Calcionews24
·20 April 2026
Kombouarè scocca una frecciata al nostro calcio: «Ci sono più italiani al Paris FC che alla Juventus e al Milan, ecco perché non andranno ai Mondiali!»

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·20 April 2026

Antoine Kombouaré, esperto allenatore del Paris FC, ha deciso di scuotere pesantemente l’ambiente calcistico del nostro Paese con dichiarazioni al vetriolo. Al termine della vittoriosa sfida di campionato disputata contro il Metz, l’allenatore transalpino ha voluto porre l’accento sulla folta colonia azzurra presente nella sua rosa, avendo schierato contemporaneamente dal primo minuto i neoacquisti Ciro Immobile, Diego Coppola e Lucas Koleosho. Una scelta di formazione che si è rapidamente trasformata in un feroce atto d’accusa contro i vertici della Serie A, colpevoli di marginalizzare costantemente i talenti locali.
La titolarità di un simile blocco tricolore in terra di Francia ha offerto al mister l’occasione ideale per analizzare il momento drammatico vissuto dalla nostra Nazionale italiana. La clamorosa esclusione dalla massima rassegna iridata per la terza edizione consecutiva è un trauma profondo, e le cause, secondo il tecnico, sono da ricercare unicamente nelle miopi politiche societarie interne.
Senza alcun timore reverenziale, l’allenatore ha sganciato una vera e propria bomba mediatica in conferenza stampa, pronunciando parole destinate a far discutere a lungo gli addetti ai lavori: “Ci sono più italiani che giocano al Paris FC che in squadre come la Juventus, il Milan e le altre: ecco perché non andranno ai Mondiali“.
L’intervento a gamba tesa del manager del club parigino, pur avendo suscitato qualche risata iniziale tra i reporter presenti in sala stampa, porta alla luce una verità profondamente amara per tutto il nostro movimento sportivo. La sistematica e cronica scarsa valorizzazione dei giocatori italiani all’interno dei confini nazionali è ormai diventata un’emergenza innegabile.
Questa mirata provocazione internazionale arriva con un tempismo a dir poco perfetto, cadendo esattamente a un solo mese di distanza dalle imminenti e decisive elezioni per il rinnovo della presidenza della FIGC. Un monito severo e tagliente che obbligherà i futuri vertici federali a inserire il rilancio dei vivai e la tutela del patrimonio calcistico tricolore in cima alla lista delle priorità istituzionali.


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