Calcionews24
·21 Februari 2026
Lecce, Corvino racconta: «Il Lecce ha la nona migliore difesa del campionato. Inter? Sarà una gara dura. Pio Esposito? Per me è strepitoso»

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Pantaleo Corvino, per molti “l’uomo delle plusvalenze e del territorio”, ha trasformato il Lecce in un laboratorio di eccellenza calcistica. Dal 2022 a oggi, il club salentino ha dimostrato che si può restare in Serie A facendo quadrare i conti, scovando talenti in ogni angolo del globo e valorizzando il vivaio. Alla vigilia della sfida contro l’Inter capolista di Chivu, il responsabile dell’area tecnica giallorossa traccia il bilancio di un quadriennio che lui stesso definisce storico. Ecco le sue parole a La Gazzetta dello Sport:
COSA É CAMBIATO IN QUESTI ANNI «Il Lecce, innanzitutto. Abbiamo costruito un percorso fondato sulla patrimonializzazione: da noi i giovani giocano e crescono. Il calcio vero è questo e i risultati sportivi ed economici ci danno ragione. Abbiamo conquistato tre salvezze consecutive e uno scudetto Primavera. Considerando la promozione del 2022, per noi è come aver vinto cinque campionati».LA SFIDA ALL’INTER DI CHIVU «Sarà una gara dura, il pronostico appare scontato. La squadra di Chivu è scivolata in Champions, ma sta dominando il campionato con merito e sono certo che ribalterà pure il risultato nel ritorno contro il Bodo Glimt. Quanto a noi, la storia è sempre la stessa: il Lecce è Davide e l’Inter è Golia. Dobbiamo rimboccarci le maniche, perché ogni tanto può soccombere persino Golia…».LA SVOLTA GIOVANILE DELLE BIG «Mi fa piacere, però mi sembra quasi normale. Anche nel calcio le società sono aziende e, in quanto tali, devono puntare alla sostenibilità. L’unica strada per avere i conti in regola porta ai giovani e alla loro valorizzazione. Certo, serve coraggio, soprattutto se sei un grande club. La gente parla di mancanza di infrastrutture, ma se oggi ci sono pochi giovani il problema è culturale. Posso farvi una domanda? In Italia tutti parlano di una svolta che passi da nuove attrezzature e dalla costruzione di centri sportivi: vent’anni fa, quando abbiamo alzato la Coppa del Mondo, la situazione era migliore? Non credo. Piuttosto, è cambiato il concetto di periferia e i bambini non scendono più in strada a giocare, però quello è solo il primo aspetto sul quale bisogna intervenire. L’altro, più evidente, riguarda l’evoluzione culturale dei club, frutto dei social network».L’INFLUENZA DEI SOCIAL SUL MERCATO «In passato la gente parlava di calcio al bar o nelle piazze, mentre oggi il commento è sempre dietro l’angolo, visibile a tutti. Il tifoso pensa al risultato, è giusto così, ma ho l’impressione che troppi club oggi si facciano condizionare da ciò che si legge in giro. Se i tifosi vogliono tutto e subito, le società operano per provare ad accontentarli. Così, però, perdono di vista l’importanza che un giovane può avere nel lungo periodo».PIO ESPOSITO «Per me è strepitoso. Nel 2025 sono stato inserito nella giuria del Premio Pablito e l’ho votato come migliore Under 20 italiano. Al di là delle doti fisiche e tecniche, mi stupisce per la sua fame. Ha senso del gol e soprattutto tanta rabbia nell’andare a cercarlo».GANDELMAN «Lo seguivamo da tempo, conosco i suoi agenti. Il ragazzo si è detto convinto dalla città e dal progetto, ma non avevo dubbi sul fatto che si sarebbe ambientato in fretta. Segnava tanto anche con il Gent, i numeri parlavano per lui. Siamo andati sul sicuro, con Gandelman come con Stulic».IL MURO DIFENSIVO «Il Lecce ha la nona migliore difesa del campionato, ciò significa che stiamo provando a salvarci puntando sulla fase difensiva. Le squadre sono come delle coperte: se le tiri da un lato, dall’altro resta qualcosa in meno. I nostri attaccanti risentono di uno stile di gioco efficace, però meno offensivo rispetto al passato».SI ASPETTAVA UNA LOTTA SALVEZZA DURA «Certo che sì. Tutte le dirette concorrenti hanno potuto investire molto più di quanto abbiamo fatto noi. Dal Pisa alla Cremonese, passando per Verona, Sassuolo, Cagliari e Parma. Sarà dura, ma noi abbiamo fatto il massimo per rimanere competitivi, trattenendo i nostri talenti anche di fronte a offerte importanti».TIAGO GABRIEL «Lui (Tiago Gabriel), come Berisha e Falcone, ormai è sulla bocca di tutti. Sono pronti per il salto di qualità, però alle loro spalle ci sono tanti altri talenti che abbiamo voluto tenere per sognare la salvezza».









































