Immobile: «La Lazio mi ha dato tutto e io ho dato tutto per lei, è stato un amore folle. Sulle critiche ricevute dico questo» | OneFootball

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·27 Maret 2025

Immobile: «La Lazio mi ha dato tutto e io ho dato tutto per lei, è stato un amore folle. Sulle critiche ricevute dico questo»

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Le parole di Ciro Immobile sulla sua esperienza alla Lazio, in Nazionale e non solo. Le sue dichiarazioni

Le parole di Ciro Immobile a Radio Serie A.

SULL’ACCADEMY – «Il nostro augurio e la nostra speranza è che i ragazzi crescano in un ambiente sano e pulito e che possano giocare a calcio col massimo delle potenzialità messe a disposizione dalla struttura. Ultimamente si parla del fatto che non abbiamo strutture in Italia, noi volevamo ripartire dai campi dove ho realizzato il mio sogno, dalla mia città »


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RICORDI– «Quando si fanno grandi passi c’è sempre il timore di fallire o non riuscire. Avevo tutta la mia passione, l’ho portata alla Juve e ho iniziato lì la mia carriera. Ho esordito sostituendo del Piero due volte. Io Insigne e Verratti siamo partiti da Pescara col nostro maestro Zeman a cui mandiamo un abbraccio, spero stia meglio molto presto. Abbiamo fatto la gavetta, quella che di solito sembra una parola in una frase fatta, ma non lo è. In Serie B non eravamo nemmeno quotati, poi con passione e sacrificio siamo arrivati in Nazionale, in Europa insieme, a vincere l’Europeo. Penso che siamo un esempio che i ragazzi devono seguire. Io e Cerci i “gemelli del gol”, abbiamo fatto al Torino un gran campionato. Del Toro mi aveva impressionato la potenza della maglia: quando si parla di società storiche hai quest’aura con cui ti devi confrontare, con la storia. Alla fine della stagione siamo arrivati in Europa League, una gran soddisfazione per il Torino »

BORUSSIA– «Al Borussia i primi 6 mesi non sono andati malissimo. Ma era la fine di un ciclo, Klopp andò via, ma mi tolsi qualche soddisfazione. Mi allenai con Klopp, ho conosciuto giocatori importanti, ero giovane, ma c’erano già problemi. In Spagna non sono riuscito a mettermi in mostra e dopo 6 mesi sono andato via. A quell’età potevo buttarmi giù, ma sono riuscito a riprendermi alla Lazio. »

LAZIO– «Superare il record di giocatori che hanno fatto la storia della Lazio è stata una soddisfazione enorme. Se mi guardo indietro, i sacrifici fatti, mi rendo conto da dove sono partito e dove sono arrivato. La Lazio mi ha dato tutto e io ho dato tutto per lei, è stato un amore folle. Non ero visto benissimo all’inizio, perché mi ero perso un po’ in Spagna, c’era scetticismo, ma fu spazzato via dopo 6 mesi per la grinta che mettevo nel campo. »

GRUPPO DEL 2020– «Ricordo l’alchimia pazzesca nel gruppo nel 2020, è stata un’annata in cui fino alla gara contro l’Atalanta eravamo quasi a rischio esonero Inzaghi e contestazione per noi. Poi scattò qualcosa che ci unì tra tifosi, staff, squadra…c’era un’energia positiva pazzesca. Le partite finivano prima di iniziare, era complicato giocare contro di noi. Poi ripartì un campionato nuovo, abbiamo perso punti e abbiamo perso quel treno. Ricordo la gara di Genoa, avevamo festeggiato i miei 30 anni in settimana. Eravamo tutti insieme e si vociferava dello scudetto, noi eravamo un po’ ingenui, ma quando si scendeva in campo era bellissimo. A Marassi segnammo subito con Marusic, un’azione travolgente. Stavamo bene fisicamente, ma la testa quando gira bene aiuta anche il fisico. »

INZAGHI– «Riesce ad unire aspetto maniacale della tattica all’unione della squadra e questo per me è fondamentale. I giocatori non si devono voler bene per forza, non devono essere amici anche fuori, ma passi tutta la stagione con i compagni, quindi se non c’è alchimia, voglia di vincere insieme, è dura. In questo Inzaghi è davvero forte. »

NAZIONALE E CRITICHE– «Le critiche social sono fastidiose perché non te le aspetti. Ma è successo a tutti. Ora i social danno potere di parola a chiunque, devi stare bene attento a capire la gravità della cosa. Nell’ultimo periodo sono stato male, il calcio dimentica in fretta. Forse non eravamo pronti a questo. Fino alla prima gara dell’Europeo ho vissuto male il non poter esprimermi per le troppe pressioni. Rappresentavamo una Nazionale che ha vinto tanto, è normale che sia così. Dopo la vittoria dell’Europeo quello che dicevano su di me non contavano più. Chi vince ha sempre ragione. Quello che c’è stato prima della gara con l’Inghilterra in finale, non ha contato più niente. Non puoi vincere e ricevere critiche anche se non hai giocato un minuto, questo conta. le chiacchiere stanno a zero. Se perdi la finale e ti hanno criticato 10 poi ti criticano 100. Ora ho la Coppa a casa. »

ADDIO ALLA LAZIO– «Io, Jessica e i bimbi stavamo pensando di andare via perché ogni cosa come inizia finisce. Le difficoltà della fine, la Lazio stava cambiando identità, sono state tutte componenti. Sono andati via Inzaghi, Felipe Anderson, Leiva…giocatori che hanno fatto la storia con me, ma alla fine nn posso biasimare i tifosi che ci sono rimasti male. Ci sono rimasto male invece di non averli salutati, questo mi pesa. Mi avrebbe fatto piacere fare l’ultimo giro di campo con la mia famiglia per dare il mio amore a loro e per darlo a me da parte loro. Al Besiktas è stata una scelta riguardante lo sport. Ho avuto offerte dall’Arabia che non ho preso in considerazione. Sono nel mood dove posso dare tantissimo. Mi alleno 2 volte al giorno, seguo i ragazzi più giovani, voglio stare bene fisicamente »

GOL PIU’ BELLO– «Il gol più bello a Cagliari con la maglia della Lazio. Chiellini il difensore più tosto da affrontare: mi ha iniziato a “menare” quando avevo 17 anni quando mi allenavo con la prima squadra mentre ero in Primavera. Un gol mangiato che mi è rimasto in mente? All’Europeo contro l’Austria, mi è rimasto in gola. Sarebbe stato un gol fantastico e sarebbe servito alla squadra per non soffrire. »

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