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·10 April 2026

L’AVVERSARIO – Il Pisa di Oscar Hiljemark

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Il Pisa di Oscar Hiljemark sa essere più pericoloso di quello che i suoi risultati suggerirebbero. L’ultima prova col Torino è stata incoraggiante.

A guardare i numeri, la sfida che attende la Roma all’Olimpico questa sera è tutt’altro che proibitivo. Il Pisa, neopromosso e salvo miracoli destinato all’immediata retrocessione, è all’ultimo posto in classifica con 18 punti e 55 gol subiti, il dato peggiore dell’intera Serie A (Torino e Verona sono a 53). In più, ha vinto soltanto una partita nelle ultime 10, a metà marzo per 3-1 contro un Cagliari in crisi. Eppure, anche nelle sfide con avversari proibitivi e passivi pesanti, però, i toscani sono stati in grado di rendere le cose complicate almeno a tratti, e sono spesso stati frenati dalla propria difficoltà nel capitalizzare i momenti di maggiore pressione e produttività.


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Come gioca il Pisa

A inizio febbraio la società, visti i risultati, ha scelto di sostituire Alberto Gilardino con Oscar Hiljemark, una vecchia conoscenza del nostro campionato e pure un po’ una bestia nera per la Roma. Il giovane tecnico svedese – non proprio un goleador nella sua carriera da centrocampista – ha infatti segnato ai giallorossi con la maglia del Genoa, e soprattutto ha rifilato una cocente sconfitta alla compagine di Juric nella scorsa Europa League, quando sedeva sulla panchina dell’Elfsborg.

Rispetto al sistema di Gilardino, i principi di gioco sono abbastanza simili. Il Pisa non è una squadra che tiene molto il pallone, per scelta e anche per caratteristiche intrinseche alla rosa. Ci sono pochi uomini di qualità pura, mentre abbonda la fisicità in tutte le zone del campo. Con il 39, 87%, i nerazzurri hanno il possesso palla medio minore della Serie A. Sono la compagine che ha effettuato meno passaggi, ma sono nella top 10 per recuperi difensivi e per falli commessi, segno di una buona aggressività. Inoltre, si trovano al terzo posto per passaggi lunghi riusciti, 790, e al primo per duelli aerei a partita, 19.7. Altri dati che identificano il calcio espresso dai toscani, spesso votati a lanciare in avanti e attaccare le seconde palle.

Del resto, lo ha detto Hiljemark di sé stesso: «Mi piace che le mie squadre esprimano grande verticalità e attenzione alla fase difensiva». Nella partita d’andata due duelli, quello tra Meister e Mancini (almeno nel primo tempo, poi il romanista ha preso le misure) e quello tra Touré e Angeliño hanno messo in costante difficoltà la Roma, costretta ad arrangiarsi nel gioco aereo. Curiosamente, però, la straripante forza fisica del tedesco non è un’arma per Hiljemark, che ultimamente gli preferisce quasi sempre un calciatore più qualitativo, per quanto generoso, come Leris.

Gli uomini da tenere d’occhio

Nonostante l’alternanza quasi disperata nel ruolo di centravanti — si sono visti Meister, Durosinmi, Stojlkovic e Nzola, andato via a gennaio — il miglior marcatore del Pisa è Stefano Moreo con 6 reti, le stesse di Soulé. Un 32enne mestierante arrivato tardi alla Serie A, ma con qualità interessanti per una squadra da zona salvezza. L’attaccante milanese è votato al sacrificio, lega il gioco e sa essere opportunista il giusto. Non è eccelso tecnicamente, ma ha buone letture e ottime capacità nel gioco aereo. Può essere, insomma, un cliente fastidioso.

In questa stagione abbiamo già imparato a conoscere Rafiu Durosinmi, il gigante nigeriano arrivato dal Viktoria Plzen protagonista all’Olimpico proprio con la maglia dei cechi in Europa League. Il suo adattamento al nostro campionato è stato complicato, ma il classe 2003 ha stazza e abilità nel difendere il pallone, tutte caratteristiche che hanno messo in difficoltà Ndicka nelle ultime settimane, e il feeling con il gol potrebbe tornare da un momento all’altro.

Occhio poi a Matteo Tramoni, che potrebbe essere sacrificato per un centrocampista in più ma è una buona arma a gara in corso, e Michael Aebischer, i due centrocampisti più tecnici a disposizione, i cui inserimenti potrebbero creare scompiglio. In una squadra che ha ormai definitivamente escluso Iling Junior e Lorran e che ha avuto poco e niente, per ragioni fisiche, da Cuadrado e Stengs, sono loro gli uomini capaci di un’invenzione estemporanea. Infine, attenzione alle capacità di crossatore mancino di Samuele Angori.

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