Il ritorno di Roberto Mancini è la scelta giusta: l’Italia ha bisogno di certezze, non di esperimenti | OneFootball

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Calcionews24

·28 Juli 2026

Il ritorno di Roberto Mancini è la scelta giusta: l’Italia ha bisogno di certezze, non di esperimenti

Gambar artikel:Il ritorno di Roberto Mancini è la scelta giusta: l’Italia ha bisogno di certezze, non di esperimenti

Dopo settimane di caos serve un commissario tecnico che conosca già ambiente, pressioni e obiettivi. Il nome giusto è Mancini

Le ultime settimane hanno restituito l’immagine di una FIGC confusa, incapace di trovare una linea condivisa sul futuro della Nazionale. Il naufragio della candidatura di Andrea Pirlo, seguito dalle dimissioni di Paolo Maldini e Leonardo, ha riportato il calcio italiano al punto di partenza. In uno scenario simile, continuare a cercare soluzioni innovative rischierebbe soltanto di allungare una crisi già profonda. Ecco perché il possibile ritorno di Roberto Mancini rappresenterebbe, oggi, la scelta più logica e razionale.


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Non si tratta di cancellare quanto accaduto nel 2023 né di ignorare le critiche rivolte all’ex commissario tecnico. Si tratta, piuttosto, di guardare al presente con pragmatismo. L’Italia non ha più il lusso di sbagliare.

L’esperienza conta più delle scommesse

Negli ultimi anni il calcio italiano ha vissuto momenti estremamente contraddittori. Da una parte la straordinaria vittoria di Euro 2020, dall’altra la clamorosa esclusione dal Mondiale in Qatar nel 2022 e nel 2026. Due facce della stessa gestione, che raccontano quanto il lavoro di un commissario tecnico non possa essere giudicato esclusivamente da un singolo risultato.

Mancini conosce perfettamente il funzionamento della Nazionale, sa come gestire le finestre internazionali e ha già dimostrato di essere capace di creare un gruppo forte, compatto e vincente. Questa esperienza, oggi, vale moltissimo.

Affidarsi a un tecnico emergente avrebbe certamente rappresentato una scelta affascinante, ma anche estremamente rischiosa. Dopo tre mancate qualificazioni mondiali consecutive, l’Italia ha bisogno prima di tutto di stabilità, non di un laboratorio tattico.

Il rapporto con i giocatori può essere ricostruito

Uno degli argomenti più utilizzati contro un eventuale ritorno di Mancini riguarda il modo in cui lasciò la panchina azzurra. È vero: quell’addio improvviso ha lasciato ferite profonde e ha generato molte polemiche.

Nel calcio, però, contano soprattutto i risultati

La storia insegna che i ritorni non sono necessariamente un errore. Sono numerosi gli allenatori che, dopo una separazione difficile, sono tornati conquistando nuovi successi. Il calcio vive di equilibri che cambiano rapidamente, e ciò che sembrava impossibile pochi mesi prima può diventare la soluzione migliore.

Molti dei giocatori attualmente nel giro della Nazionale sono cresciuti proprio sotto la gestione Mancini. Conoscono il suo metodo di lavoro, le sue richieste tattiche e la mentalità che ha permesso all’Italia di tornare sul tetto d’Europa. Ripartire da basi già consolidate ridurrebbe inevitabilmente i tempi di adattamento.

Conosce il sistema calcio italiano meglio di chiunque altro

Un commissario tecnico non deve soltanto preparare una partita. Deve monitorare costantemente il campionato, dialogare con le società, gestire i rapporti con la Federazione e individuare nuovi talenti.

Su questo piano Mancini parte con un vantaggio enorme. Conosce dirigenti, allenatori e calciatori, ha rapporti consolidati con molti club e possiede una rete di osservazione già collaudata. In un momento di emergenza, questo patrimonio di conoscenze rappresenta un valore aggiunto enorme.

Non è il momento dell’orgoglio, ma del buon senso

Molti tifosi potrebbero storcere il naso pensando al modo in cui terminò la sua prima esperienza in azzurro. È una reazione comprensibile, ma una Federazione deve prendere decisioni pensando esclusivamente all’interesse della Nazionale.

Se l’obiettivo è qualificarsi al prossimo Mondiale e restituire credibilità al movimento, allora bisogna scegliere il profilo che offre maggiori garanzie nell’immediato. Oggi quel profilo porta inevitabilmente il nome di Roberto Mancini.

L’Italia non ha bisogno di una rivoluzione, ma di ritrovare fiducia, identità e continuità. Mancini ha già dimostrato di poter costruire tutto questo. Gli errori del passato non possono essere dimenticati, ma nemmeno devono impedire di riconoscere il valore di un allenatore che conosce la maglia azzurra come pochi altri.

Per una volta, forse, la scelta migliore non è inseguire la novità, ma avere il coraggio di affidarsi a chi ha già dimostrato di poter riportare entusiasmo e risultati. In un momento tanto delicato, l’esperienza può fare davvero la differenza.

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