Calcionews24
·17 Juli 2026
Inchiesta arbitri, Rocchi ai pm: «Nessuno mi ha mai chiesto questo o quell’arbitro»

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Nuovi dettagli emergono dall’inchiesta sugli arbitri della Procura di Milano. Come riportato dal Corriere della Sera, l’ex designatore di Serie A Gianluca Rocchi ha chiarito davanti ai pm il tema delle presunte pressioni legate alle designazioni arbitrali, respingendo l’idea di richieste dirette da parte dei club.
PRESSIONI – «Nessuno si è mai permesso di dirmi direttamente o indirettamente voglio questo o quell’arbitro».
Rocchi ha però ammesso l’esistenza di indicazioni e umori provenienti dal mondo del calcio, anche attraverso figure deputate ai rapporti tra classe arbitrale e società.
INDICAZIONI – «Riccardo Pinzani istituzionalmente deputato a interloquire con i referenti arbitrali delle squadre quali Giorgio Schenone per l’Inter, certamente non pressioni, ma indicazioni che talvolta mi infastidivano, altre volte mi facevano arrabbiare».
Secondo quanto riferito dal quotidiano, durante l’interrogatorio Rocchi è stato chiamato a spiegare anche il significato di alcuni riferimenti presenti nelle intercettazioni, in particolare quando parlava dei “loro” in relazione alle pressioni sulle designazioni per le partite dell’Inter.
UMORI DEI CLUB – «Gli umori, i gradimenti o i mancati gradimenti delle singole squadre».
I pm Ascione e Ielo hanno poi chiesto all’ex designatore perché non avesse denunciato all’AIA e alla FIGC quelle indicazioni ricevute nel corso del suo lavoro. Rocchi ha spiegato di considerarle parte di una dinamica abituale nei rapporti tra dirigenti arbitrali e club.
PRASSI – «Si tratta di una prassi diffusa. Io ritengo peraltro che i dirigenti arbitrali debbano ascoltare le società, per cercare di migliorare il servizio offerto dalla classe arbitrale».
Un passaggio centrale riguarda la primavera 2025, quando nelle conversazioni intercettate si parlava con insistenza dell’Inter e delle partite decisive per la corsa scudetto.
INTER – «Probabilmente perché in quello scorcio di campionato erano le partite più significative per lo scudetto».
Rocchi ha poi aggiunto che il suo obiettivo era individuare il direttore di gara più adatto a gestire partite delicate.
DESIGNAZIONI – «Il mio tentativo di individuare l’arbitro più adatto per evitare polemiche di qualsiasi natura».
Tra gli episodi citati c’è anche Bologna-Inter del 20 aprile 2025. Rocchi ha richiamato alcune conversazioni con Andrea Colombo e Rosario Abisso, rispettivamente arbitro e uomo VAR, per evidenziare l’attenzione posta sulla partita.
COLOMBO – «Fai un’altra bella palestra a Bologna domenica eh..sappi che per noi è uno spartiacque, ma anche per loro».
VAR – «Fai bene da Var che ci servi però!».
ABISSO – «Anche perché la partita che c’è domenica dico… come viene».
ROCCHI – «Appunto, non c’è bisogno di dire niente! Esatto».
Davanti ai magistrati, l’ex designatore ha però negato che quelle interlocuzioni fossero finalizzate a condizionare la scelta dell’arbitro.
SCELTE ARBITRALI – «Se avessi voluto designare Colombo, l’avrei fatto senza consultarmi con nessuno, al contrario le interlocuzioni con i miei collaboratori erano orientate a individuare il miglior arbitro possibile».
Rocchi ha poi commentato anche le parole di Andrea Butti, responsabile dei calendari di Serie A della Lega Calcio ed ex dirigente dell’Inter. L’ex designatore ha ridimensionato il peso di quelle frasi, collegandole al tifo.
BUTTI – «E’ un tifoso e lo tratto come tale anche se ha un ruolo istituzionale».
Il 6 aprile, Butti aveva detto al telefono a Rocchi una frase su Doveri e l’Inter.
DOVERI – «Basta che non mi mandi più Doveri a fare l’Inter, porta una sfiga mondiale, con lui non vinciamo mai un c…».
Quindici giorni dopo, sempre scherzando, Butti era tornato sul tema.
IRONIA – «Sei un killer, no vabbé, ma allora sei veramente uno di loro! La colpa è tua, lo sai eh? Con lui abbiamo un record super negativo».
L’inchiesta prosegue sul fronte delle relazioni tra mondo arbitrale e società, mentre Rocchi continua a sostenere di non aver mai ricevuto richieste dirette sulle designazioni, ma soltanto indicazioni e umori legati al contesto calcistico.







































