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·29 Juli 2026

Italia, Mancini: “Errore tre anni fa con Gravina. Torno per riscattarmi. Ai giovani va data fiducia”

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Un ritorno inatteso che riapre una pagina fondamentale della storia recente della Nazionale. Nel giorno della sua presentazione ufficiale come nuovo Commissario Tecnico dell’Italia, Roberto Mancini si è presentato davanti ai giornalisti senza filtri, affrontando subito il nodo legato al suo addio di tre anni prima e spiegando le motivazioni emotive e professionali che lo hanno spinto ad accettare nuovamente l’incarico.

Il chiarimento con la FIGC e il ruolo di Malagò

Cosa ha detto Roberto Mancini su Gabriele Gravina e sul suo addio di tre anni fa?

Il nuovo CT azzurro ha voluto fare immediata chiarezza sulle incomprensioni del passato con il Presidente della FIGC, ammettendo i difetti di comunicazione che portarono alla rottura: “Volevo evitarvi un po’ di fatica. Riguardo a quanto successo tre anni fa credo che ci sia stata mancanza di comunicazione tra me e il presidente Gravina, sono dispiaciuto perché parlandone a quattro occhi si poteva risolvere.


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Come ha vissuto Mancini il ritorno sulla panchina della Nazionale e chi ha favorito il suo rientro?

Il tecnico ha paragonato il suo legame con l’Italia a una grande storia d’amore, ringraziando la governance dello sport italiano per la nuova opportunità: lo sono innamorato della maglia della nazionale, è come quando perdi la donna della tua vita perché hai commesso un errore. Mi dispiace per questo, ma la sorte grazie al presidente Malagò mi permette di riscattarmi e non vedo l’ora di farlo”.

La ripartenza azzurra e la reazione dei tifosi

Da dove riparte l’Italia di Roberto Mancini e quale accoglienza si aspetta dai tifosi?

Il Commissario Tecnico spiega quali saranno i punti fermi del nuovo percorso, conscio della necessità di riconquistare l’affetto della piazza: Da dove riparte questa nazionale? Cosa si aspetta a livello di accoglienza? “Dovremo cercare di ripartire da quanto fatto negli anni scorsi. lo sono l’allenatore della nazionale e quindi ci sta anche avere il tifo contro, spero che la squadra possa giocare così bene da ricevere il perdono per quanto è successo tre anni fa”.

L’asse con Ranieri e la verità sui rapporti con Gravina

Quali sono le parole di Mancini su Claudio Ranieri e sui chiarimenti avvenuti con Gravina?

Il CT si concede una battuta sul compagno di avventura e si assume l’intera responsabilità per le incomprensioni sorte tre anni prima con la governance federale: leri il presidente Malagò ha parlato di destino, un anno fa Ranieri ha declinato l’invito di Gravina e ora è al tuo fianco. Ti senti di dire qualcosa per Gravina? “Ringrazio Claudio per aver declinato l’anno scorso (ride, ndr). Con Gravina ho avuto l’opportunità di parlare e chiarire, la responsabilità è totalmente mia. Se ci fossimo parlati in quel momento non sarebbe accaduto nulla”.

Il chiarimento federale e il clima attorno alla squadra

Cosa ha detto Roberto Mancini sul rapporto con Gravina e sul ruolo di Ranieri?

Il CT fa una battuta sulla presenza di Claudio Ranieri e riconosce la sua responsabilità nelle incomprensioni del passato:leri il presidente Malagò ha parlato di destino, un anno fa Ranieri ha declinato l’invito di Gravina e ora è al tuo fianco. Ti senti di dire qualcosa per Gravina? “Ringrazio Claudio per aver declinato l’anno scorso (ride, ndr). Con Gravina ho avuto l’opportunità di parlare e chiarire, la responsabilità è totalmente mia. Se ci fossimo parlati in quel momento non sarebbe accaduto nulla”.

La gestione della pressione e la ricetta per i giovani

Come giudica Roberto Mancini il momento della Nazionale e qual è l’esempio di Zaniolo?

L’allenatore azzurro analizza l’aumento della pressione attorno alla squadra e ribadisce la sua filosofia nell’impiego e nella valorizzazione delle nuove leve: Rispetto alla prima volta c’è un clima molto più polemico. Il gap che c’era con le altre nazionali si è accentuato? “Il clima era più rilassato, ma quando sei ct della nazionale c’è sempre pressione. Penso che ci siano bravi giocatori giovani in Italia, bisogna solo dargli fiducia e farli giocare. In tre mesi un giovane può cambiare totalmente, se ricordate Zaniolo quando venne da noi non aveva mai giocato neanche in Serie B. Al primo raduno era in difficoltà, tre mesi dopo era un altro giocatore”.

Prospettive, durata del contratto e obiettivi di vittoria

Roberto Mancini si è impegnato per un progetto a lungo termine oltre i 4 anni di contratto?

Il Commissario Tecnico ha risposto direttamente alle domande sulle sue prospettive in azzurro, fissando l’asticella sui grandi traguardi internazionali: Si è impegnato per un progetto a lungo termine che possa andare anche oltre i 4 anni di contratto? “lo quando sono arrivato sono stato cinque anni, che sono tanti. Questo è il mio ruolo preferito, io spero di poter vincere uno o anche due trofei importanti e spero di poter restare anche dopo”.

La linea tattica unica per le Selezioni Giovanili

Tutte le nazionali azzurre giocheranno nella stessa maniera?

Il responsabile dell’area tecnica analizza il rapporto tra la flessibilità nell’interpretazione dei moduli e l’importanza di dare un’identità comune all’attività giovanile: Tutte le nazionali giocheranno nella stessa maniera? “Contano gli uomini perché bisogna adattarsi ai giocatori a disposizione, non puoi adottare un sistema di gioco che non rientra nelle caratteristiche dei calciatori. Credo che l’Under 21, Under 20, Under 19 e Under 18 debbano avere lo stesso sistema di gioco”.

L’eredità dei senatori e la crescita dei nuovi leader

Mancano colonne d’esperienza su cui appoggiarsi come avvenuto in passato con i senatori azzurri?

Viene affrontato il tema del ricambio generazionale, prendendo a modello l’evoluzione di grandi interpreti del passato per dare valore ai giovani di oggi: Ha parlato di giovani che possono crescere, pensa che in questo momento ci sono meno colonne d’esperienza su cui appoggiarsi? “Si, sicuramente Bonucci e Chiellini sono stati molto importanti. È pur vero che Jorginho e Verratti non avevano mai giocato insieme perché ritenuti troppo piccoli. Credo che siano giocatori bravi, giovani e tecnici, poi troveremo anche i Chiellini e Bonucci che potranno essere chiocce per i giovani”.

Le ambizioni internazionali: dall’Europeo al Mondiale

L’Italia di Roberto Mancini può sognare di vincere il Mondiale?

Il CT azzurro ripercorre il cammino del passato e traccia la strada per i prossimi traguardi della Nazionale: Con la squadra del passato ha detto che si poteva vincere il Mondiale. Sono passati un po’ di anni, questa è una squadra che può ancora farle sognare di vincere il Mondiale? “Quando siamo partiti ricordo il 90/95% dei giornalisti riteneva la nostra squadra la settima o ottava d’Europa. Non abbiamo mai perso in quattro anni e purtroppo la Spagna ci ha appena tolto il record. lo credo che l’Italia se arriva al Mondiale, anche se non da favorita, diventa pericolosa e una delle candidate. Cercheremo di costruire una squadra il prima possibile, l’obiettivo è qualificarci all’Europeo e poi penseremo al Mondiale”.

Il serbatoio del campionato e gli italiani all’estero

Qual è la situazione attuale sulla presenza di italiani in Serie A e come favorire la crescita dei giovani?

Mancini fa il punto sull’impiego dei calciatori selezionabili e sull’importanza delle esperienze internazionali per la crescita dei ragazzi: Parlava della situazione del 2018, dal punto di vista tecnico oggi quale pensa sia la situazione degli stranieri e della quantità di italiani che giocano in Serie A? “La percentuale mi sembra più o meno la stessa di 4-5 anni fa. È logico che la speranza è che giochino più italiani, magari nelle giovanili possiamo pensare di far giocare i giovani con i ragazzi più grandi. Se poi gli italiani vanno all’estero per noi è importante”.

La filosofia di gioco e l’esame Nations League

L’Italia ripartirà dal modulo del 2023? Quali spunti offre il calcio internazionale e quali sono le priorità in Nations League?

Il CT azzurro conferma l’impostazione offensiva come marchio di fabbrica e analizza il livello di difficoltà delle prime sfide ufficiali: Ripartirà da dove ha lasciato tatticamente nel 2023? Pensa che il Mondiale possa dare degli spunti? Vedere le altre partite e certe squadre ti dà sempre spunti tattici. Vedremo con i ragazzi da dove ripartiremo, sicuramente la base sarà quella perché così avremo uno spirito offensivo. Essere sempre propositivi e cercare di vincere tutte le partite è la cosa più importante. Affrontare l’Italia non è mai semplice”. Il suo ritorno coincide con una Nations League impegnativa. Quali saranno le priorità di queste partite? “I gironi di Nations League sono tutti formati da grandi nazionali, saranno partite importanti e valuteremo subito la nostra forza e dove dovremo migliorarci”.

La mappa dell’attacco azzurro: i gol e i giovani talenti

Qual è la situazione del reparto d’attacco dell’Italia e come valuta i giovani come Kean e Pio Esposito?

Il selezionatore fa il punto sui centravanti a disposizione, rinnovando la stima per le nuove opzioni offensive chiamate a raccogliere l’eredità dei bomber del passato: Torniamo al tema dei centravanti. Ti senti coperto oggi da questo punto di vista? “Spero che i nuovi ragazzi facciano gli stessi gol che ha fatto Immobile in Serie A. Pio Esposito e Kean sono più giovani, Kean l’ho fatto esordire io e lo conosco molto bene. Non penso che siamo messi così male in attacco”

Il bilancio del primo ciclo: trionfi, record ed episodi

Come traccia Roberto Mancini il bilancio dei suoi precedenti cinque anni alla guida della Nazionale?

Il CT azzurro ricorda lo storico successo europeo, la striscia di imbattibilità e la sottile linea tra grandi trionfi e cocenti delusioni sportive: Come traccia il bilancio dei suoi precedenti cinque anni in azzurro? “Dipende come si guarda, noi abbiamo vinto un Europeo che ci mancava da quasi 60 anni ed è stato un momento meraviglioso, per quattro anni non abbiamo mai perso e questo è straordinario. Siamo stati sfortunati in due episodi e bastava un rigore tra Basilea e Roma, ma il calcio è questo e può portare a grandi delusioni. Le cose possono anche ripetersi”.

Le richieste al sistema e la crescita dei talenti

Cosa chiede Roberto Mancini al movimento calcistico italiano per il nuovo corso?

La ricetta per ritrovare subito la vittoria passa attraverso la fiducia e lo spazio da concedere ai giovani talenti nostrani nei club: Cosa chiede al mondo del calcio e al sistema in questo momento e come pensa di essere accolto? “Il nostro obiettivo è far ripartire subito la nazionale e vincere, perché nel mondo del calcio è questo che conta. lo spero solo che possano giocare più italiani possibili così da migliorare e renderli grandi giocatori, perché le qualità le hanno”.

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