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·26 Juli 2026
Le parole di Pirlo: "L’amore per l’Italia non dipende da un incarico..."

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Andrea Pirlo aveva raggiunto l'accordo verbale per sedersi sulla panchina azzurra e diventare il nuovo CT della Nazionale Italiana. Nelle ultime ore, però, le trattive si sono complicate. Oltre al fatto che avrebbe dovuto aspettare, per la firma, di risolvere il suo contratto con lo United FC, si è aggiunto un altro problema. Andrea Pirlo risulta testimonial di una società di scommesse russa, realizzando anche in Italia, attraverso i suoi canali social e le altre attività svolte dall’ex calciatore, una pubblicità vietata al gioco, in piena violazione dell'articolo 9 del Decreto Dignità, che impone il divieto assoluto di qualsiasi forma di pubblicità, sponsorizzazione o comunicazione promozionale (diretta o indiretta) relativa a giochi o scommesse con vincite in denaro. Rischia una multa fino al 20% del valore della sponsorizzazione. Il Codacons presenterà un formale esposto all'autorità per le Comunicazioni chiedendo di aprire una indagine alla luce della violazione del divieto di pubblicità e sponsorizzazione alle scommesse e giochi in denaro. Scatterà, inoltre, un ricorso immediato al Tar del Lazio se la Figc lo nominerà Commissario tecnico della Nazionale. Ad annunciarlo è l'associazione dei consumatori, che ha evidenziato l'incompatibilità di Pirlo con ruoli dirigenziali nel calcio italiano alla luce della normativa vigente.
Malagò non ha dato l'ok a procedere
Come riportato da Gianluca Di Marzio, domani erano in previsione degli incontri con Andrea Pirlo, ma date le pressioni politiche è tutto in stand-by. Il presidente Malagò non ha dato l'ok a procedere, nelle prossime ore si attendono degli aggiornamenti.
Sul suo profilo Instagram, Pirlo ha lasciato un messaggio:
Negli ultimi giorni ho assistito con grande amarezza al dibattito che si è sviluppato intorno al mio nome e alla possibilità di ricoprire il ruolo di Commissario Tecnico della Nazionale italiana.Per rispetto nei confronti delle istituzioni, della Federazione e di tutte le persone coinvolte, ho scelto finora di mantenere il silenzio. Ritengo però doveroso chiarire alcuni aspetti.Nel corso della mia carriera, prima da calciatore e oggi da allenatore, ho sempre svolto la mia attività nel pieno rispetto delle leggi dei Paesi in cui ho lavorato e dei contratti che ho sottoscritto. La collaborazione professionale oggetto delle recenti polemiche nasce nell’ambito del mio percorso lavorativo negli Emirati Arabi Uniti ed è esclusivamente di natura commerciale e sportiva. Attribuire a tale collaborazione un significato politico significa attribuirmi convinzioni che non ho mai espresso e che non mi appartengono.
Su Maldini e Leonardo:
Desidero ringraziare Maldini e Leonardo per la stima e la fiducia che mi hanno dimostrato. Conosco la loro competenza, la loro serietà e l’amore che hanno sempre dedicato al calcio italiano. Mi rammarica che una scelta di carattere sportivo sia stata rapidamente trascinata in un confronto pubblico che ha finito per attribuire alla mia persona significati e intenzioni che non mi appartengono. L’amore per l’Italia non dipende da un incarico. Fa parte della mia storia, della mia identità e continuerà ad accompagnarmi, sempre.
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