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·17 Mei 2026

Iran ai Mondiali, la FIFA rassicura sul nodo visti: da lunedì la nazionale in ritiro

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La FIFA prova a rassicurare l’Iran in vista dei Mondiali 2026, allontanando così sempre più l’ipotesi ripescaggio per l’Italia. Il segretario generale della federazione internazionale, Mattias Grafstrom, ha definito «eccellente» e «costruttivo» l’incontro avuto sabato a Istanbul con il presidente della Federcalcio iraniana, Mehdi Taj, esprimendo fiducia sulla partecipazione della nazionale al torneo che scatterà l’11 giugno negli Stati Uniti, in Canada e in Messico.

Le dichiarazioni, riportate da Reuters, arrivano in un contesto delicato: la presenza dell’Iran alla competizione è finita sotto osservazione dopo le tensioni geopolitiche seguite agli attacchi statunitensi e israeliani contro Teheran dello scorso febbraio, oltre alle difficoltà legate ai visti d’ingresso.


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«Abbiamo avuto un incontro eccellente e costruttivo con la Federcalcio iraniana», ha spiegato Grafstrom durante una visita a Istanbul. «Stiamo lavorando a stretto contatto e non vediamo l’ora di dare loro il benvenuto alla Coppa del Mondo». Il numero due operativo della FIFA non ha però voluto fornire dettagli concreti sulla situazione relativa ai visti dei giocatori iraniani, limitandosi a spiegare che nel confronto con la federazione asiatica sono state affrontate «tutte le questioni rilevanti» e alcuni aspetti operativi.

Il tema dei permessi d’ingresso resta centrale. L’Iran, infatti, dovrebbe disputare tutte le gare del girone negli Stati Uniti — debutto previsto il 15 giugno a Los Angeles contro la Nuova Zelanda, prima delle sfide con Belgio ed Egitto nel gruppo G — ma nelle ultime settimane sono aumentati i dubbi sulla gestione degli ingressi nel Paese. Ulteriori interrogativi sono emersi dopo che Taj non ha potuto partecipare al Congresso FIFA di Vancouver, in Canada, a causa dei suoi presunti legami con i Pasdaran (IRGC), organizzazione classificata come entità terroristica sia da Washington sia da Ottawa.

Lo stesso Taj, sempre secondo Reuters, ha definito «molto positivo» il confronto con la FIFA: «Sono soddisfatto che abbiano ascoltato i dieci punti che avevamo sollevato e che abbiano proposto una soluzione per ciascuno di essi. Spero che la nostra nazionale possa andare ai Mondiali senza problemi e ottenere ottimi risultati». In precedenza, l’Iran aveva anche chiesto di spostare le proprie partite in Messico per evitare criticità logistiche e diplomatiche, ma il presidente FIFA Gianni Infantino avrebbe ribadito l’intenzione di mantenere invariato il calendario e le sedi già assegnate.

Intanto la selezione guidata dal commissario tecnico Amir Ghalenoei si prepara alla partenza. La nazionale iraniana lascerà Teheran lunedì mattina per un ritiro ad Antalya, in Turchia, tappa già utilizzata a marzo per alcune amichevoli. Il ct ha convocato una lista allargata di 30 giocatori, che sarà poi ridotta a 26 prima dell’inizio del torneo. Tra i nomi più attesi figurano il portiere del Tractor SC, Alireza Beiranvand, e l’attaccante dell’Olympiacos ed ex Inter Mehdi Taremi.

«Scegliere 30 giocatori per questo ritiro pre-Mondiale è stata la decisione tecnica più difficile della mia carriera», ha spiegato Ghalenoei, sottolineando di aver effettuato le convocazioni esclusivamente sulla base di criteri tecnici. Durante il soggiorno in Turchia, l’Iran punta a disputare due amichevoli — al momento è confermata solo quella del 29 maggio contro il Gambia — e soprattutto a completare le pratiche per i visti necessari all’ingresso negli Stati Uniti, passaggio decisivo per scongiurare qualsiasi rischio di complicazioni alla vigilia del Mondiale.

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