Juventusnews24
·12 Mei 2026
Kulusevski non convocato dalla Svezia per i Mondiali: perché l’ex Juve non è stato chiamato da Potter

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Il calcio moderno è sempre più governato dai dati e dalla precisione chirurgica delle statistiche avanzate. Nel panorama internazionale, ha fatto molto discutere la decisione del Commissario Tecnico della Svezia Potter di rinunciare a uno dei talenti più cristallini del calcio europeo. Al centro del dibattito c’è Kulusevski, il cui rendimento stagionale è stato setacciato dallo staff tecnico prima di arrivare a una conclusione che ha sorpreso tifosi e addetti ai lavori.
Analizzando nel dettaglio le prestazioni fornite, emerge un quadro complesso. Sebbene il talento non sia mai stato messo in discussione, sono i numeri grezzi a delineare un profilo meno incisivo di quanto ci si aspettasse. Kulusevski ha messo a segno 7 gol, un bottino che, pur non essendo trascurabile, nasconde delle ombre se rapportato al volume di gioco prodotto. Infatti, il dato sui Goal attesi (xG) pari a 4.23 indica che il giocatore ha finalizzato più di quanto creato, suggerendo una certa dose di cinismo ma anche una scarsa partecipazione alla creazione di occasioni da rete nitide per sé stesso.
Il vero nodo della questione risiede però nella continuità sotto porta. La frequenza gol attestata a un centro ogni 342 minuti riflette una difficoltà nel timbrare il cartellino con regolarità, rendendo l’attaccante un elemento intermittente all’interno del sistema offensivo. Questo dato è supportato dal valore dei goal a partita fermo a 0.2, una media considerata troppo bassa per un titolare inamovibile in una competizione breve e intensa come un Mondiale, dove la forma fisica e realizzativa del momento è tutto.
Anche dal punto di vista balistico, la percentuale realizzativa del 15% evidenzia come Kulusevski abbia avuto bisogno di numerosi tentativi prima di riuscire a gonfiare la rete, un lusso che una nazionale compatta come quella svedese spesso non può permettersi. A peggiorare il bilancio complessivo è l’efficacia nell’uno contro uno: i dribbling riusciti sono solo 1.2 a partita (35%), un valore che indica una difficoltà nel saltare l’uomo e creare superiorità numerica, caratteristica che dovrebbe essere il marchio di fabbrica del giocatore.







































