Calcionews24
·7 Mei 2026
Kone: «Fuori dall’Italia dici Sassuolo e pensi a Berardi. Il futuro? Non so dove giocherò»

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Ismail Koné è una delle grandi rivelazioni della stagione del Sassuolo. Il centrocampista canadese, seguito da diversi club e forte di una clausola da 35 milioni, ha parlato a La Gazzetta dello Sport ripercorrendo la sua carriera, dall’infanzia tra Costa d’Avorio e Canada fino all’esplosione in Serie A.
IL DEBUTTO CON ESPULSIONE «Giocavamo contro il Napoli, stavamo perdendo e non sono riuscito a controllarmi. In quel momento ero molto triste, volevo che la squadra capisse di potersi fidare di me. Poi le cose sono migliorate».
DALLA COSTA D’AVORIO AL CANADA «A sette anni. In Africa vivevo con mia madre e gli zii. Giocavo sempre a calcio. Poi mamma decise di andare in Canada per cercare una nuova possibilità di vita. È stato molto difficile lasciare parenti e amici. L’inizio in Canada fu difficile anche per il freddo, ma da quando mi sono adattato al clima e ho conosciuto un po’ di ragazzi mi sono trovato bene».
LA SCELTA DELLA NAZIONALE CANADESE «È stata una decisione facile, mi hanno convocato dopo poche partite tra i professionisti. Sentivo grande fiducia e conoscevo altri ragazzi nel gruppo, quindi l’inserimento fu facile. E poi sono grato al Canada e mi è sembrato un buon modo per restituire qualcosa alla nazione che mi aveva accolto».
COSA CONOSCEVA DEL SASSUOLO «Conoscevo Mimmo Berardi. All’Europeo 2021 lui era on fire: cercando la sua squadra, scoprii l’esistenza del Sassuolo. Da lì ho sempre seguito i risultati, anche se ignoravo in quale zona fosse. Comunque fidatevi: se fuori dall’Italia dici Sassuolo, dici Berardi. Qui ho trovato un club che mi ha aiutato in tutto: io ho potuto pensare solo a divertirmi e a giocare bene. E la stagione è stata pure migliore di come l’avessi immaginata».
IL RAPPORTO CON GROSSO «Molto buono: è un rapporto umano, non solo tecnico. È facile per me comunicare con lui. Grosso capisce dove voglio arrivare, dove devo crescere. Oltre che un bravissimo allenatore è un’ottima persona: quando lavori con uomini così è tutto più facile».
NON AVEVA MAI FATTO 6 GOL IN CAMPIONATO «Vero. Al Sassuolo ho capito che dovevo modificare il mio approccio al gioco, anche fuori dal campo. Poco fa mi sono allenato con la squadra, adesso faccio l’intervista con lei e poi vado a casa dove mi aspetta un preparatore atletico personale con cui lavoro ogni giorno in una camera della casa adibita a palestra. Queste cose fanno la differenza. Rispetto al passato sto attento a cosa mangio, a come dormo: faccio di tutto per essere un giocatore migliore. I gol sono una delle conseguenze».
DOVE GIOCHERA’ IL PROSSIMO ANNO «Sono sincero: non lo so. Vedremo cosa succederà, ma sono concentrato su ciò che devo fare. Sono felice di stare al Sassuolo e della fiducia del club. Poi ci sarà il Mondiale».
DE ZERBI «Siamo due persone che amano il calcio, ma con due visioni diverse. Lui ha davvero una passione incredibile. In quel periodo io avevo qualche difficoltà e probabilmente non riuscivo a dargli subito ciò che voleva. A Marsiglia sono stato bene, è stata una bella esperienza, ricordo la bravura dei compagni e il calore dei tifosi. Non sarò mai abbastanza grato per ciò che ho vissuto lì anche se non è andata come avrei voluto. Non dirò mai nulla di male su Roberto: magari poteva avere più pazienza con me e io potevo evitare di rispondergli. Cose che succedono. Fu una discussione come tante: lui vuole che in mezzo al campo si facciano uno o due tocchi, ma io ho bisogno di un po’ di libertà. Voglio cercare la giocata. Lui lo sapeva, ma quel giorno si arrabbiò».
IL VIDEO DI QUELLA DISCUSSIONE FU PUBBLICO «Decisione del Marsiglia. Io non sapevo che l’avrebbero inserita nel documentario che celebrava quella stagione speciale con il ritorno in Champions. Quest’episodio non mi ha cambiato, so da dove vengo, mi è spiaciuto che magari potesse avere effetto sulle persone intorno. E c’è una cosa che nessuno sa. Un paio di settimane fa sono andato a Londra con due compagni, ho incontrato Roberto e mi ha abbracciato forte. Abbiamo parlato di tante cose, come se nulla fosse. A volte i social e i media rendono tutto troppo grande».
IL MONDIALE «Sono molto sorpreso dell’assenza dell’Italia perché la vostra nazionale è molto talentuosa. Io sono felice: in Qatar giocai il Mondiale con una ventina di partite da professionista alle spalle. Adesso ho più consapevolezza. Tre mesi fa non realizzavo quanto grande fosse l’evento che vivremo e ospiteremo. L’ultima volta che sono stato in Canada ho respirato l’eccitazione generale. Non vedo l’ora che inizi perché la squadra è cresciuta e io pure: so quanto sono migliorato in questi quattro anni e ringrazio Dio per avermi dato di nuovo questa possibilità».
JONATHAN DAVID «Non ha vissuto la stagione che desiderava, ma ha fatto anche cose buone. Abbiamo bisogno dei suoi gol, ma sono tranquillo perché Jonathan non perde il focus, non si butta giù e con questa mentalità i risultati arrivano. La Juve deve avere pazienza, l’anno prossimo David farà benissimo».







































