Inchiesta arbitri, archiviazione vicina ma la Procura si divide: si apre una frattura interna | OneFootball

Inchiesta arbitri, archiviazione vicina ma la Procura si divide: si apre una frattura interna | OneFootball

In partnership with

Yahoo sports
Icon: Calcionews24

Calcionews24

·14 Juli 2026

Inchiesta arbitri, archiviazione vicina ma la Procura si divide: si apre una frattura interna

Gambar artikel:Inchiesta arbitri, archiviazione vicina ma la Procura si divide: si apre una frattura interna

Inchiesta arbitri, archiviazione vicina ma la Procura si spacca: frattura interna insanabile? Le ultimissime notizie

La vicenda giudiziaria che coinvolge i rapporti tra società e arbitri sta vivendo uno dei suoi passaggi più delicati. Una parte dell’inchiesta della Procura di Milano appare infatti segnata da una profonda spaccatura interna: da un lato il pm Maurizio Ascione, convinto di avere raccolto elementi sufficienti per procedere verso il processo nei confronti dell’ex designatore Gianluca Rocchi; dall’altro il procuratore Marcello Viola e l’aggiunto Paolo Ielo, che ritengono invece che il materiale acquisito non sia abbastanza solido per sostenere un’accusa con “ragionevole probabilità” di condanna, come richiesto dalla riforma Cartabia.

Ascione, che domani lascerà la Procura per un nuovo incarico alla Procura Europea, ha poche ore per decidere se firmare una richiesta di archiviazione che non lo convince. Se dovesse farlo, l’istanza potrebbe essere inoltrata al gip già nelle prossime ore. Se invece manterrà la sua posizione di dissenso, saranno Viola e Ielo a firmare l’archiviazione una volta che Ascione non farà più parte dell’ufficio, evitando così un contrasto formale.


Video OneFootball


Il capitolo “bussate al VAR”: linea comune della Procura

C’è però una parte dell’inchiesta che non presenta divisioni interne: quella relativa alle presunte “bussate” alla Sala VAR di Lissone, che coinvolge Rocchi e l’allora supervisore Andrea Gervasoni. Su questo fronte, tutte le toghe concordano nel trasferire gli atti alla Procura di Monza, competente territorialmente.

Parallelamente, l’intero fascicolo verrà inviato alla Procura Federale, che dovrà valutare l’eventuale presenza di illeciti sportivi. La posizione dell’assistente VAR Daniele Paterna, protagonista del video in cui chiede “È rigore?” durante Udinese–Parma, resterà invece a Milano, perché la presunta falsa testimonianza sarebbe avvenuta proprio nell’ufficio di Ascione. Le condotte degli indagati Luigi Nasca e Rodolfo Di Vuolo saranno invece valutate a Monza.

Il nodo Rocchi e le partite contestate

Il punto più controverso riguarda Rocchi, indagato per concorso in frode sportiva. Secondo Ascione, l’ex designatore avrebbe “accettato interferenze” da esponenti dell’Inter nella designazione degli arbitri di quattro partite: Bologna–Inter (20 aprile 2025), Inter–Milan (Coppa Italia, 23 aprile 2025), Inter–Verona (3 maggio 2025) e Torino–Inter (26 aprile 2026).

La ricostruzione del pm sostiene che Rocchi avrebbe agito “in concorso” con dirigenti nerazzurri, i quali avrebbero esercitato pressioni grazie a rapporti preferenziali con l’allora presidente FIGC Gabriele Gravina. Una tesi che però non trova pieno sostegno negli altri magistrati, secondo cui le intercettazioni e le testimonianze raccolte non sarebbero sufficienti per sostenere l’accusa in giudizio.

Un quadro complesso, tra scadenze e tensioni interne

La situazione è resa ancora più intricata dal fatto che Ascione è a un passo dal trasferimento e che la decisione finale potrebbe arrivare entro il 24 luglio, quando Ielo comunicherà l’esito della valutazione. La Procura, dunque, si muove su un equilibrio delicato: da un lato la necessità di chiudere un’inchiesta che dura da quasi due anni, dall’altro la divergenza interna su come interpretare gli elementi raccolti.

Lihat jejak penerbit