Kayode si racconta: “Non mi pento di aver lasciato la Juve. A Firenze stavo da Dio. Sulla Premier…” | OneFootball

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·7 Mei 2026

Kayode si racconta: “Non mi pento di aver lasciato la Juve. A Firenze stavo da Dio. Sulla Premier…”

Gambar artikel:Kayode si racconta: “Non mi pento di aver lasciato la Juve. A Firenze stavo da Dio. Sulla Premier…”

Michael Kayode ha rilasciato una lunga intervista a ChiamarsiBomber: ecco le sue dichiarazioni.

Kayode ha ripercorso tutte le tappe della sua breve carriera nell’intervista rilasciata ai microfoni di ChiamarsiBomber. Di seguito le sue dichiarazioni.


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Le parole di Kayode

La Premier è un campionato straordinario, molto competitivo ed equilibrato. Per un giovane è un contesto ideale per crescere e migliorarsi giorno dopo giorno. All’inizio non è stato semplice. All’inizio giocavo poco e subentravo dalla panchina, poi un infortunio al ginocchio mi ha fermato per circa un mese. Una volta rientrato ad aprile, però, ho trovato continuità e sono arrivato a partire titolare nelle ultime partite. L’esordio contro il Tottenham, con Son da marcare, è stato qualcosa di incredibile. Mi sono ambientato subito grazie a compagni e società”.

Ha poi parlato dei suoi primi passi alla Juventus:

“Ho trascorso sette anni bellissimi in bianconero, un’esperienza che mi ha formato molto. A 14 anni sono andato in prestito al Gozzano e poi la Juve ha deciso di non puntare più su di me. A mio avviso avrei potuto restare, ma evidentemente non ero nelle loro idee. Fa parte del calcio”.

Ha anche aggiunto: “Se rimpiango questa scelta? Assolutamente no. Col senno di poi è stata una svolta positiva: quella scelta mi ha dato motivazioni fortissime. Nel gruppo Juve eravamo in tanti, ma pochissimi sono arrivati tra i professionisti. Al Gozzano, invece, ho avuto subito spazio tra i grandi e lì sono cresciuto davvero”.

Ha poi sottolineato quanto per lui sia stata importante l’avventura a Firenze:

“È stata fondamentale. A Firenze sono stato da Dio. Aquilani è un allenatore preparato e molto umano, mi ha fatto crescere tanto. Con lui ho vinto anche Coppa Italia e Supercoppa Primavera. L’esordio in Serie A con Italiano? E’ arrivato in modo inaspettato: prima dell’esordio avevo fatto diverse panchine e poi mi ha lanciato titolare contro il Genoa. Italiano è un tecnico molto esigente, ti tiene sempre concentrato e non ti permette cali. Gli devo molto, soprattutto per la mentalità che mi ha trasmesso”.

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