DirettaCalcioMercato
·12 Juli 2026
Inghilterra, Tuchel critico: “Sciatti e fortunati”. Bellingham ribatte: “Chi se ne frega, non sa cosa significhi giocare”

In partnership with
Yahoo sportsDirettaCalcioMercato
·12 Juli 2026

L’Inghilterra vola tra le prime quattro del mondo grazie a una doppietta monumentale di Jude Bellingham, che ribalta la Norvegia nell’extratime (2-1) e strappa il pass per la semifinale contro l’Argentina. Nonostante il traguardo storico, il clima nello spogliatoio dei Tre Leoni si fa subito elettrico: le critiche a caldo del CT Tuchel non sono affatto piaciute alla stella del Real Madrid, dando vita a uno “scontro” davanti alle telecamere.
Intervistato dall’emittente britannica ITV subito dopo il fischio finale sul prato di Miami, Thomas Tuchel ha gelato l’entusiasmo generale con un’analisi tattica spietata:
«Non sono soddisfatto della prestazione. Sotto ogni punto di vista. L’impegno c’è, ma ci siamo complicati la vita con il modo in cui abbiamo giocato. Sciatti, non abbastanza veloci, non abbastanza costanti. Oggi siamo stati fortunati».
Il tecnico ha comunque elogiato la mentalità d’acciaio del gruppo (definendola qualcosa che si potrebbe “imbottigliare e vendere”) e lo stesso Bellingham, ammettendo che il classe 2003 gioca a livelli stratosferici «in ogni singola partita».
A bordo campo, a Bellingham viene subito riferito il commento del proprio allenatore. La prima reazione del fuoriclasse non lascia spazio a interprezioni: «Chi se ne frega». Poco dopo, però, intercettato dai microfoni di DAZN all’interno dello stadio, il centrocampista decide di andare dritto al punto, difendendo a spada tratta i compagni di squadra e lanciando una frecciata diretta al proprio CT:
«Tuchel non sa cosa significhi giocare in quelle condizioni contro Erling Haaland, Martin Ødegaard, Antonio Nusa e Alexander Sørloth. Non è una squadra facile da affrontare. Penso che abbiamo cercato di creare un ambiente positivo — dovremmo continuare così in vista delle semifinali. Non potrei elogiare abbastanza i ragazzi. Non si vince ogni partita tirando la palla in giro e facendo 1.000 passaggi. A volte bisogna vincere con i mezzi necessari e stasera l’abbiamo fatto di nuovo».
Incalzato dai giornalisti in sala stampa sulle parole polemiche del suo numero 10, Tuchel ha cercato di disinnescare il caso personale, pur rimanendo fermo sulla sua rigidità analitica: «Nessuno ha messo in discussione l’impegno. Sono impressionato dalla grinta, dallo spirito di squadra e dal modo in cui hanno superato le avversità. Ma sono anche un allenatore di calcio e possiamo giocare meglio. Non è stata una partita di alto livello, ci sono stati troppi capovolgimenti di fronte. Tutto il merito va alla squadra, siamo tra le prime quattro ed è la cosa più importante, ma la mia mente analitica pensa che possiamo e dobbiamo giocare un calcio migliore».
Langsung


Langsung





































