Inter Atalanta, Marotta e Ausilio a confronto con gli arbitri nello spogliatoio: «Si andrà nelle sedi istituzionali» | OneFootball

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·15 Maret 2026

Inter Atalanta, Marotta e Ausilio a confronto con gli arbitri nello spogliatoio: «Si andrà nelle sedi istituzionali»

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Inter Atalanta, Marotta e Ausilio a confronto con gli arbitri nello spogliatoio: «Si andrà nelle sedi istituzionali». Post partita infuocato a San Siro

L’analisi della Gazzetta dello Sport sul post-partita di Inter-Atalanta evidenzia un nervosismo latente in casa nerazzurra, esploso dopo le decisioni arbitrali che hanno segnato il pareggio di San Siro. Il focus della polemica si sposta dai singoli episodi di campo — il contatto Sulemana-Dumfries e l’intervento di Scalvini su Frattesi — a una presunta disparità di trattamento rispetto ai precedenti storici del VAR.

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La ricostruzione della “Rosea” descrive con precisione i momenti concitati successivi al fischio finale:

«Il clima diventa teso negli spogliatoi, dove scendono i dirigenti Marotta e Ausilio. Il presidente chiede e ottiene un garbato confronto con la squadra arbitrale. Da parte dell’Inter, già in occasione del derby, si respira un clima di ostilità che la società attribuisce al caso Bastoni. […] Compaiono anche Andrea De Marco, il coordinatore federale dei rapporti tra arbitri e club, e Andrea Gervasoni, il delegato della commissione Can che ha il compito di giudicare l’arbitraggio. Si parla, ci si scambia impressioni. L’Inter si sente confortata nelle rimostranze, soprattutto sulla vicenda del rigore: la giurisprudenza da Var è piena di episodi molto simili che sono stati giudicati in maniera opposta. Due hanno penalizzato proprio l’Inter: Dumfries-Alex Sandro nell’ottobre 2021 contro la Juventus, Darmian-Magnani nel gennaio ‘24 col Verona. In entrambi i casi è stato assegnato il rigore».

Di fronte a quello che il club percepisce come un torto sistematico, la strategia della comunicazione è stata drastica:

«Dopo una mezzora di colloqui, prima tra società e arbitri e poi tra dirigenti per gestire una strategia comunicativa, l’Inter ordina il silenzio stampa. Meglio evitare di alzare i toni, con il rischio di provocare danni senza ottenere niente di buono. Marotta e Chivu lasciano lo stadio tardi, intorno alle 19, oltre due ore dopo il fischio finale: in quel tempo il presidente, il direttore sportivo Ausilio, il suo vice Baccin, il club manager Ferri e tutto lo staff restano chiusi nello spogliatoio per sbollire la rabbia e per parlare del caso arbitrale. Soltanto un’altra volta l’Inter si era lamentata in questa stagione degli arbitri: a Napoli, per il rigore concesso ingiustamente a Di Lorenzo per il contatto con Mkhitaryan. In quel caso però aveva parlato attraverso Marotta. Stavolta il presidente ha, invece, preferito tacere. Almeno in pubblico. Si è solo fatto sentire già negli spogliatoi e manifesterà la sua posizione anche in settimana nelle sedi istituzionali».

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