha l’occasione di giocare ed è quasi sempre tra i peggiori.
Sulemana: 4.5. Come per il compagno di reparto appena citato, fa la comparsa senza lasciare segni.
Rowe: 7.5. La grande rivelazione della stagione, inutile girarci intorno. L’incipit aveva spaventato tutto l’ambiente, ma una volta prese le misure la sua ascesa è stata verticale diventando rapidamente uno degli migliori esterni del campionato.

Le pagelle dell’attacco del Bologna: i rossoblù scoprono Rowe e ritrovano Bernardeschi. Bologna Sport News (Foto di Alessandro Sabattini/Getty Images Via OneFootball)
Orsolini: 6.5. Ripetere la stagione passata era obiettivamente una chimera. Tuttavia trova comunque il modo di essere decisivo realizzando diverse reti pesanti, nonostante un lungo digiuno.
Bernardeschi: 7+. Il peso di indossare questa maglia sembra non scalfirlo. Illumina con lampi di classe da giocatore superiore spazzando via tutti i dubbi iniziali.
Castro: 5.5. So già che questo voto potrà andare incontro a diverse critiche. Ma a prescindere dall’eccellente lavoro in fase di sviluppo del gioco, un attaccante non può segnare così poco.
Cambiaghi: 5+. Anche lui non riesce a replicare la buona stagione passata. Si accende a intermittenza ma risulta poche volte decisivo.
Dallinga: 5-. La sua esperienza sotto le due Torri è profondamente segnata da problemi fisici, ma obiettivamente è l’unico alibi che riesco a trovare. Delusione su tutta la linea.
Immobile: 4. Da fiore all’occhiello della campagna a flop estivo il passo è breve. Il voto più che al giocatore è a un’operazione che non ha portato i frutti sperati.
Domínguez: sv. Il talento non manca, le partite in campo sì. Dopo l’exploit dello scorso anno ha ben poco spazio per mettersi in mostra.







































