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·30 Maret 2026
Juventus Women, Raquel Sampaio (agente Ana Capeta): «È nata per fare gol, accetterebbe la sfida della 10. Sul riscatto…» – ESCLUSIVA

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Ana Capeta era quello di cui la Juventus Women aveva disperatamente bisogno: gol e fame, in quest’ordine. La 28enne portoghese è arrivata in prestito con diritto di riscatto dallo Sporting sul gong del mercato invernale per intuizione di Stefano Braghin. Il suo impatto, nonostante il momento di difficoltà della squadra, è stato a dir poco straordinario. Ne abbiamo parlato con Raquel Sampaio, sua agente e fondatrice di Teammate Football.
Ana si è trasferita alla Juventus nell’ultimo giorno della sessione di mercato di gennaio. L’accordo è stato davvero chiuso all’ultimo secondo? «Non letteralmente all’ultimo secondo, ma ci siamo andati molto vicini, avevamo solo due minuti di margine. Abbiamo iniziato le negoziazioni alle 17:00 dell’ultimo giorno disponibile, tutti i documenti dovevano essere presentati entro le 20:00 (ora italiana) e siamo riusciti a finalizzare il tutto alle 19:58. È stato come segnare un gol nei minuti di recupero. Un momento di forte pressione, il che ha reso la chiusura ancora più soddisfacente».
In Portogallo si è parlato di alcuni problemi “ambientali” durante le sue ultime settimane allo Sporting. Ha percepito una mancanza di fiducia da parte del club? «Non parlerei di mancanza di fiducia. Ana ha semplicemente ricevuto un’offerta migliore, sia dal punto di vista sportivo che economico, e l’ha accettata. Attualmente ha accesso a condizioni di lavoro e strumenti superiori per sviluppare il suo gioco, e i risultati sono sotto gli occhi di tutti – la Juventus ha segnato 8 gol da quando è arrivata e lei ha contribuito a 7 di questi».
A livello personale, questo trasferimento rappresenta una sorta di riscatto per lei? «Ana è in ottima forma e gioca per uno dei migliori club al mondo. È un passo molto positivo nella sua carriera e lo sta sfruttando al massimo. È felice, sta bene ed è molto motivata. Si tratta di una nuova sfida, sta trovando più minutaggio in campo e sta già producendo risultati. Naturalmente, questo aumenta la fiducia di qualsiasi giocatrice».
L’impatto della ragazza è stato istantaneo e micidiale a livello di numeri: un gol dopo appena 6 minuti al debutto, in Champions. 5 G/A nelle sue prime 5 presenze e infine la doppietta di ieri«Non ho mai dubitato di Ana, ma ho capito che le cose sarebbero andate bene nel momento in cui ha segnato dopo soli sei minuti all’esordio in Champions League. È una giocatrice molto determinata, arrivata con un grande desiderio di contribuire alla squadra, e lo ha dimostrato subito. Per un’attaccante, i minuti giocati, i gol e gli assist sono fondamentali per la fiducia. Acquisendo questa sicurezza fin dall’inizio, è naturale che il contributo continui a crescere. Lo stile di gioco della Juventus si adatta perfettamente alle sue caratteristiche, un fattore determinante nella scelta di trasferirsi a Torino. Non ha bisogno di molto spazio per finalizzare, le basta avere il pallone tra i piedi. È una finalizzatrice nata».

Esultanza gol Ana Capeta
Di recente ha anche realizzato una doppietta con la Nazionale portoghese… Sembra in uno stato di grazia. Si tratta di un momento magico o ritieni che possa assestarsi su questi numeri?«I numeri dimostrano che non è una fase passeggera. La scorsa stagione ha totalizzato 16 gol e 8 assist tra club e Nazionale. In Champions League ha dimostrato di non temere le grandi avversarie, segnando anche contro il Real Madrid. Queste statistiche riflettono la sua mentalità. È una giocatrice che si mette in discussione ogni stagione. Si pone obiettivi personali molto chiari, un aspetto cruciale per un attaccante, e ha una reale fame di gol».
Al di là delle statistiche, cosa dice Ana delle sue prime settimane alla Juventus? Si sente a suo agio all’interno del gruppo?«L’adattamento a Torino è stato molto positivo. Sta imparando gradualmente la lingua e le somiglianze tra portoghese e italiano agevolano il processo. Anche Tatiana Pinto l’ha aiutata molto in questa fase, facilitando l’integrazione nella squadra e nella cultura del Paese. Avere vicino una persona di fiducia in un periodo di cambiamento è sempre utile. Inoltre, è estremamente motivata a giocare in un grande club con condizioni eccellenti per crescere sia come giocatrice che a livello umano. Questa serenità si riflette sul campo e viene percepita anche dai tifosi».
Siamo rimasti colpiti dalla sua determinazione e dalla sua “fame” in campo, qualità che sembravano mancare alla Juventus. Segnare è un’ossessione per lei?«Questa fame ha sempre caratterizzato la sua carriera. È una giocatrice molto intensa, vuole competere su ogni pallone, ama segnare e sentirsi utile alla squadra. Dà sempre un contributo extra, una delle qualità che la distingue. Finora in carriera ha segnato 149 gol in 290 partite, cifre che parlano da sole».

Raquel Sampaio, agente di Ana Capeta
Alcuni tifosi della Juventus suggeriscono già che dovrebbe indossare la storica maglia numero 10… È un’ipotesi che accoglierebbe con favore in futuro?«Credo sarebbe un grande onore per lei. Nel corso della sua carriera ha alternato il numero 7 e il numero 10. Considerando il peso storico di quella maglia alla Juventus, sono certo che accetterebbe la sfida con il senso di responsabilità che il club merita».
C’è qualcosa di Ana che i tifosi della Juventus non sanno ancora ma che dovrebbero sapere? «Un dettaglio che probabilmente i tifosi ignorano è che Ana non ama particolarmente volare in aereo. Considerando la sua professione non è il tratto più agevole, ma affronta la situazione come tutto il resto nella sua carriera: con un sorriso, un po’ di ironia e un forte senso di professionalità».
Sappiamo che la Juventus ha un’opzione di riscatto dallo Sporting al termine del prestito: restare a Torino è il suo obiettivo principale? È fiduciosa che ciò accada? «Sì, credo che accadrà. Sta dando segnali molto positivi, ha fiducia e i tifosi apprezzano chiaramente vederla giocare e credono in lei. Sarebbe una situazione vantaggiosa per tutti. Ad Ana piace il progetto, le piace la squadra e sente di evolvere e contribuire. Quando ci si sente utili, necessari e valorizzati nel proprio lavoro quotidiano, è naturale voler mantenere questo legame».
Si ringraziano per la disponibilità Raquel Sampaio e Ana Prates di Teammate Football Management









































