Calcionews24
·2 April 2026
Italia, anche Guardiola e Mourinho tra le ipotesi per il post Gattuso? Sono soltanto 2 i precedenti di ct stranieri sulla panchina azzurra!

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L’Italia ha quasi sempre scelto di affidare la Nazionale a commissari tecnici italiani, e anche il nuovo casting apertosi dopo il fallimento verso il Mondiale 2026 sembra andare in quella direzione. Dopo il ko ai rigori contro la Bosnia, Gennaro Gattuso è dato in uscita dalla panchina azzurra. Nel frattempo, Gabriele Gravina ha già formalizzato le dimissioni da presidente della FIGC, aprendo ufficialmente una nuova fase per il calcio italiano, e come lui, anche Gianluigi Buffon si è dimesso da capo delegazione della Nazionale.. Tra i nomi più accostati alla successione di Gattuso restano soprattutto Antonio Conte e Massimiliano Allegri, con Roberto Mancini e Maurizio Sarri più sullo sfondo. In queste ore sono circolate anche suggestioni estere come José Mourinho e Pep Guardiola, ma al momento restano ipotesi molto lontane dalla concretezza.
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La risposta è sì, ma si tratta di casi rarissimi nella storia azzurra. L’elenco ufficiale della FIGC sui commissari tecnici della Nazionale maschile conferma infatti due precedenti riconducibili a guide non italiane. Il più “famoso” è quello di Helenio Herrera, argentino, che affiancò Ferruccio Valcareggi tra il 1° novembre 1966 e il 27 giugno 1967. Il secondo risale addirittura agli albori del calcio italiano e riguarda William Garbutt, tecnico inglese, inserito nella guida della Nazionale nel 1914. Sono dunque episodi isolati, che confermano quanto la panchina azzurra sia storicamente rimasta legata a profili italiani.
Il punto, oggi, non riguarda soltanto chi sarà il prossimo ct, ma anche quale direzione prenderà la FIGC dopo il passo indietro di Gravina. La scelta del nuovo commissario tecnico dipenderà infatti anche dai futuri equilibri federali e dalla linea che verrà tracciata dal prossimo presidente. In questo quadro, l’idea di un allenatore straniero continua a sembrare più una suggestione mediatica che una vera strada operativa. La storia dell’Italia, del resto, dice chiaramente questo: gli esperimenti esteri ci sono stati, ma sono stati pochissimi e sempre eccezionali.









































